# Varietà di funghi velenosi

> Porcino malefico, Amanita, Colombina rossa: la conoscenza delle varietà di funghi velenosi aiuta a prevenire avvelenamenti e intossicazioni.

- **Pubblicato:** 2012-12-05
- **Aggiornato:** 2015-08-05
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Dopo aver classificato i [Funghi](https://www.paginemediche.it/glossario/funghi) e passato in rassegna quelli commestibili, veniamo ai **funghi velenosi.**

- **Porcino Malefico**, Boletus Satanas lo si può trovare nei boschi di tutta l’Italia ed è facilmente riconoscibile per le dimensioni e per i suoi colori vistosi; la sua ingestione arreca gravi disturbi i quali, nonostante la sua fama, non hanno mai avuto esiti mortali.

- **Ovulo Malefico**, Amanita Muscaria, se non il più bello, è uno dei [Funghi](https://www.paginemediche.it/glossario/funghi) più belli che si possano incontrare nei nostri boschi fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, ma è stato anche causa di avvelenamenti, per lo più a seguito di ingestione per l’uso come droga, per i suoi effetti allucinogeni, dovuti a fenomeni tossici: l’alcaloide costituito dalla muscarina è davvero pesante nei suoi effetti sull’organismo umano, ma la sua tossicità non si è mai rivelata fatale per l’uomo.

- **Amanita**, Amanita Panterina, cresce nei boschi di collina e di montagna dall’estate all’autunno e si differenzia dalle altre specie di Amanita per il castano-bruno del cappello, facile peraltro da riconoscersi: procura gli stessi effetti, velenosi ma non mortali, indotti anche dell’Ovulo Malefico.

- **Amanita Verdognola**, Amanita Phalloides, si trova nei boschi di tutta l’Italia dall’estate all’autunno ed è anche la causa più comune degli avvelenamenti mortali da funghi; una parte anche piccola del fungo è già sufficiente a dare esiti letali: la sua velenosità infatti non lascia scampo, risultando, nella maggior parte dei casi, esiziale.

- **Amanita Primaverile**, Amanita Verna, bellissima nella sua veste bianca e con carne del medesimo colore, ma in questo caso l’apparenza inganna in pieno! trattasi di uno dei funghi più velenosi, la cui ingestione non lascia scampo, provocando esiti mortali.

- **Entoloma**, Rhodophyllum lividum, vive d’estate nei boschi e nelle radure ad essi vicine all’ombra di querce, faggi, castagni e robinie, mentre è molto più difficile trovarlo in autunno; si tratta di un fungo molto velenoso ed in vari casi mortale.

- **Inocybes Fastigiata**, Inocybe Rimosa: tutti i funghi del genere Inocyba sono da evitare, essendo per la maggior parte sospetti, la fastigiata lo è ancor di più per la presenza della già citata muscarina, la sostanza tossica che agisce sul sistema nervoso. In caso di assunzione è indispensabile l’intervento del medico.

- **Colombina Rossa**, Russula Emetica, cresce in estate ed autunno nei boschi di conifere e latifoglie; è un fungo da scartare perché contiene sostanze tossiche e/o perché poco appetibile; provoca disturbi intestinali a quattro ore circa dall’ingestione.

- **Fungo dell’Olivo**, Armillariella Olearia, da non confondere con il Canterello, cresce fra l’estate e l’autunno ai piedi di diversi alberi come l’ulivo, la quercia e il faggio; se ingerito, provoca disturbi gastroenterici.

- **Hipholoma**, da non confondere con i Chiodini mangerecci, sono funghi tossici, che crescono sui tronchi, ma hanno colorazioni più vivaci e vistose: sono generalmente rossastri o gialli aranciati, con lamelle da giallo a grigiastre-verdastre, alla fine nere per le spore e che comunque presentano caratteristiche strutturali ben diverse da quelle dell’Armillaria mellea; il gusto della carne è decisamente amaro e molto poco apprezzabile.

