Come difendersi dalle tossinfezioni estive: le regole contro le intossicazioni alimentari

come difendersi dalle tossinfezioni estive le regole contro le intossicazioni alimentari
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

L’estate apre le porte alla voglia di cibi freschi e crudi. Ma le intossicazioni alimentari sono dietro l’angolo. Dal pesce crudo alla maionese, dai formaggi freschi alle verdure non lavate: con l’aumento delle temperature, il nostro frigorifero si riempie di insidie.

Gli esperti dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) ricordano allora alcune regole da osservare per non incorrere in malattie e intossicazioni dovute al consumo di alimenti contenenti sostanze tossiche o batteri. Ecco il decalogo.

Sicurezza alimentare in estate: le regole contro le tossinfezioni

  1. Igienizzare i posti in cui si conservano i prodotti e gli utensili da cucina come posate, taglieri, piatti e contenitori. Lavare accuratamente le mani dopo aver toccato la frutta e la verdura acquistata o aver manipolato alimenti di diversa natura. Cambiare con frequenza i canovacci per le mani.
  2. Riporre la spesa nel ripiano adeguato del frigo è la base di una buona conservazione. Utilizzare contenitori in vetro o il sottovuoto per conservare gli avanzi, non lasciarli mai nei tegami di cottura. Mai riporre alimenti caldi o tiepidi nel frigo perché determinano un aumento della temperatura interna. Pulire con cura le superfici interne utilizzando acqua e aceto (oppure bicarbonato di sodio) o in alternativa detersivi appropriati.
  3. Lavare sempre frutta e verdura, preferibilmente con un cucchiaino di bicarbonato lasciandole in acqua per 15 minuti. Dopo il lavaggio è importante non refrigerare i prodotti, in quanto potrebbero sviluppare batteri patogeni contaminanti per il resto degli alimenti in frigo. Se si acquista verdure in busta, lavarle sempre anche se sulla confezione viene indicato che non è necessario.
  4. La carne va conservata in sacchetti per gli alimenti nei ripiani bassi. Deve essere consumata entro 24 ore se macinata, entro 48 ore se di pollo o tacchino, entro 3 giorni nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere.
  5. Il pesce pulito e eviscerato va lavato sotto acqua corrente; ben asciugato, conservato in un contenitore ermetico o coperto con una pellicola e riposto nella parte bassa del frigorifero. Va consumato entro 24 ore.
  6. Latticini e uova non vanno lasciati liberi in frigo, ma conservati in appositi contenitori nel ripiano centrale del frigo. Evitare di tenere le uova nel portauova dello sportello, a causa degli sbalzi termici dovuti all’apertura e chiusura.
  7. Per surgelare in maniera ottimale è consigliabile porzionare gli alimenti (carne e pesce) avvolgerli in pellicola o in busta alimenti o in contenitori resistenti. Lo scongelamento deve avvenire sempre nel frigorifero, mai a temperatura ambiente.
  8. Leggere sempre l’etichetta e la data di scadenza quando si fa la spesa.
  9. Per garantire l’eliminazione delle spore dagli alimenti è necessario cuocerli facendo salire la temperatura sopra i 120° C.
  10. In caso di intossicazione, è importante bere molta acqua per evitare la disidratazione legata al vomito, eventualmente integrare con elettroliti evitare di fare pasti troppo abbondanti e pesanti.

Boom di tossinfezioni: colpito il 30% della popolazione. Allarme Listeriosi

"Oggi si contano al mondo più di 250 tossinfezioni alimentari che si manifestano con differenti sintomi e causate da diversi agenti patogeni che aumentano con il passare degli anni", spiega Barbara Paolini, vicesegretario ADI. L’associazione stima che ogni anno, nei soli Paesi industrializzati, il 30% della popolazione sia colpito da una tossinfezione alimentare, con circa 360mila casi di denunce e 30mila interventi per infezioni e intossicazioni.

In particolare, in cinque Stati membri dell’Unione europea (Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia e Regno Unito) sono stati segnalati recentemente 47 casi di listeriosi, di cui 9 ad esito fatale, causati da un nuovo ceppo di Listeria monocytogenes, particolarmente invasivo, che è stato isolato da prodotti surgelati.

Questo batterio proviene dal terreno e dalle feci animali e prolifera soprattutto nei cibi freschi come salumi, carne cruda o poco cotta, formaggi a base di latte non pastorizzato, ortaggi e in diversi alimenti pronti o surgelati perché, a differenza di molti altri batteri di origine alimentare, tollera gli ambienti salati e le basse temperature (tra +2 °C e 4 °C).

"Le persone più a rischio di infezione da Listeria monocytogenes sono gli anziani, le persone con un sistema immunitario debole, donne in gravidanza e neonati" aggiunge Paolini. "I focolai di listeriosi sono spesso associati con alimenti pronti al consumo e refrigerati come salumi, formaggi a pasta molle, latte o altri prodotti caseari".

Per approfondire guarda anche: “Dieta e nutrizione: pesce e semi”

Leggi anche:
Il botulismo è un'intossicazione alimentare molto pericolosa per l'uomo. Le conserve sono gli alimenti più a rischio di contaminazione.
03/08/2018
03/08/2018
TAG: Adolescenti | Adulti | Anziani | Bambini | Batteri | Estate | Giovani | Igiene e medicina preventiva | Infezioni | Infiammazioni | Microbiologia e virologia | Neonati | Nutrizione | Prevenzione | Scienza dell'alimentazione | Tossicologia medica | Virus
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor