# La depressione dal punto di vista maschile

> Raccontiamo la storia di un uomo, dal mal di vivere alla rinascita, con l'aiuto della psicoterapia.

- **Autore:** Dr.ssa Filomena  Lopez  (Specialista in Psicoterapia e Psicologia)
- **Pubblicato:** 2025-02-03
- **Aggiornato:** 2025-02-03
- **Tag:** 562,602,62,233,63,234,282,547
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/la-depressione-dal-punto-di-vista-maschile

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Negli ultimi anni, la depressione è stata definita come un "**mal di vivere**", un male dell’anima.

Colpisce **322 milioni**di persone nel mondo, ed è una patologia che interessa circa il 5% della popolazione, con una prevalenza maggiore nelle donne (51%) rispetto agli uomini (5,5%) e nei bambini e adolescenti sotto i 15 anni.

La depressione ha gravi conseguenze sulla vita delle persone, con ripercussioni nei contesti lavorativi, nelle relazioni sociali e sulla salute fisica e mentale.

## Quali sono i segnali da prendere in considerazione?

I segnali più comuni della depressione includono un **abbassamento duraturo dell’umore**, spesso accompagnato da dolore morale, rallentamento psicomotorio, ansia di intensità variabile e disturbi somatici come**insonnia, anoressia, dolori fisici, dimagrimento e [disturbi sessuali](https://www.paginemediche.it/benessere/sesso-e-sessualita/calo-del-desiderio).**

I **sintomi tipici** includono:

- Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.
- Diminuzione significativa dell’interesse o del piacere per quasi tutte le attività, per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.
- Perdita di peso significativa, senza dieta, o aumento di peso, insieme a cambiamenti nell’appetito.
- Insonnia o ipersonnia, quasi ogni giorno.
- Agitazione o rallentamento psicomotorio, quasi ogni giorno.
- Faticabilità o mancanza di energia, quasi ogni giorno.
- Sentimenti di auto-svalutazione, colpa e indecisione, quasi ogni giorno.
- Pensieri ricorrenti di morte o suicidio, con o senza un piano specifico.

## La depressione raccontata da un uomo

*Mi sono intrappolato da solo in un buco nero per quattro anni, senza dare un nome al mio malessere. **Mi sono chiuso progressivamente al mondo**: ai miei familiari, amici, alla mia compagna. La cosa peggiore erano i fine settimana, che passavo da solo, concentrato nello studio (università in un’altra città). Non vedevo una via d’uscita, tutto sembrava inutile: uscire, andare in palestra, vedere un film… nulla mi interessava. Mi trascuravo, mi annullavo, perché ho sempre dato agli altri.*

*A un certo punto non ce l’ho più fatta da solo. Quando toccai il fondo, chiesi aiuto: prima alla [**psicoterapia**](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/psicologia-digitale-nell-eta-moderna), poi parlai con i miei genitori.*

*Tutto mi sembrava pesante e difficile. **Mi sentivo insicuro, impreparato.** Quando entrai nel mondo del lavoro con uno stage, mi resi conto che quell’ambiente mi rendeva ancora più insicuro: non facevo molto, nessuno mi insegnava nulla. Tornavo a casa sempre più avvilito, cercavo di riposare, ma non riuscivo a dormire. I fine settimana cercavo di riposare, ma mi chiudevo nella mia stanza e non volevo uscire. **Questo è durato quattro anni.**La mia vita di coppia è stata messa in pausa, così come la mia vita sessuale.*

*Quando finalmente trovai il coraggio di parlarne con i miei genitori, mi confidai anche con il mio migliore amico. **Mi resi conto che dovevo parlarne per sentirmi compreso.***

## La funzione del corpo e il gioco della mente

*Il mio corpo era sempre sotto pressione, le tensioni più forti si concentravano sulle spalle. Sentivo il peso delle scelte e delle delusioni. Le gambe non erano più forti, mi sentivo instabile. Dormivo poco. Mi chiudevo nella stanza, dove trascorrevo la maggior parte della giornata. I fine settimana, il momento in cui cercavo di rilassarmi, erano spesso dominati dall’ansia. La domenica, il pensiero del lunedì lavorativo che mi aspettava mi opprimeva.*

*La parte più difficile erano i**pensieri negativi e le preoccupazioni per il futuro**, che mi portarono a sentire che non c’era via d’uscita. Alla fine, [lasciai il lavoro che mi opprimeva](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/il-lavoro-puo-diventare-una-fonte-di-malessere) e cominciai a rinascere.*

*Le cose sono cambiate lentamente da quando ho deciso di parlare. Ho iniziato la psicoterapia, **ho aperto il mio cuore alla mia famiglia, alla mia compagna e ai miei amici**. Oggi dico “no” quasi a nulla, sto riprendendo il controllo del mio tempo, facendo ciò che mi fa stare bene: dallo sport alla palestra, alle passeggiate. Ho ripreso a disegnare. Oggi ci sono io, e non do più nulla per scontato.*

## Riflessioni di questi anni

*Non bisogna chiudersi in se stessi: **chiedere aiuto è il primo passo per stare meglio.** È importante parlarne per affrontare al meglio il “mal di vivere”. Oggi, non do nulla per scontato. **Mi ascolto, cerco di riconoscere le mie emozioni e affronto i problemi che mi si presentano.**Cerco di recuperare quelle attività e quei momenti che mi sono perso, perché mi ero dimenticato di me stesso. Non siamo abituati ad ascoltarci, ma oggi cerco di sorprendermi, lasciarmi andare e scoprire nuove cose di me.*

## Conclusioni

**Oggi, il 5,5% degli uomini soffre di depressione.**Questi uomini piangono in terapia, non hanno paura della loro fragilità, sono disposti a mettersi in discussione, a mostrarsi e a raccontarsi senza paura. Sanno descrivere il loro malessere e il bisogno di un supporto che possa migliorare la loro vita.

La riflessione che possiamo fare oggi è che la depressione ha un percorso che può variare, influenzando l’immagine maschile e come essa si evolva nel tempo. L’immagine dell’uomo è cambiata: da figura forte e virile, pronta al sacrificio, oggi l’uomo vive una realtà diversa. Le scelte lavorative, il ruolo di padre, e anche la depressione post-partum maschile, cambiano la dinamica delle relazioni e aumentano le preoccupazioni economiche.

La depressione è spesso legata all’aumento del**[rischio di suicidio](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/cosa-spinge-i-giovanissimi-al-suicidio-e-all-autolesionismo)**: i dati mostrano che il 77,9% dei suicidi riguarda uomini. Spesso, la depressione si nasconde dietro **rabbia, frustrazione e comportamenti violenti,** anche perché molti uomini faticano a parlare delle proprie emozioni.

La storia che raccontiamo è quella di un uomo che arriva in terapia perché non si sente bene, deluso da vari aspetti della sua vita. Solo dopo alcuni mesi di terapia viene diagnosticata la **depressione**. All’inizio della terapia, l’uomo chiede esercizi di bioenergetica per alleviare le tensioni e ritrovare energia. Con il tempo, la sua visione della vita cambia, diventa più entusiasta e si riprende le sue passioni. Oggi, sorridente, afferma:***“Non rinuncio a nulla. Mi ascolto, ascolto le mie emozioni e mi sono ripreso le mie passioni”.***

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
