# Personalità narcisista: l'altra faccia della Sindrome di Stoccolma

> Personalità narcisista e meccanismi di attrazione. Intervista alla Dott.ssa Grazia Aloi sulla relazione tra vittima e carnefice nelle violenze di genere.

- **Autore:** Dr.ssa Grazia Aloi (Specialista in Psicologia e Psicologia clinica)
- **Pubblicato:** 2016-07-04
- **Aggiornato:** 2017-03-28
- **Tag:** 61,281,234,300,547,575,593,62,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/essere-attratti-da-una-personalita-narcisista-l-altra-faccia-della-sindrome-di-stoccolma

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**Dottoressa Aloi, si assiste sempre più a fatti in cui danni morali e materiali sono perpetrati su donne da parte di uomini violenti e crudeli. Perché questo avviene? In particolare vorremmo che lei ci ampliasse la comprensione del fenomeno a partire dalla cosiddetta “Sindrome di Stoccolma”, in cui pare che la vittima sia attratta dal carnefice in quanto essenzialmente donna debole.**

Non credo di arrecare danno alla questione, anzi!, se mi  permetto di ribaltare la domanda  e di trasformarla in : Quando il carnefice attrae la sua vittima e di parlare del fenomeno “Sindrome di Stoccolma” in altri termini. In termini che riportino a quello stato psicopatologico così spesso male interpretato e – sopratutto, fatto molto più grave – così male riconosciuto: la psicopatia, e in questo caso, lo **psicopatico**.Certo, è innegabile, esistono donne cosiddette ”deboli” che si innamorano del grande superuomo simpatico, seduttore, lusinghiero che le fa sentire regine o niente niente “fortunate” per così tale stupendo incontro. Regine per accaparrarle e renderle vittime in fretta e possibilmente disposte e farsi, ancora a loro insaputa, logorare nell'anima e nella mente. Uomini senza nessun valore se non quello – che certamente “valore” non è -   di far volutamente male all'altro.

 Magari le suddette donne “deboli” (mi permetto le virgolette per rispetto della **debolezza** della donna, che realmente esiste in tanti, tantissimi casi) sono contente, se non fiere, di essere in mano di un carnefice, ma questa è tutta una storia da trattare differentemente sulla dipendenza della donna.
 Non di questo si parla, o si dovrebbe parlare, nella [Sindrome](https://www.paginemediche.it/glossario/sindrome) di Stoccolma : è della **malattia** dell'uomo che occorre o occorrerebbe discutere (appunto, la psicopatia , malattia capace di mettere in ginocchio morale e psicologico a Stoccolma come a Canicattì.
  
 **Quindi, secondo Lei, non è la  debolezza attribuita alla donna che rende possibile l'efferatezza dell'uomo della quale la donna se ne può pure innamorare?**
 No, una donna non è attratta da nessun carnefice per i motivi almeno quelli di facile  pregiudizio – al massimo, è attratta dalla freudiana pulsione di vita che la mette, per fortuna, in condizione di resistere fino a quando la situazione non salterà per aria e – siamone certi – la situazione salterà per aria.
 Si ritiene che vi sia **riconoscenza** e **gratitudine** e, sì, ci può stare, ma vorrei vedere chiunque, davanti allo spettro della morte e del non sapere che fine le sarà riservata se questa donna non fosse **grata a se stessa**, non già al carnefice,  di essere ancora un  giorno in più, lì,viva, grazie alla **pulsione** di **vita** e di **resistenza** **psicologica**, seppur accanto e prigioniera del suo sequestratore (qualunque cosa si voglia intendere con questo termine “sequestratore”).
 La donna può “scegliere” di cedere alla seduzione furbesca e maligna del suo “uomo” e non rendersi conto di quale guaio passerà se solo gli dirà un sì.
  
 È l'ottica della specificità dell'attrazione che occorre – e in fretta – modificare: è il carnefice-psicopatico che attrae  la sua vittima: la sceglie con cura, la osserva e la adesca. Naturalmente, il carnefice-psicopatico è intelligente, fascinoso e – senza ombra di dubbio -  narcisista, ovvero: piacevole, gentile, generoso, amabile, seducente e seduttore e appunto … attraente.
  
