La cardiomiopatia dilatativa è in effetti una malattia potenzialmente grave, ma vi sono oggi possibilità di terapia sia farmacologica che con procedure ed interventi che possono migliorare molto il quadro. Non conosco a sufficienza alcuni punti essenziali, che dovrebbe approfondire con il suo Cardiologo: 1) LA CAUSA: le principali cause sono l’ipertensione arteriosa (che da quanto mi dice sembrerebbe presente in questo caso; forse in passato non è stata identificata e curata?), la malattia coronaria (se vi è un dubbio in questo senso, dovrebbe essere fatta una coronarografia) e la forma “primitiva” (cioè quella in cui non si identifica una causa precisa, e si conclude che è un difetto contrattile intrinseco delle cellule miocardiche; una parte di queste forme sono su base “familiare”, quindi se si pensa che questo possa essere il caso sia lei che altri eventuali componenti della famiglia dovrebbero fare l’ecocardiogramma); una quarta causa sarebbe quella secondaria a valvulopatia, ma l’ecocardiogramma che mi descrive escluderebbe questa ipotesi. 2) IL GRADO DI SINTOMATOLOGIA: è importante capire se la terapia instaurata ha prodotto un beneficio sui sintomi indotti dallo sforzo; se attualmente è possibile una vita accettabilmente attiva, si può per il momento evitare di pensare a procedure, rivalutando il quadro più avanti; altrimenti bisogna considerare una serie di parametri – a me sconosciuti, per questo dovrebbe parlare con il suo Cardiologo – per decidere su particolari tipi di stimolazione elettrica etc; l’ipotesi del trapianto verrà eventualmente solo in ultimo, quando le altre possibilità di terapia saranno state inefficaci; 3) proprio per questo, prima di ogni cosa occorre perfezionare la TERAPIA MEDICA, e decidere se sono state attuate tutte le misure possibili; nel suo caso, si dovrebbe intanto vedere se si può ancora aumentare la dose di ACEinibitore (TRIATEC; questo dipende dagli attuali valori pressori, dalla funzione renale e da come lo tollera) e se si può iniziare un betabloccante (questo dipende dalla presenza o no di Broncopatia Cronica Ostruttiva, quindi è molto importante chiarire il punto interrogativo a proposito di “BCPO”). Il tipo di vita consigliabile dipende dalla risposta a tutte queste domande; nei casi più favorevoli è possibile continuare a lavorare, ma si tratta di una questione troppo personalizzata per potermi esprimere con attendibilità con i dati di cui dispongo.