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15-05-2006

Confusione mentale

Mia madre ha riscontrato un alto livello all'esame dell'ammoniemia pari a 224. Il test e' stato eseguito tre volte e il valore e' sempre leggermente aumentato pertanto sono portato a credere che il valore riscontrato e' preciso. Partendo dal presupposto che mia madre convive ormai da anni con le seguenti malattie: diabete, connettivite, cirrosi epatica (in stato avanzato), cistiti frequenti con infiammazione della vescica. Inoltre di recente ha subito i seguenti interventi chirurgici: 1) rimozione di polipi dalla vescica; 2) Chemioterapia localizzata al nodulo del fegato di origine tumurale con relativa embolizzazione. Il mio quesito e' il seguente: devo dare per scontato che la confusione mentale che non e' costante ma e' a giorni (alcuni giorni e' estremamente lucida altri giorni e' confusa e a volte ha anche problemi nell'equilibrio) deriva dalla ammoniemia? Quanto e' il tempo prima che si arrivi al decesso? Ma soprattutto quali sono le sofferenze a carico del paziente?
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
La confusione mentale che presenta sua madre è dovuta ad una complicanza della cirrosi epatica che viene detta “encefalopatia epatica” della quale l’aumento dell’ammoniemia ne è solo una manifestazione secondaria. La prognosi della malattia dipende dalla riserva funzionale epatica. Una misura, molto approssimata, di quest’ultima può essere ricavata dalla classificazione di Child-Pugh. Tale classificazione si basa su 5 fattori: bilirubinemia, albuminemia, tempo di protrombina, ascite ed encefalopatia. L’appartenenza alla classe C implica una prognosi peggiore (anche pochi mesi) rispetto alla classe B od A.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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