 **Dunque...ribaltamento dei ruoli. È l'uomo che attrae?**
 Certo, è l'uomo che ho appena descritto; e un uomo così potrà mai scegliere una donna debole o fragile o che non gli sappia tenere testa? Mai,  certo che no! Dove è la sfida, la montata di  [Adrenalina](https://www.paginemediche.it/glossario/adrenalina) per la lotta nell'annientarla, nel renderla straccetto dei suoi  piedi?
 Sceglie **donne** colte, in gamba, **tenaci**, con testa e determinazione e se le povere, per motivi loro, non si accorgono che il loro lui non è compagno-di-qualità, saranno destinata ad essere vittima sacrificale molto in fretta. Fintanto che, da donna acuta qual è,  se ne accorgerà e scapperà a gambe levate.
  
 **In molti casi succede. Ma non sempre, come rilevano i molti casi di cronaca**
 Non è così facile e semplice come possa sembrare: la Sua domanda chiede che si parli del contrario, ossia di quelle donne che restano impigliate: per favore, chiunque conosca una donna distrutta da un carnefice-psicopatico, la porti via, la esorti a fuggire, a non credere più a babbo natale.
 Che scappi di gran carriera  anche se a pezzi e distrutta!!  Si curerà, certo che deve curarsi, e ritornerà in lei, la donna che era prima di essere adescata e distrutta. La differenza sarà nelle ferite, ma quelle insegnano e ricordano e poi.... guariscono o si attenuano. E proviamo invece sincera e affettuosa pietà per tutte coloro che definite “deboli” non ce la fanno a **capire** la **verità** e a mettersi al **riparo**.
  
 Quindi, ripeto riprendendo la Sua domanda di prima: se non è la donna che si mette in condizione di attrarsi al suo carnefice, ma è il **carnefice** che attrae la “sua donna”, purtroppo – come dicevo prima – esistono ancora le donne che sì, si lasciano attrarre e ci restano, nell'attrazione, come ipnotizzate passando magari un'intera vita da schiave, grate a colui che pensano essere l'uomo della loro vita e che magari ingenuamente e sinceramente amano, nonostante succubi di essere maltrattate, umiliate, tradite, annientate.
  
 **Che Donne sono, in che consiste la loro debolezza?**
 Dovremmo  parlare di donne con Personalità patologica, di un Sé per cui non possono-sanno far altro che **dipendere**, credendo all'[Utero](https://www.paginemediche.it/glossario/utero) fatato che le belle maniere (soventi, concrete e subdole) le rendano felici, perché: "che vuoi.... la vita è fatta di alti e bassi e se qualche volta ti tradisce o ti tratta male...ci sta…il mondo gira così."
  
 No, il mondo non gira così. Il mondo deve girare nel **rispetto** e nella **reciprocità**, nella fedeltà e nella lealtà e non c'è battaglia più seria da combattere per **sterminare** il bello, grande, generoso, **narciso**, impostore, traditore, vigliacco, meschino, abietto che si chiama **psicopatico**.
 Ad onor del vero, dell'onestà intellettuale, della correttezza concettuale e clinica, la battaglia non è contro l'uomo, perché anch'esso è vittima di se stesso: la **battaglia** è contro la **malattia**, difficilissima da diagnosticare e da curare (perché camaleontica) – ma non è impossibile.
 La clinica lo può fare, lo sa fare. La violazione morale è reato che difficilmente porta  in cella; è su lettini psicoanalitici e stanze protette di psicoterapie che deve portare.
  
 **Qual è la sua consclusione, dunque?** 
 Una certamente di speranza:  che  Stoccolma elargisca solo Premi Nobel per meriti all'Umanità e non sia più famosa anche per uno scempio commesso dallo scoppio della salute mentale. E una di precisazione, a parer mio doverosa: non affermo in nessun modo che la psicopatia sia solamente ad appannaggio maschile. Non possiedo statistiche di genere al riguardo, pur essendomi documentata. L'unico dato che posso fornire è che la Psicopatia sia ritenuta più diffusa (ripeto, diffusa, non altro) tra gli uomini. E comunque, indipendentemente dalla Sindrome di Stoccolma, esiste la violenza delle donne sugli uomini: esso è un fenomeno certo e altrettanto preoccupante di quello contrario.
 In fondo, mitologia, letteratura, filmografia non ci fanno certo mancare materiale per documentarci su entrambe le patologie, senza ricorrere a veri e propri manuali da addetti ai lavori.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