Altri generi di funghi contenenti tossine letali includono *Conocybe*, *Galerina*, Lepiota nonché la già citata Amanita, che comprende peraltro anche delle specie commestibili, ma che annovera la *Amanita Virosa* e la *Amanita Phalloides*, che sono la causa più comune degli avvelenamenti da funghi. La *Gyromitra Esculenta* invece pur essendo molto tossica da cruda, se cotta, è considerata un’autentica leccornia.

Un passo indietro si è avuto invece nell’arte culinaria nei confronti del *Tricholoma Equestre*, in precedenza ritenuto commestibile, fin quando non si è provato che ha causato gravi avvelenamenti, con conseguente rabdomiolisi. Come si vede da queste considerazioni il regno dei funghi è vasto, complesso e può risultare anche molto pericoloso per le persone che ci si avventurano in modo sprovveduto o comunque privi delle più elementari conoscenze; né francamente sono valide le antiche credenze, che riportiamo come utile **decalogo per opportuna conoscenza** intesa a prevenire scelte e comportamenti lesivi verso la propria e l’altrui salute:

- È falso ritenere che l’annerimento del cucchiaio d’argento, dell’aglio e della cipolla mediante cottura sia significativo della tossicità dei funghi: può essere per alcuni, ma ne esistono altri, letali, che non danno nessuna di queste reazioni.

- È falso ritenere che i funghi che vengono mangiati dalle lumache o da altri insetti siano di conseguenza commestibili: è risaputo che gli animali con [Organismo](https://www.paginemediche.it/glossario/organismo) differente dal nostro possano cibarsi di funghi velenosi per l’uomo, ma per essi senza conseguenza.

- È falso pensare che i funghi possano diventare velenosi al solo contatto con animali o piante velenose.

- È falso che i funghi possano diventare velenosi quando crescano sotto determinate piante piuttosto che altre.

- È sempre falso credere che la velenosità dei funghi possa essere rivelata dalla vivacità dei colori, dall’odore, dalla loro viscidità, dal mutamento del colore della 'carne' una volta esposta all’aria: molti funghi velenosi non hanno nessuno di questi caratteri che al contrario possono essere notati in molte varietà commestibili.

- È parimenti falso che i funghi completamente bianchi e di sapore gradevole siano sicuramente commestibili, infatti tra essi troviamo l’Amanita primaverile che è uno dei funghi più velenosi e sicuramente mortale.

- È errato il metodo di far assaggiare i funghi prima ad un animale domestico, cane o gatto, per giudicarne la commestibilità: questi animali hanno una sensibilità ai veleni diversa dalla nostra.

- Esistono persone convinte che i funghi, una volta essiccati, perdano le loro proprietà venefiche; niente di più falso, anzi, con l’essiccazione i funghi perdono solo l’acqua mentre ciò che resta ha una concentrazione di veleno più alta.

È proprio per prevenire **avvelenamenti ed intossicazioni da funghi** che con la legge 23 agosto 1993 n°352 è stato istituito il cosiddetto **Patentino del Cercatore di Funghi**, rilasciato da uffici provinciali e valido a livello regionale. Tale documento è oltremodo importante perché lo si ottiene solo a conclusione di uno **specifico corso**, durante il quale gli aspiranti cercatori hanno modo di conoscere o di conoscere meglio:

- le varie tipologie di funghi e soprattutto quali raccogliere e quali evitare;
- i limiti e gli obblighi imposti dalla legge;
- le dimensioni minime per la raccolta di alcune specie pregiate;
- le ore in cui la raccolta è permessa, le ore in cui la stessa è vietata;
- i mezzi di prelievo consentiti e quelli vietati.

Inoltre, il **Ministero della Salute** ha predisposto l’opuscolo '*I funghi: guida alla prevenzione delle intossicazioni*' il decalogo '*Consumare funghi… in sicurezza*' con consigli utili per i consumatori alla diretta lettura dei quali rimandiamo tutti quanti lo vogliano. Per ulteriori approfondimenti gl’interessati e gli appassionati dell’argomento possono consultare:

- la Sezione funghi
- l'Elenco degli Ispettorati Micologici sul territorio nazionale, a cui i consumatori possono rivolgersi in caso di dubbi
- l'Elenco delle Strutture ospedaliere di riferimento per le intossicazioni da funghi.

