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Esperto Risponde

Tachicardia

Ciao a tutti, sono un ragazzo di 28 anni e vi scrivo per un parere su una situazione che mi sta creando molta ansia.

negli ultimi mesi, mi è capitato una volta ogni tanto, soprattutto dopo pranzo, di avere degli episodi di tachicardia improvvisa, con frequenza cardiaca fino a 170 bpm, che durano circa 20 minuti. fortunatamente, durante uno di questi episodi, sono riuscito a registrare un ecg con il dispositivo kardia mobile, e il tracciato ha effettivamente documentato una tachicardia.

il mio cardiologo ha visto il tracciato e mi ha detto che si tratta comunque di ritmo sinusale, anche se accelerato. però io continuo a vivere con molta preoccupazione, soprattutto perché questi episodi mi colgono all’improvviso e mi spaventano tantissimo. soffro anche di reflusso gastroesofageo e ernia iatale, che potrebbero in qualche modo contribuire, ma non riesco a tranquillizzarmi.

in particolare, ho paura che possa esserci una malattia cardiaca che non è ancora emersa nonostante tutti gli esami che ho già fatto.

vi elenco gli esami che ho già fatto:
• elettrocardiogrammi (43 totali)
• holter ecg multipli (13 totali, compresi 2 holter a 12 derivazioni e uno da 7 giorni)
• ecocardiogrammi (10 totali)
• test da sforzo (5 effettuati)
• studio elettrofisiologico con ablazione per tachicardia sopraventricolare
• rmn cardiaca con contrasto
• tilt test
• tc torace con contrasto
• test all’ajmalina
• ecocolordoppler di tutte le arterie
• ecodoppler
• spirometria
• esami del sangue completi (elettroliti, ormoni tiroidei, troponina, bnp, glicemia, hba1c)
• gastroscopie (2)

non ho familiarità per morte improvvisa, ma ho comunque voluto indagare tutto il possibile.


secondo voi dovrei fare qualche altro esame, come un test genetico o un loop recorder? o può davvero essere qualcosa di benigno legato al reflusso o al nervo vago?

 

Risposta del medico
Specialista in Cardiologia

Salve, sono disposto a prendere visione di tutti i suoi esami eseguiti, nel contesto di una visita Cardioaritmologica nel mio studio, al fine di poter definire al meglio la sua situazione e suggerirle la terapia più adatta a lei. Cordiali saluti, Dott. Baldi Mario

Risposto il: 17 Giugno 2025