17-04-2018

Difficoltà di erezione

Buongiorno, ho da poco dato un taglio al caffè, e ai dolci, di cui sono sempre stato molto goloso. Potrebbe essere questo il motivo per cui riscontro maggiori difficoltà ad eccitarmi? Ho sempre avuto il problema opposto, psicologicamente ero facilmente eccitabile, bastava un pensiero nella mente per avere una reazione immediata... Ho pensato che avendo sempre abusato di dolci, dandogli ora un taglio netto, potrei avere creato scompensi di serotonina nel corpo, e magari anche una situazione di insicurezza che sto vivendo mi porta a questo effetto. Il problema è che è un effetto a catena, se questa situazione procede, sarò sempre più insicuro, fino ad avere dei pessimi rapporti sessuali o non averne affatto. Inoltre sono anche affetto da eiaculazione precoce, da sempre, pensavo che il problema fosse appunto di vivere il momento molto intensamente.

La perdita di eccitamento potrebbe essere una reazione "difensiva" della mia mente per cercare di aumentare il tempo del rapporto? Con il risultato che non riesco neanche ad iniziarlo. Grazie mille in anticipo per l'aiuto che mi darà.

Buona giornata

Risposta di:
Dr. Emanuele De Vietro
Specialista in Psichiatria e Psicologia ad indirizzo medico
Risposta

Salve, Esistono due diverse definizioni del disturbo. Secondo il DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, che si occupa anche dei problemi legati agli stati d’ansia), avviene di regola con una minima stimolazione sessuale, prima, durante o dopo la penetrazione, ma comunque in anticipo rispetto all’aspettativa della persona. Perché si possa parlare di vera e propria eiaculazione precoce, però, occorre che siano soddisfatte altre due condizioni: deve causare un forte stress in chi ne è colpito, e difficoltà interpersonali a livello di coppia; non deve essere determinata esclusivamente dall’effetto diretto di farmaci o droghe. Secondo linee guide internazionale recente, invece, si è in presenza di una vera precocità quando l’eiaculazione compare sempre, o quasi sempre, entro un minuto dalla penetrazione vaginale.

Anche in questo caso si sottolinea come il disturbo causi stress, preoccupazione, frustrazione e un progressivo evitamento dell’intimità sessuale da parte di entrambi i partner. La durata della penetrazione è definita “tempo di latenza eiaculatoria intravaginale”: in termini semplici, quanto l’uomo riesce a durare dal momento dell’inizio della penetrazione in vagina al momento dell’ejaculazione. Dunque questa seconda definizione, a differenza della prima, si concentra esclusivamente su ciò che avviene dopo la penetrazione: ed è la più significativa a livello clinico, perché tutte le terapie più recenti mirano proprio ad aumentare il tempo di latenza. Fortemente consigliato di rivolgersi a un sessuologo per una Terapia sessuologica comportamentale perchè: - migliora la capacità di ascoltare il crescendo delle sensazioni erotiche e mantenere il controllo sul riflesso eiaculatorio, con esercizi di focalizzazione sensoriale; - aumenta la capacità di modulare l’eccitazione attraverso il respiro, mediante training di rilassamento o tecniche yoga; - attenua il picco d’ansia al momento della penetrazione; - migliora la qualità dell’intimità con la partner.

Saluti

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