# Sindrome di Burnout: come combattere lo stress da lavoro

> La sindrome di Burnout, ovvero l'esaurimento professionale, è una condizione caratterizzata da affaticamento fisico ed emotivo e disinteresse per i rapporti interpersonali.

- **Autore:** Mara Pitari  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2019-04-12
- **Aggiornato:** 2025-05-30
- **Tag:** 555,598,562,542,569,61,62,281,282,547,283
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/lavoro-e-sicurezza/sindrome-di-burnout-come-combattere-lo-stress-da-lavoro

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Scarsa motivazione, sensazione di perdita di significato della propria attività lavorativa quotidiana, riduzione della produttività, [esaurimento fisico ed emotivo](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/cortisolo-come-ridurre-l-ormone-dello-stress) e tendenza a considerare le persone come oggetti. Sono **i sintomi della Sindrome del Burn-out** (in inglese “bruciarsi”, “consumarsi”) ovvero **l’esaurimento professionale**, un disturbo dilagante nel mondo occidentale sempre più esigente a livello di prestazioni, tecnologizzato, iperveloce, iperattivo, iperconnesso.

Lo **stress cronico da lavoro** va ben oltre la necessità di una semplice vacanza, ma si può però combattere prima di arrivare al punto di non ritorno.

## Burnout, le origini e il significato

Il termine burnout è **apparso la prima volta nel mondo dello sport**, nel 1930, per indicare l’incapacità di un atleta, dopo alcuni successi, di ottenere ulteriori risultati e/o mantenere quelli acquisiti. Il Burnout era dunque quella**condizione in cui svolgere un’attività sportiva impegnava a tal punto corpo**, mente e spirito che la persona, superata una certa soglia, “scoppiava” con conseguente stato di**[esaurimento psicofisico](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/insonnia-e-stress-un-binomio-che-si-puo-sconfiggere) ed emozionale**.

**Soltanto negli Anni ‘70 il termine è stato allargato alla sfera lavorativa,** dalla psichiatra statunitense Christina Maslach, per evidenziare un disagio che colpisce le **professioni in cui le relazioni interpersonali sono continue e spesso legate all’aiuto del prossimo** (helping professions): infermieri, psicologi, medici, assistenti sociali, poliziotti, vigili del fuoco, persone che fanno volontariato. Successivamente, altre categorie di lavoratori sono state incluse in quelle a rischio di sviluppo della sindrome da burnout, in particolare **coloro che sono frequentemente a contatto con il pubblico**: insegnanti, impiegati, segretari, avvocati, centralinisti.

## Sindrome del Burnout, come si sviluppa?

La sindrome da Burnout è l’esito patologico di**un processo stressogeno che colpisce le persone che lavorano**, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. **È****una sindrome multifattoriale** caratterizzata da un **rapido decadimento delle risorse psicofisiche e da un peggioramento delle prestazioni professionali**.

Da che cosa dipende? Le cause più diffuse del burnout al lavoro si possono semplificare così: cambiamenti organizzativi o di mansioni, termini e **scadenze** troppo stretti da rispettare, **aumento di responsabilità ma assenza di una giusta retribuzione**, conflitti con i colleghi o i clienti, impossibilità di pianificare, **programmi che cambiano** spesso, imprevedibilità dei compiti da svolgere, confronto costante con nuovi software, esposizione alle intemperie e sollevamento di carichi pesanti (per chi fa lavori manuali).

## Sindrome di Burnout, come combattere lo stress da lavoro

Come combattere lo stress da lavoro? Cominciando anzitutto a **riconoscerne i segnali**. Sentirsi sempre stanchi, non riuscire a superare banali [malanni di stagione](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/influenza-sintomi-e-trasmissione), sentirsi demotivati, avere la sensazione di non riuscire a dare il meglio, provare fastidio o alienazione nei confronti di colleghi e capi.

In questi casi è facile **commettere errori, assentarsi frequentemente dal lavoro o essere distratti e svogliati**. Sono segnali da ascoltare per compiere il primo passo. E cioè **provare a porsi degli obiettivi realmente raggiungibili**e fare una **lista di piccole cose** da fare, da spuntare man mano che si portano a termine nel corso della giornata.

È importante anche imparare a staccare la spina **prendendo per sé tanti piccoli momenti di pausa**, anche all’interno degli impegni a cui non ci si può sottrarre. Un consiglio degli esperti è di **non isolarsi**: imparare piuttosto a condividere con gli altri le proprie emozioni è un modo per dare loro una forma e chiarirle anche a se stessi.

**Gli altri sono una risorsa preziosa, così come lo è un hobby fuori dal lavoro**. Coltivare una passione o fare attività fisica è essenziale in questi casi. Se la professione lo permette, si può provare a chiedere il **telelavoro**. Lavorare occasionalmente da remoto dà la possibilità di svolgere i propri compiti nello spazio in cui ci si sente più a proprio agio, magari all’aria aperta. Ne guadagnano serenità e creatività.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
