# Fare la spesa: piacere o necessità?

> Una nuova tendenza impazza anche in Italia: il mercato dei cibi salutistici e gluten free aumenta del 32%, incidendo sulle scelte dei consumatori.

- **Autore:** Dr. Marco Baroni (Specialista in Pneumologia)
- **Pubblicato:** 2017-01-10
- **Aggiornato:** 2017-05-26
- **Tag:** 259,268,275,238,1
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/fare-la-spesa-piacere-o-necessita

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Stiamo assistendo in questo ultimo periodo ad una campagna diffusa e capillare di comunicazione nel mondo del cibo che rischia, se mai ce ne fosse bisogno, di **aumentare la confusione nella mente e nelle scelte del consumatore**, soprattutto nella grande distribuzione. Spot pubblicitari e packaging ad hoc, a colpi di etichette che ormai rischiano di diventare illeggibili tanta è la loro chilometrica complessità: nella spasmodica ricerca del messaggio più rassicurante (?) e salutistico possibile, al fine di raggiungere e possibilmente fidelizzare il compratore “informato ed evoluto” (esigente).

Resto, nella mia veste di ricercatore/comunicatore, perplesso. Informato: e da chi? E con che strumenti? Evoluto: ma rispetto a chi e a che cosa? Rimango dell'opinione che **il fare la spesa debba essere sì un atto sempre più consapevole, ma a patto che non diventi a sua volta elemento di stress**, l'altro Moloch dei nostri giorni.

Nutro, inoltre, molti dubbi sul fatto che i compratori di quel tipo costituiscano la maggioranza. Rimane però il rumore di fondo, il “si dice”, il condizionamento generico.

## La diffusione delle “diete senza”

Sembra che oggigiorno sia obbligatorio esaltare o demonizzare questo o quel prodotto o componente di prodotto. Osserviamo, perciò, sugli scaffali dei supermercati ma anche nelle più modeste bancarelle di quartiere il diffondersi di cibi quali gallette di [quinoa senza glutine](https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/quinoa-quali-sono-le-proprieta-e-come-si-cucina), latte d'avena biologico, pane al carbone vegetale, sale rosa dell'Himalaya, ecc.

In particolare è molto in voga proporre cibi “senza”: glutine, lattosio, grassi, [Zuccheri](https://www.paginemediche.it/glossario/zuccheri), lieviti. Il messaggio di fondo è che certi componenti, che solo poco fa non erano nemmeno presi in considerazione, vengono demonizzati alla stregua di **nutrienti killer**. Resta il fatto che senza arrivare alle scelte di vegani o vegetariani, molti sono convinti che dobbiamo fare pulizia di alcuni elementi.

Negli studi medico/nutrizionistici vanno per la maggiore le “diete senza”. I latticini vengono sostituiti sempre più da “latti” e formaggi senza lattosio. Prodotti senza grassi e senza zuccheri, come pasta, pane e biscotti senza glutine hanno conquistato le postazioni centrali sugli scaffali.

Anche recentemente si è ribadito che tutta questa attenzione al glutine, di derivazione americana, nulla a che fare con la [**celiachia**](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/celiachia-sintomi-diagnosi-terapia), la cui incidenza non sembra in aumento, si tratta forse dell'1% della popolazione generale.

Come sempre, quando una malattia viene compresa meglio e meglio diagnosticata, sembra aumentare di diffusione ma in realtà si tratta di diagnosi (o pseudodiagnosi) che precedentemente non venivano fatte, ma non sono casi nuovi.

**Per approfondire guarda anche: “Celiachia: la diagnosi“**

## Le false credenze su [Celiachia](https://www.paginemediche.it/glossario/celiachia) e intolleranze alimentari

La celiachia (fino a poco tempo fa chiamata “morbo celiaco” con enfasi terroristica data dal termine “morbo”) è una patologia su base genetica e viene diagnosticata facilmente e con sicurezza con dei semplici test immunitari. Lo stesso vale per la cosiddetta [intolleranza al lattosio](https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/intolleranza-al-lattosio-sintomi-e-alimentazione).

Purtroppo attorno al pianeta intolleranze si è sviluppato **un tipo di mercato molto attento agli aspetti commerciali** senza preoccuparsi assolutamente di creare un vera cultura salutista che parte, lo ribadiamo, da una **seria interpretazione e comunicazione della scienza**. In questo contesto vanno inseriti tutta una serie di test che poco hanno di realmente scientifico e che vengono “venduti” senza criterio alcuno, spesso per pura curiosità, nelle farmacie e nelle erboristerie: vega test, test sul capello, ecc. Ciò crea di conseguenza false credenze e [Stress](https://www.paginemediche.it/glossario/stress) da diete basate su vere e proprie illusioni: prima del test si è sani, dopo si ha in mano una lista di alimenti nocivi.

Sta di fatto che **il mercato dei cibi gluten free è aumentato del 32% solo in Italia**, al punto tale che l'Istat ha deciso di inserire questi prodotti nel paniere per il calcolo dell'inflazione. Nei supermercati aumenta la presenza di “latti non latti”: di soia, d'avena, di farro, di kamut, di riso. Si comincia ad intravedere anche un pane nero color carbone, francamente un po' sinistro.

## Alimenti salutari o semplice moda?

Purtroppo non sempre questi prodotti che il pubblico tende a considerare salutisti non sono diversi da quelli più tradizionali: per esempio, il latte di riso viene fatto con gli scarti del riso frullati con aggiunta di olio di girasole e calcio per dare la consistenza classica del latte vaccino.

Sembra quasi che, abbandonata una visione religiosa della vita, ci si tuffi in altre forme di religione laica pronta ad adorare o demonizzare. **Informazione corretta zero**. Ogni “verità” svelata diventa per miracolo quello di cui avevamo bisogno: le scelte diventano facili e drastiche: questo fa bene, quest'altro fa male, magari a giorni e periodi alterni, come certe medicine.

È evidente che tutto ciò è possibile da quando le possibilità di scelta da parte del consumatore sono diventate a dir poco illimitate, sempre e comunque, a dispetto di stagioni e di provenienze. Fare la spesa è diventato, oltre che necessità, passatempo e misura/esercizio della nostra cultura alimentare.

Convinto come sono da tempo che proporre qualsiasi concetto salutistico in campo dietologico ha come presupposto ovvio e vincolante che gli alimenti in questione siano oltre che realmente “sani”, facilmente reperibili (e magari anche a prezzi ragionevoli), ne deriva che il coinvolgimento e la responsabilizzazione di produttori e distributori diventano fondamentali.

Ecco perché noi di ASIA insistiamo per una **alleanza strategica tra mondo della scienza medico biologica e mondo del “food”**. Il rischio sarebbe (è) di essere voce nel deserto e contribuire alla frustrazione del pubblico.

Quando, quindi, mi capita di parlare con responsabili della grande distribuzione dico sempre che inseguire troppo questa tendenza non fa bene né al consumatore né a chi vende. L'effimero anche in questo campo è ormai imperante e inseguire le mode del momento diventa esercizio oltreché impossibile, del tutto fuorviante. Meglio forse qualche prodotto in meno e un po' di informazione in più.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
