# Varietà di Cannabis: gli effetti negativi dello "skunk"

> Lo skunk è ottenuto dall'incrocio tra cannabis sativa e indica. Il suo effetto è dieci volte più forte di quello di un normale spinello.

- **Autore:** Paginemediche 
- **Pubblicato:** 2010-08-10
- **Aggiornato:** 2019-06-19
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/varieta-di-cannabis-lo-skunk

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## Skunk: cos'è?

Il termine “*skunk*” non allude a qualcosa di ben definito, né è scientifico; in realtà si tratta di un termine generico indicante le **infiorescenze** (germogli) di **cannabis**coltivata al chiuso e contraddistinta da un **odore forte** (spesso, ma non sempre, coltivata usando sistemi di illuminazione ad alta tecnologia e specifici mezzi di coltivazione); la parola "*skunk*" in inglese vuole dire appunto "*puzzola*".

Lo **skunk** è una **varietà di cannabis** introdotta sul mercato a metà degli anni ‘80, ottenuta mediante un incrocio tra cannabis sativa e indica, utilizzando le linee native del Messico (Acapulco Gold), della Colombia (Colombian gold) e dell’Afganistan, attraverso modificazioni genetiche allo scopo di favorire la comparsa di determinate caratteristiche (in questo caso incrementarne la potenza). Il metodo più diffuso di assumere skunk consiste nel fumarlo, con o senza **tabacco**.

Fumare skunk è 10 volte più pericoloso e devastante della marijuana ed è addirittura paragonabile a quello dell'LSD (dietilamide dell’acido lisergico) o di altri **allucinogeni**. Il suo **principio attivo**, il **tetraidrocannabinolo** (THC), è, infatti, presente in concentrazioni pari al 16%, contro il 3-5% della **marijuana** comune.

## Effetti tossicomanigeni dello skunk

L'**uso di skunk** determina la comparsa di**effetti e sensazioni di tipo soggettivo **ed ha effetti di esasperazione della percezione di ciò che circonda il soggetto. A dosi elevate, può determinare **distorsioni** più marcate nella percezione del tempo, dello spazio e del corpo, associate ad **allucinazioni visive e/o uditive** e depersonalizzazione accompagnata da**sensazione di distacco dal proprio corpo**.

Lo skunk è una droga "*dispercettiva*", in grado di **amplificare le sensazioni di benessere e di ilarità**, ma anche quelle legate a**situazioni o pensieri spiacevoli** e può determinare, in alcuni casi, **stati fortemente ansiosi**, **atteggiamenti e pensieri paranoici**.

Lo **stato psicologico** dell'individuo che fa uso di skunk è importante perché, in base ad esso, l'effetto potrà essere più o meno amplificato e, quindi, può provocare effetti aggiuntivi rispetto alle sue proprietà; ad esempio la suggestione e la paura dell'effetto psicoattivo possono provocare **stati di ansia,  vomito ed eccessiva sudorazione.**

## Dipendenza e astinenza allo skunk

Fumare skunk nei giovani triplica il rischio di sviluppare malattie psichiatriche, come [schizofrenia](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/schizofrenia) e disturbo bipolare; l’uso di skunk triplica il rischio di psicosi rispetto ai non consumatori e lo quintuplica in caso di consumo giornaliero. Inoltre, l'**interruzione improvvisa dell'assunzione di skunk** dopo un periodo di utilizzo cronico ad alti dosaggi può causare insonnia, agitazione, perdita dell'appetito, irritabilità, rabbia ed un aumento dell'attività muscolare e dell'aggressività.

## Gli effetti farmacologici della cannabis, ma non dello skunk

È ormai da tempo noto che il **principio attivo** della cannabis, il **tetraidrocannabinolo** (THC), oltre ad agire sui **circuiti del piacere** dando luogo agli effetti voluttuari, svolge tutta una serie di azioni che possono essere utilizzate in [terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) per diversi tipi di applicazioni sempre e solo sotto controllo di medici o strutture specializzate e autorizzate a trattare con il principio attivo.

Il THC ha un effetto ansiolitico, analgesico, antiepilettico, antiemetico, è in grado di **stimolare l’appetito** e, infine, ha un’**azione vasodilatatrice e rilassante** a livello muscolare.

Per questi motivi i **cannabinoidi** sono oggi utilizzabili con successo come **farmaci**nel trattamento del vomito e della nausea, come antidolorifici e anticonvulsivanti, antidepressivi, vasodilatatori contro l’**asma bronchiale**, nonché nel [**glaucoma**](https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/glaucoma-dell-occhio-ecco-perche-e-importante-la-prevenzione) e nell’**anoressia**.

Una meta-analisi del 2001 ha concluso che la **cannabis** è **efficace nel trattamento del [dolore](https://www.paginemediche.it/glossario/dolore) neuropatico** e produce un’azione significativa anche nel dolore oncologico e nei sintomi dolorosi e spastici della **sclerosi multipla**.

Infine studi recenti rivelano l’efficacia dei cannabinoidi nella cura dei pazienti affetti da **sindrome da cachessia da [AIDS](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/hiv-e-aids-differenze-sintomi-e-prevenzione)** associata a sproporzionata **perdita di massa muscolare**.

Altri **effetti** che sono allo studio riguardano le malattie autoimmuni, il **cancro**, la neuroprotezione, la**febbre** e le alterazioni della **pressione arteriosa** ([pressione bassa](https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/pressione-bassa-che-cosa-fare-in-caso-di-ipotensione)).

Gli **effetti acuti** dell’assunzione di THC sul sistema cardiovascolare sono da tempo noti e consistono in un incremento, dose dipendente, della [Frequenza cardiaca](https://www.paginemediche.it/glossario/frequenza-cardiaca) e della pressione arteriosa.

## Effetti negativi della cannabis e abuso di sostanze

**Il concomitante uso o abuso di altre sostanze** come la cocaina o le anfetamine, che producono effetti cardiovascolari simili, costituisce un **fattore aggravante** sia per la fisiopatologia cardiaca in acuto, sia per quanto riguarda la salute cardiaca nel lungo termine.

Una stretta relazione temporale tra assunzione di cannabinoidi e insorgenza di **fibrillazione atriale**è stata descritta in numerosi studi e riguarda soprattutto soggetti giovani sani e non esposti a fattori che abitualmente precipitano la fibrillazione.

Più recentemente è stata individuata una **correlazione tra consumo cronico di cannabinoidi e psicosi**: l’uso protratto della cannabis sembra capace di indurre attacchi psicotici in soggetti già predisposti ed esacerbare la sintomatologia in pazienti cui la patologia è stata già diagnosticata.

Inoltre l’uso quotidiano di derivati della Cannabis comporta un aumento di 5,6 volte dei **sintomi di depressione e ansietà**nell’arco di un periodo pari a 7 anni; l’uso settimanale comporta invece un aumento del rischio di circa due volte.

Tutti questi effetti, farmacologici e non, della Cannabis sono legati al fatto che i cannabinoidi si legano a specifici recettori (CB, di tipo 1 e 2) ampiamente distribuiti nel **sistema nervoso centrale**a diversa localizzazione: i **CB1** sono principalmente concentrati a livello centrale nel **talamo** e nella **corteccia**, mentre i **CB2** sono presenti sostanzialmente in periferia e, in particolare, nelle **cellule del sistema immunitario**.

**A cura di:**
 Nicoletta Ciaramella
 Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera
 [A.O.R.N. A.Cardarelli](http://www.ospedalecardarelli.it/index.asp?hw=1)

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
