# Ipersonnia: cause e rimedi

> Le ipersonnie cono un gruppo di disturbi cronici caratterizzati da eccessiva sonnolenza. Come si curano?

- **Autore:** Mara Pitari  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2019-04-15
- **Aggiornato:** 2019-10-24
- **Tag:** 250,555,598,562,542,198,569,575,552,51,62,589,536,512,67,593
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/ipersonnia-cause-e-rimedi

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Si definisce ipersonnia l'**eccessiva e incontrollabile** **sonnolenza diurna** che rende difficoltoso il lavoro, lo studio e le altre attività quotidiane. Si tratta di un disturbo molto variegato del [sonno](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/sonno-ecco-perche-e-importante-dormire-bene-la-notte), che assume varie forme e si manifesta in diversi modi. Vediamone cause e rimedi.

  

## Ipersonnia: sintomi e tipologie

I sintomi dell’ipersonnia variano dalla **sonnolenza occasionale** a quella cronica, con:

- **cefalee**
- risveglio difficoltoso
- **astenia**
- difficoltà di concentrazione.

Le ipersonnie si suddividono in diverse forme:

- ipersonnia da **sonno insufficiente e pseudoipersonnia** (chi dorme troppo);
- ipersonnia**associata all’[assunzione di farmaci](https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/antibiotici-farmaci-utilissimi-ma-solo-se-utilizzati-in-modo-corretto), a malattie, a condizioni ambientali sfavorevoli;**
- ipersonnia associata a **disturbi psichiatrici;**
- quella legata alla “**sindrome delle gambe senza riposo**”.
- **ipersonnia idiopatica e la narcolessia**: chi soffre di questi disturbi, nonostante la grande quantità di sonno, non si sente riposato al risveglio e fatica ad alzarsi al mattino.

## Ipersonnie, l’eziologia è sconosciuta

L’ipersonnia idiopatica è un disturbo che si presenta generalmente con un **aumento prolungato della [durata del sonno notturno](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/come-calcolare-i-cicli-del-sonno)** (superando anche le dieci ore), sonnolenza diurna, micro-sonni diurni involontari e non riposanti.

È accertata, spiega la rete Orphanet, anche la presenza di una ipersonnia idiopatica senza aumento della durata del sonno, ma con sonnolenza diurna che si protrae per oltre 3 mesi**. La diagnosi è complessa, poiché richiede che vengano escluse tutte le altre possibili cause di sonnolenza**, come ad esempio un sonno notturno frammentato, disturbi respiratori in sonno, assunzione di farmaci, disturbi dell’umore. **L’esordio della malattia avviene di solito prima dei 25 anni** (in genere tra i 15 e i 30 anni) e mostra una prevalenza pari a 4-15 individui su 10mila.

Per quanto riguarda invece la **narcolessia**, in questo caso abbiamo a che fare con un **disturbo grave, invalidante, ma soprattutto cronico**, che colpisce 1-2 persone su 1.000 e permane per tutta la vita. Si caratterizza per la presenza di **cinque sintomi** cardine:

- **eccessiva sonnolenza diurna**,** **con impulso irrefrenabile all’addormentamento;
- **attacchi di sonno improvvisi durante il giorno**, specialmente mentre si compiono attività monotone;
- **perdita delle forze** fino a volte anche la caduta a terra (cataplessia) in presenza di forti emozioni;
- **sogni a occhi aperti**, allucinazioni visive (ipnagogiche);
- **incapacità a muoversi** (paralisi in sonno) all’addormentamento e/o al risveglio, sebbene il paziente sia cosciente.

Sia per quanto riguarda l’ipersonnia idiopatica, sia a proposito della narcolessia,**l’eziologia a oggi è ancora sconosciuta.**

## Come combattere la sonnolenza: i rimedi per l'ipersonnia

Attualmente, - spiega l’Istituto di terapia cognitivo-comportamentale A.T. Beck di Roma - **non esistono trattamenti** che siano in grado di risolvere questo tipo di disturbi, ma ci sono tutta una serie di **accorgimenti comportamentali e di farmaci che aiutano a tenere i sintomi sotto controllo**. Per la sonnolenza i farmaci più utilizzati sono psicostimolanti, che aiutano a mantenere elevato il livello di vigilanza. Per gli altri sintomi (cataplessia, allucinazioni ipnagogiche e paralisi del sonno), si usano gli antidepressivi triciclici e, di recente, sta dimostrandosi efficace l’utilizzo di farmaci antidepressivi biciclici, che tra le altre cose, oltre ad aiutare a tenere sotto controllo la cataplessia, aumentano il livello di vigilanza.

**Il solo trattamento farmacologico non è però sufficiente** ed è molto importante che la persona sia cosciente della natura cronica e invalidante del proprio disturbo. **È** **fondamentale, poi, agire a livello comportamentale**. Bisogna istruire il paziente (nel caso dei bambini il genitore) su alcuni accorgimenti – spiegano gli esperti – da adottare per contrastare il problema. Tra i più efficaci:

- **fare riposini**di 15-20 minuti ogni due ore circa;
- **assumere sostante stimolanti** come caffè, tè o cola;
- prima di svolgere attività potenzialmente “pericolose”, come, per esempio, mettersi alla guida dell’auto, è bene ricordarsi di fare un riposino, anche solo di 15 minuti.

**Associare un supporto psicologico/psicoterapeutico** è infine essenziale al fine di rendere efficace la terapia. La sintomatologia del disturbo porta infatti in molti casi a una riduzione dell’autostima, alla tendenza all’isolamento (legata alla paura di addormentarsi in pubblico) e a [disturbi dell’umore](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/depressione-maggiore). Il supporto psicologico nei pazienti affetti da ipersonnie è per queste ragioni utilissimo nel gestire e tenere sotto controllo il disturbo.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
