# Emergenza cuore: il rischio di infarto per le donne

> Con la menopausa, si ha una maggiore probabilità di subire un infarto per le donne. In generale, però, tendono a sottovalutare i sintomi.

- **Pubblicato:** 2011-12-01
- **Aggiornato:** 2018-02-06
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/emergenza-cuore-il-rischio-di-infarto-per-le-donne

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## Le donne tendono a sottovalutare i sintomi infarto e tardano a chiedere aiuto

Le donne sono protette dagli **ormoni**fin oltre i cinquant’anni di età. Forse per questa ragione, sono abituate a ritenersi erroneamente immuni dal **rischio-cuore**. Invece, una volta venuta meno tale protezione con la [**menopausa**](https://www.paginemediche.it/esperto-risponde/a-mia-cognata-e-stata-diagnosticata-una-forma-di), le donne hanno una maggiore probabilità di subire un **[infarto miocardico](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/infarto-miocardico).**

Anzi, tanto più vivono a lungo, tanto più le probabilità di subire un infarto aumentano. Dunque, non sottovalutare il rischio per evitare di chiedere aiuto troppo tardi. In caso di infarto del miocardio, il **fattore tempo** è, infatti, molto importante anche e forse più per la donna.

Se da un lato la mortalità per [Infarto miocardico](https://www.paginemediche.it/glossario/infarto-miocardico) si è ridotta negli ultimi vent’anni, continuano a esservi **differenze di genere a scapito del sesso femminile**. Alcuni studi hanno ipotizzato che la maggiore incidenza di mortalità negli individui di sesso femminile sia ascrivibile al minore ricorso all’intervento di **angioplastica primaria.**1

Vi sono sostanzialmente tre ragioni per spiegare questa situazione, chiarisce il **Dr. Giulio Guagliumi, Past President della Società Italiana di [Cardiologia](https://www.paginemediche.it/glossario/cardiologia) Invasiva (GISE).**

## Il fattore tempo

La prima è legata al fattore tempo ed è a sua volta dovuta a due fattori, responsabili del fatto che le donne arrivino più tardi in ospedale:

- le donne non hanno ancora chiaro che la principale causa di morte per loro è l’infarto miocardico e non il **tumore alla mammella**. Risultato: se una donna sente un [Dolore](https://www.paginemediche.it/glossario/dolore) al petto non pensa all’infarto come prima possibilità, con la conseguenza di perdere tempo prezioso;

- le donne sono più 'toste' degli uomini, più resistenti e anche con livello mediamente più alto di sopportazione del dolore. E spesso sono più ansiose nei confronti della salute dei propri cari che della propria.

## L’età

La seconda ragione è legata all’età: a causa della protezione esercitata dagli ormoni, le donne entrano tardi nell’area di **rischio cardiovascolare**. Quindi, una donna che subisce un infarto ha un’età mediamente più elevata dell’uomo, la sua condizione è spesso complicata da un maggior numero di fattori di rischio e malattie associate, e ha spesso un calibro dei vasi coronarici inferiore a quello dell’uomo. Tutti questi fattori fanno sì che la donna sia più difficile da trattare e quindi abbia una probabilità minore di ricevere i trattamenti più adeguati.

## Mortalità più elevata in ospedale

La terza ragione risiede nel fatto che la mortalità nella donna colpita da infarto è maggiore nei primi giorni dopo il ricovero, in parte per le comorbidità, in parte per cause non ancora identificate.

 **Octavia, uno studio tutto italiano per curare meglio la donna**

 Per scoprirle, la Società Italiana di Cardiologia invasiva (GISE) ha lanciato lo **Studio Octavia** - uno studio multicentrico concepito per indagare sulle differenze tra uomo e donna in caso di infarto, utilizzando moderne tecnologie come l’OCT (**tomografia a coerenza ottica**) per vedere dall’interno il vaso coronarico responsabile dell’infarto, con risoluzione microscopica.

Come riferisce il Dr. Guagliumi, investigatore principale dello studio cui partecipano 14 centri italiani, l’arruolamento dei pazienti (maschi e femmine bilanciati per età), sarà completato entro gennaio 2012, con i primi risultati comunicati dopo la metà del 2012. L'obiettivo primario dello studio Octavia è di **migliorare la comprensione delle cause dell’infarto** e il trattamento dell’infarto miocardico nelle donne.

Esaminando le differenze che intercorrono tra uomo e donna nella natura della malattia e gli effetti dei trattamenti più moderni, Octavia contribuirà a chiarire importanti questioni irrisolte e quale terapia è più appropriata nel genere femminile.2

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 1. Sadowski M, Janion-Sadowska A, Gasior M, et al. Gender-related benefit of transport to primary angioplasty: is it equal? Cardiol J 2011; 18: 254-260.
 2. [Octavia trial]( http://www.octaviatrial.org/it). Ult acc. 25.11.2011.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
