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28-02-2013

Buonasera. sono una studentessa di 24 anni. un

Buonasera. Sono una studentessa di 24 anni. Un anno e mezzo fa, in seguito a problemi con l'università, ho vissuto per un periodo con il terrore di andare a dormire, perché a letto i pensieri mi impedivano di prendere sonno; generalmente, durante la giornata, ero colpita da momenti in cui mi sembrava che il cuore mi battesse troppo forte o che al contrario fosse sparito lasciando un vuoto nel petto, con mal di testa e giramenti di testa continui, la sensazione di essere come una città con interi quartieri rasi al suolo, di stare per morire, o che il mondo dovesse finire da un momento all'altro. Consultato, il medico di famiglia ha detto che si trattava di episodi di attacchi d'ansia, ma non ha ritenuto opportuno intervenire farmacologicamente perché mi riteneva troppo giovane per quel tipo di terapia. Mi ha detto che sarebbe andata via da sola e in effetti così è stato, dopo più di due mesi da incubo.Non ho più avuto episodi di quel genere e non sento più la minima sensazione di ansia. Mi sento anzi abbastanza rilassata e in pari con i miei impegni. Eppure da quel momento ho sperimentato quello che non saprei definire in altro modo se non come un calo di intelligenza. Ho mantenuto la capacità di concentrazione. Semplicemente, memoria e capacità di stabilire collegamenti originali sono praticamente sparite. Sono passata dallo studiare un esame medio per una settimana prendendo 30 e magari anche la lode, a dover studiare per mesi ogni singolo esame, dovendolo magari provare più e più volte prima di avere successo. In precedenza avevo sempre avuto un rendimento superiore alla media, ed ora fatico a rimanere in pari. A cosa è dovuto? Ora come ora non avrei motivi per stare in ansia, o essere stressata.
Risposta

Gentile utente,

   quanto da lei riferito può prestarsi a molteplici ipotesi.Infatti potrebbe permanere una forma di ansia di cui non si rende conto a livello conscio,oppure il prolungato periodo di stress emotivo potrebbe aver influito sulla regolazione dei neurotrasmettitori cerebrali o sul suo asse endocrino,ecc.ecc.Purtroppo a distanza non è possibile giungere ad una diagnosi attendibile in una situazione complessa quale quella che lei descrive.Penso pertanto che probabilmente potrebbe esserle utile una valutazione specialistica Psichiatrica,anche per capire la reale portata di quanto accadutole nei due mesi di scompenso psichico che lei riporta nella sua lettera.Sarà poi lo specialista ad indicarle l'eventuale iter diagnostico e le possibili strade di intervento.

    Cordiali saluti

Piergiorgio Biondani.

TAG: Malattie psichiatriche | Psichiatria | Salute mentale
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