Sono una ragazza di 30 anni. Circa 10 anni fa ho sofferto di attacchi di panico, che ho superato da sola leggendo tutto quello che ho trovato, dai trattati di psichiatria alle riviste. Pur essendo passati ho sempre saputo che sarebbero potuti tornare in momenti di particolare stress. Ciò premesso, lo scorso mese di ottobre ho avuto un episodio di tachicardia parossistica sopraventricolare, o almeno per tale mi è stato diagnosticato al pronto soccorso dove sono voluta andare terrorizzata. Mi è stata fatta una flebo e tutto è andato a posto. Avevo 170 battiti. Da quell'episodio la mia vita è diventata una specie di inferno: pur avendo fatto tutti gli accertamenti del caso (ecg, ecg sotto sforzo,
Ecocardiogramma e analisi del
Sangue e pur avendo tutti i valori nella norma e un
Cuore 'perfettamente normale') sono terrorizzata all'idea di poter morire all'improvviso per un infarto. Fumo una trentina di sigarette al giorno e prendo la pillola anticoncezionale. Non bevo caffè, salvo sporadici 'sorsini' a quelli di amiche e fidanzato, non bevo alcol e non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti, nemmeno leggere. Tuttavia continuo a stare con il mio ditino attaccato al collo per prendere i battiti. Soprattutto quando, a volte, mi capita di sentire come un tonfo sotto al seno, è come se mi mancasse il respiro per una frazione di secondo. Ma il cuore in quel momento batte normalmente. Non è un'extrasistole, che dà come sensazione quello che io chiamo un frullo d'ali. Non so proprio cosa sia e a maggior ragione questo mi spaventa sempre più. Concludo dicendo che ho consultato due cardiologi e un medico sportivo, che non ho mai più avuto un episodio di TPSV e che a volte penso che in realtà anche quello sia stato un semplice attacco di panico, cosa che mi tranquillizzerebbe assai. Ah, dimenticavo la mia pressione è di norma 110/80, a volte la minima si abbassa un po' e arriva a 70 o poco meno, lavoro di norma 6 giorni la settimana circa 12, ma anche 14 ore di seguito. Grazie per l'attenzione, d.