# Lampascione: il viagra degli antichi

> Il lampascione, definito anche cipollina delle serpi, veniva esaltato nell'antichità per le sue proprietà benefiche e i suoi poteri afrodisiaci.

- **Pubblicato:** 2012-03-13
- **Aggiornato:** 2021-03-23
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/lampascione-il-viagra-degli-antichi

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Il **lampascione**o lampagione (*Muscari Comosum*) è anche definito *'cipolline delle serpi'* dai contadini di alcune regioni del Sud Italia. Il nome è dovuto ad un **medico greco di Bisanzio**, tale Oribazio, e fin dall’antichità questo bulbo, ricercato sia per le sue proprietà benefiche per lo**[Stomaco](https://www.paginemediche.it/glossario/stomaco)** e per lo svuotamento dell’intestino, sia per i suoi presunti **effetti afrodisiaci**, ebbe un posto di rilievo nei trattati di medicina nonché nelle diete proposte dai padri della medicina, da Discoride Pedanio a **Galeno.**

Per gli stessi motivi venne esaltato anche dal poeta latino **Ovidio**, che ne consigliava l’uso nelle arti amatorie, stabilendone, anzi, una graduatoria di merito stilata in base alla provenienza: i migliori, a suo giudizio, erano quelli di Megara, seguiti da quelli della Libia, ultimi erano considerati quelli della Daunia.

Graduatoria di merito pienamente avallata anche dal naturalista **Plinio il Vecchio**, il quale nella sua *Naturalis Historia* confermava che "*i bulbi di Megara stimolavano al massimo grado il desiderio amoroso*".

Ed anzi il bulbo rosso era così valorizzato che i Romani nei **pranzi nuziali** erano soliti offrirlo come cibo augurale per i suoi poteri afrodisiaci. Tale consuetudine non poteva non comportare grossi movimenti di tal prodotto sia per mare che per terra ed una conseguente speculazione da parte dei mercanti, per impedire o almeno frenare la quale, l’Imperatore Diocleziano nel 301 d.c. fu costretto fissarne per legge il prezzo.

I fiori sbocciano a **primavera**e durano fino all’estate; il bulbo, molto ricco di sali e di sapore amarognolo, è simile ad una piccola **cipolla**, e si sviluppa nel sottosuolo a 12-20 cm circa. Il consumo si esaurisce quasi completamente nel Sud dell’Italia, specialmente in **Puglia, Basilicata e in Campania.**

I lampascioni dopo che, uno per uno, sono stati ripuliti della terra e delle radici, si tengono **immersi in acqua** per circa un’oretta per consentire loro la perdita del liquido amaro che trasuda dopo che i bulbi sono stati sbucciati ed intaccati nella parte inferiore per essere infine cucinati interi; e tutto avviene in modo rigorosamente manuale non solo a livello familiare, occupando i pomeriggi delle massaie, ma anche a livello commerciale, ove i costi di lavorazione, e quindi i prezzi finali, risultano un po' più alti di altri prodotti sott'olio.

Il metodo più semplice, dopo aver praticato un intacco a croce alla base, è quello di **bollirli in acqua e aceto** con aggiunta di sale; una volta raffreddati, possono essere  conservati pronti per l’uso sotto **olio extravergine di oliva** senza altri aromi o anche, in base ai gusti, con aggiunta di [Timo](https://www.paginemediche.it/glossario/timo), origano e/o, se si preferisce, peperoncino.

Fra gli altri modi per cucinarli il più antico è forse quello di**cuocerli sotto la cenere calda**, azione una volta eseguita nei caminetti, per poi pulirlo e consumarlo così com’è o condirlo con olio extravergine di oliva; oppure, ancora, mangiarlo fritto e condito col classico mosto cotto: ma stiamo parlando di vecchie specialità della cucina contadina del Meridione.

Oggi, più semplicemente, lo si può gustare all’insalata, fritto in pastella oppure ancora di contorno al capretto al forno o di contorno ad una gustosa salsiccia lavorata *'a punta di coltello'*: tutti piatti che si sposano bene con i vini locali italiani.

E dunque?! **Buona degustazione a tutti** di quest’autentica leccornia che è il lampascione che coniuga una decisa nota amara con un **retrogusto dolce e delicato** che ben si accompagna a molte altre sostanziose pietanze: l’unico problema, quindi, consisterebbe nella conta delle calorie totali, per non debordare… in tutti i sensi!

La **cipollina**, infatti, esattamente come la cipolla, **ha poche calorie**: buon assaggio di questa autentica leccornia!

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
