E’ una dizione a noi sconosciuta per l’epatocarcinoma (HCC). Infatti, secondo la classificazione di Eggel, l’HCC si distingue in nodulare, massivo e diffuso. L’esame istologico ne distingue le varianti trabecolare, pseudoghiandolare o acinare, compatta, scirrosa, a cellule chiare e fibrolamellare (non si parla di “tubulare”). La fibrolamellare è associata con una miglior prognosi, non è associata a cirrosi e più spesso è resecabile. Tuttavia tra i sottotipi istologici del carcinoma della colecisti sono comprese le varianti tubulare, papillare e nodulare. La prognosi migliore è stata osservata nei carcinomi ben differenziati con associata metaplasia riscontrati accidentalmente all’esame istologico. La variante papillare è inoltre meno invasiva.