20-01-2006

Monitoraggio

Buongiorno, mio padre è ricoverato presso l'Unità di Terapia intensiva cardiologica dal giorno 10 novembre a seguito di una diagnosi di infarto. Il malessere si era presentato già dalla domenica precedente 6 novembre e nei giorni seguenti aveva comunque avvertito dolori al petto sotto sforzo. Nel corso di quella settimana è stato sottoposto a eletrocardiogramma e a prove sotto sforzo. Ieri è stata fatta la coronarografia all'ospedale di Ancona: l'esito dell'esame non verrà consegnato prima di lunedì anche se a voce ci è stato riferito che una Vena è occlusa e che non si poteva utilizzare il palloncino perché comunque non avrebbe dato risultati. Nel frattempo le analisi del Sangue ripetute dopo la coronarografia hanno evidenziato che nel corso della giornata di ieri l'infarto si è ripetuto: le analisi di questa mattina evidenziano valori ancora più alti. Mio padre è monitorato ma è possibile che l'infarto continui anche se è sotto trattamento farmacologico e monitorato e non si possa fare niente? Cosa possiamo fare?
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Complessivamente mi sembra che il caso di suo papà sia stato ben studiato e penso che i medici dell’Ospedale di Ancona abbiano preso le decisioni più corrette. Il fatto che gli esami del sangue tendano ad alzarsi nei giorni successivi all’episodio infartuale è normale, penso infatti che Lei faccia riferimento a sostanze che progressivamente si liberano dalla zona infartuata in maniera inizialmente crescente e che poi successivamente progressivamente ritornano ai valori basali. Nel caso di suo papà le terapie ed il monitoraggio in fase acuto servono soprattutto ad evitare/controllare eventuali complicanze e a cercare di limitare l’estensione della zona infartuale. Eventuali ulteriori interventi le verranno sicuramente suggeriti, se necessari, una volta stabilizzata la situazione.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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