Tanto premesso tuttavia, è bene non dimenticare che un bel numero di intossicazioni provengono anche da **funghi commestibili ma avariati** o da funghi poco cotti o da funghi consumati in quantità eccessiva. E, per concludere questa breve rassegna, non possiamo, fra i funghi ipogei, non citare, i **tartufi**sia come prelibatezza culinaria sia per il lavoro che essi generano, sia per il movimento economico che comportano:

- Tartufo Bianco Pregiato, Tuber Magnatum, di Alba, considerato il tartufo bianco per antonomasia, unico per il suo profumo, inconfondibile e diverso da quello di tutti gli altri;

- Tartufo Nero Pregiato, Tuber Melanosporum, dalla superficie verrucosa scura e dalla polpa di color marrone, è raccolto da novembre a marzo e, pur di buona qualità ed abbastanza costoso, a giudizio degli esperti, non è in grado di competere con gli omologhi bianchi.

- Tartufo moscato, Tuber Brumale var. moschatum.

- Tartufo nero estivo, Scorzone, Tuber aestivum.

- Tartufo uncinato, Tuber uncinatum Chatin.

- Tartufo nero invernale, Tuber brumale.

- Tartufo bianchetto o Marzolino, Tuber borchii Cittadini; Tuber albidum Pico.

- Tartufo nero liscio, Tuber Macrosporum Vittadini.

- Tartufo nero ordinario o tartufo di Bagnoli, Tuber mesentericum Vittad, ritenuto di scarso valore economico e consideratola alcuni un omonimo del Tuber aestivum.

- Tuber excavatum Vittadini.

- Tuber puberulum Berk & Broome.

- Tuber oligospermum Vittadini.

- Tartufo rossetto, Tuber rufum Pico.

Tali sono le specie delle quali in Italia la raccolta è consentita dalla normativa vigente; ne esistono per la verità di altre, lievemente tossiche o di odore sgradevole, le quali non si prestano alla raccolta, ma non esistono specie molto tossiche o velenose. Ed in questa breve rassegna non possiamo esimerci da un doveroso cenno all’utilizzo di funghi nel settore industriale-alimentare.

Il più noto è il *Saccharomyces Cervisiae*, il **Lievito di Birra**, il fungo unicellulare usato non solo nella panificazione e nella lavorazione delle pizze e delle paste lievitate in genere, ma anche per la produzione di bevande alcoliche attraverso fermentazione, mentre l’*Aspergyllus oryzae*, meglio conosciuto come **kojin-kin**, è l’ingrediente essenziale per varie salse orientali.

Nel **settore caseario** poi alcuni formaggi richiedono l’inoculazione della cagliata di latte con specialità fungine tali da caratterizzare il prodotto nel sapore e nella consistenza: i formaggi Stilton e Roquefort devono il loro colore caratteristico all’inoculazione del Penicillium roqueforti.

Non ci resta dunque che augurare a tutti ottimi e gustosi pasti insaporiti dai funghi migliori, magari innaffiati da un bel bicchiere di vino rosso, corposo e buono, ma sempre '*cum grano salis*' e sapendo bene quello che si mangia. In fondo, quando si parla di funghi, torna sempre in ballo il vecchio adagio secondo cui è molto meglio conoscere bene poche sperimentatissime specie, da ricercare e consumare in tutta sicurezza: il pranzo è un momento lieto, di convivialità e socializzazione da trascorrere sereni con amici e persone care, non è mai il caso di trasformarlo in momenti di angoscia solo per ignoranza.

 

**LEGGI LE ALTRE USCITE DI QUESTO DOSSIER:**

- La classificazione dei funghi
- Funghi commestibili

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