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Esperto Risponde

Doc e depressione

Soffro di depressione acuta e doc perché vado in blocco a letto non riesco?

Risposta del medico
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia

Buongiorno,

per provare a risponderle in modo davvero utile avrei bisogno di capire un po’ meglio cosa intende per “vado in blocco a letto”, perché nel contesto di DOC e depressione questo sintomo può avere significati diversi.

Ad esempio: quando è a letto si sente fisicamente senza energie, come se il corpo fosse pesante e non rispondesse, oppure è soprattutto la mente a bloccarsi, magari per paura, pensieri continui o dubbi che non le permettono di iniziare la giornata? Quando prova ad alzarsi, cosa succede: aumenta l’ansia, compaiono pensieri ripetitivi, oppure sente solo di “non farcela”? Il blocco è presente tutti i giorni o va e viene? È peggiore al mattino? Inoltre, è attualmente seguito da uno psichiatra o assume una terapia farmacologica?

Le faccio queste domande perché DOC e depressione convivono molto spesso. Le ricerche mostrano che circa una persona su due con DOC sviluppa nel corso della vita un episodio depressivo. In questi casi il blocco a letto non è pigrizia né mancanza di volontà: è il risultato di uno sfinimento mentale profondo, della sensazione di essere intrappolati nei pensieri o di non avere più risorse.

Nella depressione il blocco è spesso legato a rallentamento psicomotorio, perdita di energia e senso di impotenza. Nel DOC, invece, può essere una sorta di paralisi decisionale: l’idea di affrontare la giornata, i pensieri ossessivi o i rituali diventa talmente angosciante da portare all’evitamento. Molto spesso le due cose si sommano, rendendo il sintomo particolarmente invalidante.

È importante dirlo chiaramente che quando una persona con DOC e depressione dice “non riesco ad alzarmi dal letto”, va presa sul serio. Non è qualcosa che si risolve con forza di volontà o con consigli generici. Se questo blocco è persistente, peggiora nel tempo o si accompagna a forte autosvalutazione, senso di inutilità o pensieri cupi, è necessario un inquadramento clinico adeguato e spesso una rivalutazione della terapia.

Cordiali saluti
Federico Baranzini
Psichiatra a Milano

Risposto il: 09 Gennaio 2026