7 verità sul vaccino anti-HPV

7 verita sul vaccino anti hpv
Ginecologia e ostetricia

Devo ammettere che guardando il servizio di Report sono venuti dubbi anche a me che pur sono un’umile ginecologa, anche se con un’esperienza ultra-trentennale di Malattie a Trasmissione Sessuale e di Prevenzione Oncologica, e pertanto anche pro vaccino anti-HPV. Non oso pensare ai brividi di terrore degli altri telespettatori. Finita la trasmissione ho fatto, però, alcune considerazioni.

Quando si punta il dito accusatorio, e a maggior ragione se contro la salute pubblica, deve esserci un contraddittorio costruttivo con esperti del settore di ambo le parti, altrimenti fino a prova contraria stiamo facendo diffamazione, che peraltro non si può fare tramite la TV di Stato. In democrazia tutti devono potersi difendere. Nel servizio andato in onda, oltre ad Enrica Alteri dell’EMA (pro-vaccini), che non può entrare nel merito in quanto non ne ha le competenze, andavano interpellati in primis Medici delle Società Scientifiche Italiane di Ginecologia, Pediatria e Infettivologia. Il conduttore Sigfrido Ranucci dice di aver interpellato tutti e anche il noto virologo Roberto Burioni, che però e come tutti gli altri, smentisce di essere stato contattato.

Quando vengono riportate false notizie scientifiche come “Il maschio è solo portatore sano” oppure “Questo vaccino non previene il cancro del collo utero in quanto questo tumore non dipende dall’HPV”, non c’è ombra di dubbio che siamo di fronte ad un servizio costruito a tavolino per screditare le Istituzioni Sanitarie non soltanto italiane e le Aziende produttrici dei vaccini, nonché per fare terrorismo. Per cercare di essere credibili, non bisogna palesemente mentire mai nel tentativo di avvalorare le proprie bugie o ipotesi aleatorie.

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Il Papillomavirus (HPV - Human Papilloma Virus) è un virus a trasmissione sessuale. Ne esistono più di cento sottotipi e alcuni possono causare il cancro.

Le 7 verità sul vaccino anti-HPV verificate dalla scienza

Detto ciò, passiamo ai fatti documentati.

