# Spray a base di insulina per contrastare l'Alzheimer

> È l'importante scoperta condotta dal CNR di Palermo che ha studiato e dato vita a un farmaco per veicolare l'ormone al cervello attraverso uno spray nasale.

- **Autore:** GoSalute 
- **Pubblicato:** 2016-03-09
- **Aggiornato:** 2017-09-01
- **Tag:** 304,51,25,574
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/alzheimer-spray-a-base-di-insulina-per-contrastare-la-malattia

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Nanoparticelle spray a base di [Insulina](https://www.paginemediche.it/glossario/insulina) per combattere l'[Alzheimer](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/alzheimer). È l'importante scoperta condotta dal CNR di Palermo che ha studiato e dato vita a un farmaco in grado di **veicolare l’ormone direttamente al cervello** attraverso uno spray nasale, per evitare l’ipoglicemia dovuta alla tradizionale modalità di somministrazione (periferica) dell’ormone e gli effetti collaterali delle terapie ordinarie.

## Lo studio

La ricerca, [pubblicata su Biomaterial](http://www.journals.elsevier.com/biomaterials/), è stata coordinata dall’Istituto di biomedicina ed immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-Cnr) del capoluogo siciliano in collaborazione con i Dipartimenti di ingegneria chimica, gestionale, informatica, meccanica e di fisica e chimica.
 Il prodotto, che è stato chiamato NG-In, è stato testato per la sua biocompatibilità (assenza di tossicità, risposte proliferative, immunogene e trombogeniche), emocompatibilità e protezione dalle proteasi. La sua **efficienza** consisterebbe nella capacità di attraversare la barriera emato encefalica. Una qualità testato in vitro attraverso un dispositivo per colture cellulari, formato da inserti permeabili che mimano la barriera naturale.

## Il Morbo di Alzheimer

La malattia prende il nome dal neurologo tedesco Alois [Alzheimer](https://www.paginemediche.it/glossario/alzheimer) che nel 1907 ne descrisse per primo le caratteristiche. Si tratta di una sindrome a decorso cronico e progressivo che colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni. Essa costituisce la causa più comune della [Demenza](https://www.paginemediche.it/glossario/demenza) senile con un rischio che aumenta con l'avanzare dell'età anche se esistono casi sporadici di persone che presentano i primi sintomi della malattia con un esordio piuttosto precoce. Il morbo invade in modo progressivo le cellule del cervello, causando un **deterioramento** non reversibile di tutte le **funzioni cognitive superiori**, ovvero della memoria, il ragionamento e il linguaggio. La malattia può avere ripercussioni gravi anche sull'autonomia funzionale la capacità di compiere le normali attività quotidiane.

## I nanogel

Per i ricercatori, quindi, NG-In potrebbe essere una buona soluzione alternativa contro la malattia. Si tratta di piccolissime particelle polimeriche reticolate idrofile, prodotte attraverso un processo innovativo che si basa sulle **radiazioni ionizzanti**create da un acceleratore di elettroni, solitamente usate per la sterilizzazione industriale di dispositivi biomedicali.

## Il parere dell'esperto

Marta Di Carlo dell’Ibim-Cnr ha spiegato - come si legge sul [blog ufficiale dell’Università di Palermo](http://http://www.younipa.it/2016/03/09/alzheimer-buone-notizie-grazie-a-una-ricerca-del-cnr-di-palermo/23185/) che "la consueta somministrazione periferica di insulina, utilizzata nella terapia diabetica, è un rischio per l’insorgenza/aumento d’ipoglicemia e resistenza all’insulina. Abbiamo quindi creato dei nanogel capaci di incorporare, proteggere e veicolare l’insulina direttamente al cervello (NG-In). Il team di ricerca ha prodotto questo nanosistema per la preparazione di uno spray intranasale. Tale somministrazione è una **strategia alternativa**per superare la barriera emato encefalica (Bee) ed arrivare più velocemente al cervello, tramite la mucosa olfattoria e bypassando la periferia, dove potrebbe produrre effetti indesiderati".
 "Gli effetti neuroprotettivi di NG-In - conclude - sono stati verificati sulla capacità di inibire i diversi meccanismi neurodegenerativi ([stress ossidativo](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/radicali-liberi-cosa-sono-e-perche-sono-dannosi), disfunzione mitocondriale, morte cellulare) indotti da Abeta, un peptide coinvolto nell’Alzheimer".
   **Per approfondire guarda anche ”Il morbo di Alzheimer”**

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
