# Nutrigenomica e malattie neurodegenerative

> La nutrigenomica si occupa dell'interazione tra geni e alimentazione, grazie ad essa si possono prevenire alcune patologie neurodegenerative.

- **Autore:** Dr. Marco Baroni (Specialista in Pneumologia)
- **Pubblicato:** 2017-04-01
- **Aggiornato:** 2023-02-08
- **Tag:** 555,356,598,562,25,597,552,275,238,656
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/nutrigenomica-e-malattie-neurodegenerative

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La nutrigenomica è la scienza che combina genetica e nutrizione per sviluppare strategie di prevenzione efficaci e personalizzate. La nutrigenomica può avere un ruolo importante nella prevenzione delle patologie neurodegenerative e diventa di particolare interesse rispetto all'invecchiamento della popolazione globale. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un evento senza precedenti nella storia dell'umanità. **L'[invecchiamento](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/radicali-liberi-cosa-sono-e-perche-sono-dannosi) generale della popolazione** (almeno nei paesi industrializzati) è ormai croce e delizia delle nazioni e delle popolazioni più longeve.

## Nutrigenomica: invecchiare bene mangiando meglio

È ormai ineludibile diffondere la coscienza che per evitare di arrivare a società fatte di disabili anziani gestiti da badanti straniere o che affollano case di riposo in attesa del trapasso è imperativo pensarci per tempo, magari già a 40 anni. Prima è oggettivamente impossibile, se non modificando dalle fondamenta il nostro modo di vivere in modo tale che ciò che adesso è una scelta consapevole e volitiva diventi un fatto spontaneo e “naturale”.

Il primo passo, anche perché fattibile da subito e da tutti è quello di **partire dall'alimentazione**. Studi sperimentali confermano che un adeguato e controllato apporto calorico è in grado di aumentare la longevità, diminuire il declino funzionale e l'incidenza delle patologie correlate all'età. Un argomento questo per la gerontologia? Niente affatto. Ormai sappiamo che quando parliamo di ambiente parliamo soprattutto di due cose: l'aria che respiriamo e ciò che mangiamo. Fin dalla nascita.

Emblematico lo studio che sottolinea come l'assunzione in grande quantità di colina durante la gestazione è in grado di migliorare le funzioni cognitive nell'animale adulto e di prevenire il declino della memoria associato all'invecchiamento.
 Fin dalla metà degli anni Ottanta la conoscenza dei meccanismi di trasduzione del segnale a livello intracellulare è progredita fino a comprendere il controllo dell'espressione dei geni in risposta a segnali extracellulari. Oggi siamo in grado di avere molte informazioni sul meccanismo di azione di molti farmaci (vecchi e nuovi), reinterpretandolo in termini di azione sul controllo della trascrizione o di modificazioni epigenetiche. Un tale avanzamento di conoscenze (poco noto ai più) ha ovviamente coinvolto le molecole cui siamo esposti attraverso l'alimentazione.

Ciò ha permesso, attraverso numerosi studi genomici e test genetici, di capire che **con una [Alimentazione](https://www.paginemediche.it/glossario/alimentazione) corretta basata non solo su linee guida generali ma anche sulla diversità genotipica di ciascun individuo si possono prevenire molte patologie e migliorare la cura di patologie complesse**di tipo metabolico, neurodegenerativo, neoplastico nonché i danni da [stress ossidativo](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/radicali-liberi-cosa-sono-e-perche-sono-dannosi) e dell'invecchiamento.

## Interazioni tra alimenti e geni

La letteratura scientifica nel campo della nutrigenomica, dell'alimentazione e dell'integrazione alimentare continua a crescere. Non solo. La qualità e la attendibilità dei dati epidemiologici sul rapporto cibo-salute-malattia è migliorata e appaiono i primi studi clinici controllati nei quali l'alimentazione e l'utilizzo di integratori vengono studiati con le stesse metodologie (studi clinici randomizzati controllati) che vengono impiegate per lo studio dei farmaci.

In generale, è possibile affermare sulle basi della letteratura scientifica preclinica che **determinati nutrienti influenzano molti aspetti della neurobiologia**, come la neurogenesi, le sinapsi e la rete neuronale su specifiche regioni cerebrali. Le interazioni alimento-gene, alla base degli studi di nutrigenomica, giocano un ruolo chiave perché possono determinare una condizione di salute o di patologia.

In pratica**i nutrienti agiscono come regolatori epigenetici** in grado di variare l'espressione genica pur non alterando la sequenza del DNA, attraverso particolari meccanismi specifici quali reazioni di metilazione del DNA, modificazioni degli istoni e rimodellamento della cromatina. Si fa strada quindi un nuovo approccio per lo studio delle interazioni tra geni e cibo.

## Il rimodellamento epigenetico

Si sa ormai che lo sviluppo, l'omeostasi e la plasticità del sistema nervoso centrale sono regolati da meccanismi epigenetici che a loro volta regolano l'espressione genica, in presenza di variabili ambientali sia esogene sia endogene. In questo ambito la componente nutrizionale possiede una importante influenza sull'epigenoma.

È noto infatti da tempo che il genotipo non influenza necessariamente il fenotipo del singolo individuo di cui sono responsabili anche fattori ambientali esterni, alimentazione e interazioni varie che interagiscono producendo profonde variazioni a livello fisiologico, morfologico, endocrinologico e comportamentale, al punto tale che vengono spesso interpretate erroneamente come differenze genetiche.

Recenti studi confermano come tali variazioni sono mediate da meccanismi epigenetici che coinvolgono regolatori endogeni ed esogeni che a loro volta modificano l'espressione genica. Esiste quindi una sorta di “rimodellamento epigenetico” che permette al singolo individuo di **rispondere e di adattarsi a specifici fattori come l'alimentazione, la temperatura e le interazioni sociali**.

**Fonti**:

- J.K. Blusztajin, T.J.Mellott (2012), Choline nutrition programs brain development via [DNA](https://www.paginemediche.it/glossario/dna) and histone methylation. Cent Nerv Syst Agents Med Chem 12(2) 82-94
- Jl. Morgan, T.Curran (1995), Immediate-early genes: ten years on. Trends Neurosci 18(2) 66-67
- A.J.Robinson, E.J. Nestler (2011), Transcriptional and epigenetic mechanism of addiction. Nat Rev Neurosci 12(11) 623-637
- R.Gold, L.Kappos, D.L. Arnold et al. (2012), Placebo-controlled phase 3 study of oral BG-12 for relapsing multiple sclerosis. N Engl J Med Sep 367(12) 1098-1107
- RA. Linker, D.H. Lee, S. Ryan et al (2011), Fumaric acid esters exert neoroprotective effects in neuroinflammation via activation epigenetic blockade of cognitive function in the antioxidant pathway. Brain 134 (Pt3) 678-692
- J.Graff, D.Rei, J.S. Guan et al (2012), An epigenetic blockade of cognitive function in the neurodegenerating brain. Nature 483 (7388) 222-226

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