  1. Nel 2013, sul British Medical Journal è stato pubblicato un articolo sui potenziali danni del vaccino anti-HPV, condotto su circa 1 milione di ragazze in Svezia e Danimarca, di età tra 10 e 17 anni sottoposte a vaccinaziona anti-HPV. Nei 6 mesi successivi si sono verificati 53 casi di eventi collaterali, rispetto alle non vaccinate, con un un rischio maggiore (anche se di piccola intensità) di andare incontro a tre eventi: la sindrome di Behçet, la malattia di Raynaud e il diabete di tipo 1. Questo rischio si è mantenuto identico anche dopo i primi sei mesi, il che pone seri dubbi sul rapporto causa-effetto del vaccino. Lo studio Danese conclude dicendo che nel complesso il vaccino non comporta rischi notevoli e la frequenza molto bassa dei tre eventi (53 su 700.000 dosi) lo pone sicuramente tra i vaccini sicuri. In questo studio non sono stati rilevati gli ipotetici eventi avversi oggetto del servizio di Report.
  2. Nel 2015, Il Comitato per la sicurezza dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha escluso una relazione causale tra vaccini anti-HPV e sindromi CRPS o POTS. La Sindrome da dolore regionale complesso (CRPS) è una forma rara di dolore cronico localizzato al braccio o alla gamba, conseguente a traumi ma anche senza cause documentabili. La terapia, se iniziata quanto prima, migliora e in alcuni casi induce la remissione della sintomatologia.
    La Sindrome di tachicardia posturale ortostatica (POTS) è l’insorgenza di un rapido aumento del battito e della frequenza cardiaca, dopo che ci si alza da una posizione sdraiata, con senso di vertigine fino allo svenimento. I sintomi migliorano ritornando in posizione supina. Può svilupparsi a qualunque età anche se si manifesta maggiormente in giovani donne nel periodo mestruale.
    Secondo il Comitato di valutazione del rischio per la farmacovigilanza (PRAC) dell'EMA "le evidenze disponibili non supportano il nesso di causalità con la somministrazione di vaccini HPV. Le segnalazioni di CRPS e POTS dopo vaccinazione anti-HPV, sono coerenti con i casi attesi in questa fascia di età. Pertanto non vi è alcun motivo per modificare le modalità di utilizzo dei vaccini o modificare le attuali informazioni sul prodotto". Il PRAC ha il compito di fare la valutazione formale regolatoria e scientifica delle informazioni disponibili sulla sicurezza dei vaccini relativamente a CRPS e POTS.
  3. Ad oggi, nel mondo sono state somministrate più di 205 milioni di dosi di vaccino anti-HPV quadrivalente (6,11,16,18) e i dati confermano il buon profilo di sicurezza del vaccino. I più comuni eventi avversi sono di tipo locale (dolore, indurimento, rigonfiamento, iperemia in sede di iniezione) con risoluzione spontanea e di breve durata. Non è stato rilevato alcun aumento del rischio di sviluppare patologie autoimmuni nei soggetti vaccinati, osservazione confermata anche dagli studi di follow-up a lungo termine. Non sono stati riportati outcomes gravidici sfavorevoli o aborti spontanei nelle donne che sono state inavvertitamente vaccinate nel periodo peri-gravidico, pur essendo la somministrazione del vaccino controindicata in gravidanza.
  4. Harald zur Hausen, Nobel per la Medicina nel 2008, ha dimostrato scientificamente che il Papillomavirus (HPV) è l’agente eziologico del cancro del collo uterino e che la sua presenza può essere riconosciuta tramite l’HPV-DNA test. Gli studi di zur Hausen hanno permesso di capire come l’HPV scatena il tumore consentendo di mettere a punto i vaccini. Non tutte le persone affette da HPV svilupperanno il cancro. Il test che lo predice è l’Onco Fish Test che si esegue presso il CDI di Milano. Questo test ricerca le sequenze del DNA virale integrate nel DNA delle cellule cervicali o in quelle di lesioni da HPV del cavo orale, permettendo così di individuare le infezioni da HPV ad alto rischio di potenziale evolutivo verso il cancro.
  5. Secondo il Prof. Claudio Vicini, Primario ORL a Forlì e Direttore del Dipartimento Testa-Collo dell’Area Vasta Romagna, “nell’ultimo decennio si sta verificando in tutto il mondo un significativo aumento tra i giovani dei tumori dell’orofaringe. I tumori di tonsille, palato molle e tessuto linfatico della base della lingua sono indotti dalle infezioni da HPV, contratto tramite rapporti sessuali orali non protetti. Il più frequente è l’HPV 16, che è anche il responsabile di oltre l’80% dei tumori del collo uterino. Proprio per questo, i tumori dell’orofaringe incidono di più in persone giovani in buone condizioni generali, senza storia di esposizione massiva a fumo ed alcool e che hanno praticato sesso orale non protetto con più partner”.
    Vaccinare ragazzi e ragazze contro l’HPV permette di prevenire il 90% dei tumori del collo dell'utero e anche le altre malattie HPV correlate come il cancro vulvare e vaginale, anale e molti tumori del cavo orale per i quali non esiste uno screening sistematico. Solo in Italia, ogni anno si registrano 12 mila nuovi casi di tumori testa collo e il 20% circa colpisce l’orofaringe prevalentemente in giovani maschi.
  6. Inizialmente si pensava che l'HPV colpisse solo le donne anche perché il cancro del pene ha una bassa incidenza. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che gli uomini come le donne sono affetti dalle numerose patologie ad esso correlate. In Europa, ogni anno, nelle donne si verificano circa 33 mila casi di cancro dovuto ad HPV 16 e 18 e circa 16 mila negli uomini, con un rapporto di due a uno. Dunque, il virus HPV infetta entrambi i sessi e il maschio risulta esserne infetto con maggiore facilità, con un'alta prevalenza che si attesta intorno al 60% in qualunque fascia di età. Se anche il maschio non sarà vaccinato, l’HPV non potrà essere eradicato.
  7. Le statistiche dei CDC statunitensi pubblicate in uno studio sulla rivista Pediatrics hanno rilevato che il decennio di vaccinazioni anti-HPV ha diminuito del 64% i casi di infezione da virus tra le ragazze adolescenti. I ricercatori hanno utilizzato i dati dei National Health and Nutrition Examination Surveys per confrontare i tassi di infezione da HPV tra gli adolescenti degli Stati Uniti e le giovani donne prima e dopo l’introduzione del vaccino HPV nel 2006. Tra le ragazze di età compresa tra 14 e 19 anni, la prevalenza dei tipi di HPV è diminuita dall’11,5% nel periodo 2003-2006 al 4,3% nel periodo 2009-2012. Inoltre, la prevalenza dell’HPV è diminuita tra le donne di età compresa tra i 20 ei 24 anni, dal 18,5% al 12%.
    In Australia, dove si sono raggiunte coperture vaccinali di circa l'80%, nelle 12enni, dopo circa 5 anni dall'introduzione della vaccino anti-HPV quadrivalente, c’è stata una riduzione del 93% dei condilomi genitali e una riduzione delle lesioni precancerose di circa il 50% nelle ragazze di età inferiore ai 21 anni.
    In Inghilterra, dopo 4 anni dall'avvio del programma vaccinale, si è avuta una riduzione del 60% della circolazione dei tipi HPV 16 e 18, oltre a una lieve riduzione della circolazione dei tipi HPV 31, 33 e 45 nelle ragazze di 16-18 anni d'età. Per tutti gli altri tipi di HPV non si è osservata una riduzione.
    Questi dati dimostrano un'efficacia solo per i tipi di HPV contenuti nei vaccini e pertanto è auspicabile quanto prima l’utilizzo di un vaccino a protezione diretta e duratura verso il maggior numero possibile di tipi di HPV, come il Gardasil 9-valente che immunizza per 7 tipi oncogeni (16, 18, 31, 33, 45, 52, 58) e 2 tipi (16,18) responsabili dei condilomi genitali, patologia benigna molto contagiosa per la quale non esiste terapia se non la rimozione chirurgica.

