# Come alleviare il dolore cronico con l'attività fisica e la realtà virtuale

> I pazienti che praticano una regolare attività fisica hanno una minore percezione del dolore. Le conferme arrivano anche da studi scientifici.

- **Autore:** Massimo Canorro  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2017-03-02
- **Aggiornato:** 2018-02-12
- **Tag:** 296,37,57,590,583,555,356,215,593,426,598,536
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/come-alleviare-il-dolore-cronico-con-l-attivita-fisica-e-la-realta-virtuale

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**Incrementare l’attività fisica per ridurre il [dolore cronico](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/dolore-cronico-cause-e-rimedi)**. È il risultato di uno studio condotto dai ricercatori della *Indiana University-Purdue University Indianapolis*, e pubblicato dal portale specializzato *Pain News Network*. In particolare, l’indagine ha esaminato i meccanismi che regolano le sensazioni di aumento o diminuzione della percezione del dolore. Così, dopo aver monitorato per una settimana, attraverso una serie di dispositivi, l’attività di 51 adulti di età compresa tra 60 e 77 anni, e aver condotto una serie di test - per valutare l’entità del [Dolore](https://www.paginemediche.it/glossario/dolore) e la percezione in risposta a determinati stimoli - è emersa una percezione del dolore inferiore negli adulti abituati a svolgere (moderatamente o con continuità) attività fisica. Nel corso del tempo, **coloro che si allenano tendono a sviluppare una serie di risorse maggiori da mettere in campo nel contrasto al dolore cronico**.

L’attività fisica, dunque, può rappresentare un elemento chiave nel trattamento della gestione del dolore: corsi di ginnastica, fisioterapia, passeggiate e gite in bicicletta come parte di un trattamento che, ad ogni modo, deve focalizzarsi anche sulla [qualità del sonno](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/sonno-ecco-perche-e-importante-dormire-bene-la-notte), con l’obiettivo di ridurre l’[insonnia](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/insonnia-come-si-classifica-e-come-si-cura) legata al dolore e di aiutare i pazienti a recuperare l’energia indispensabile ad impegnarsi nella stessa attività fisica.

## Tipologia di farmaci

Secondo la scala sull’intensità del dolore suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità **esistono tre tipologie di farmaci per la cura del dolore cronico**:

- gli analgesici non oppioidi, che vengono valutati di primo livello;
- gli analgesici oppiacei, considerati di secondo livello e che possono a loro volta essere suddivisi, a seconda della potenza di azione, in deboli (come la codeina) e forti (ad esempio la morfina);
- gli adiuvanti degli analgesici.

Ma qual è la situazione in Italia? La piattaforma *Nientemale, laboratorio attivo per la risposta al dolore* riporta che nel nostro paese il dolore cronico interessa tra i 12 e i 15 milioni di abitanti, compromettendo anche in modo significativo la qualità della vita, la carriera e le relazioni sociali. Inoltre sono ancora pochi i cittadini a conoscenza della normativa italiana in merito (la legge 38 del 15 marzo del 2010, che si rivolge sia a pazienti affetti da malattie inguaribili sia a quelli interessati da patologie dolorose croniche): solo il 32% è stato informato dal proprio medico e sa a chi fare riferimento; il 38% di chi ne soffre cerca rimedio in prima persona e agisce grazie al passaparola oppure informandosi online.

## La realtà virtuale per scopi terapeutici

Spesso si sente parlare della realtà virtuale come strumento per vivere esperienze indimenticabili. Ma questa tecnologia è importante anche per scopi differenti, come fornire una distrazione potente al nostro cervello per combattere e gestire il dolore cronico.

In una nota il professore di psicologia all’*University of Washington*, David Patterson, che utilizza questo tipo di terapie soprattutto con gli ustionati, spiega che “la teoria dietro al suo utilizzo è semplice: c’è solo un certo quantitativo di attenzione disponibile per elaborare il dolore e **se sei in grado di spostare quell’attenzione i pazienti pensano meno al dolore e lo sentono di meno**”.

Lavorando a stretto contatto con un altro ricercatore, Hunter Hoffman, Patterson ha iniziato a utilizzare un gioco chiamato ***SnowWorld***, in cui i pazienti vengono trasportati in un mondo coperto di neve e devono lanciare palle di neve a un pupazzo di neve. I pazienti affermano di avvertire meno dolore e i risultati trovano riscontro anche dagli studi condotti sul cervello.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
