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20-09-2006

Danni residui al cuore

Ho 43 anni, e nel mese di ottobre del 2004, ho avuto un infarto, il quale infarto non mi ha causato danni significativi. Durante la degenza in ospedale in terapia intensiva per circa 5 giorni, mi hanno sottoposto a molti esami tra cui la coronarografia, la quale non ha rivelato nessun danno e soprattutto ha rilevato , a detta dei medici che eseguivani l'esame, un perfetto stato delle coronarie ("come quelle di un bambino") e in base poi a tutti gli altri esami clinici la diagnosi è stata: infarto da stress. Mi hanno prescritto una terapia che seguo tuttora, a base di Tildiem, 1 capsula al mattino, Ascriptim 1/2 pasticca dopo pranzo, e Eskim 1 capsula dopo pranzo. Chiedo cortesemente di sapere se ci sono esami particolari che permettano di capire la condizione del cuore, se ha subito qualche danno. Se la risposta è affermativa desidero sapere dove fare questi eventuali esami diagnostici. Vi ringrazio anticipatamente e vi invio i miei cordiali saluti augurandovi un buon lavoro.
Paginemediche
Risposta di:
Paginemediche
Risposta
Credo che gli esami da Lei eseguiti già possano permettere di formulare un giudizio complessivamente favorevole, non essendoci un danno coronarico. Tra le cose che mi riferisce manca solo un dato importante, cioè l’estensione dell’infarto, che comunque sarà stata certamente già determinata alla coronarografia o ad un ecocardiogramma. In particolare a tale riguardo è utile prendere in considerazione il valore della frazione di eiezione (FE: un parametro di efficienza contrattile del miocardio), se questo è superiore al 50% il danno residuo è certamente da considerarsi molto modesto.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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