La vaccinazione contro il Papilloma Virus è sicura?

La vaccinazione anti-HPV è sicura e duratura nel tempo. I dati fino ad ora disponibili mostrano come entrambi i vaccini siano in grado di conferire una protezione superiore ai 10 anni. Questo dato di recente è stato ulteriormente confermato nel vaccino quadrivalente in tutti i gruppi di età, sia maschi che femmine fino a 45 anni.

Vaccini e farmacovigilanza

In conclusione, per i vaccini, come per i farmaci, esiste una efficace rete di farmacovigilanza, che dal 2014 è stata ulteriormente potenziata. I dati sugli eventi avversi non corrispondono, ovviamente, a quelli sulle segnalazioni dei possibili eventi avversi in quanto le segnalazioni fatte dai medici sono prima valutate dagli esperti e poi, nel caso, ricondotte o meno al farmaco o al vaccino. E i dati dimostrano che gli effetti collaterali dei vaccini sono molti meno e molto meno gravi delle complicanze delle malattie che i vaccini prevengono. Tutto il resto sono chiacchiere.  

Sui vaccini e sulla scienza, non esiste “un’altra verità”. Esiste la verità che si costruisce passo passo ed evidenza dopo evidenza. Anche i farmaci hanno effetti collaterali, e persino gli integratori, gli omeopatici e i fitoterapici. Non per questo quando servono non si assumono.

Personalmente concordo con Walter Ricciardi, Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha più volte sottolineato che "non esiste un complotto per cercare di far arricchire le case farmaceutiche produttrici di vaccini a danno dei cittadini”. E aggiungo che chi non si vaccina per il Papillomavirus o HPV, dovrebbe usare sempre le regole del Safer Sex e proteggersi con il profilattico anche durante i rapporti orali. Questo farà aumentare sia i profitti delle aziende produttrici di condom che quelle dei ginecologi che, come me, trattano queste patologie anche se il mio obiettivo è quello di mantenere sana una “donna sana”, e non curare una “donna malata”.

False credenze sul vaccino anti HPV

  1. Il vaccino anti-HPV è pericoloso: la sicurezza è stata valutata dal 2002 ed è risultata simile a quella degli altri vaccini.
  2. Il vaccino provoca infertilità: il vaccino non provoca infertilità né sterilità.
  3. Mia figlia non ha bisogno del vaccino perché è ancora troppo piccola e non pensa al sesso. Il vaccino spinge all’attività sessuale più precocemente: non è dimostrato che il vaccino abbia impatto sull’inizio dell’attività sessuale.
  4. È un problema che riguarda chi ha figlie femmine: i dati riportano un incremento delle patologie da HPV anche nei maschi che sono un importante serbatoio del virus. Il vaccino è meno efficace se somministrato solo alle femmine.

Per approfondire guarda anche: “Cancro all'utero“

26/04/2017
26/04/2017