# Balbuzie: sintomi e cause

> Il disturbo della balbuzie può comparire durante l’infanzia ma anche in età adulta. Ecco come riconoscere i segnali sospetti.

- **Autore:** Dr.ssa Giovanna  Ienco (Specialista in Logopedia)
- **Pubblicato:** 2021-05-03
- **Aggiornato:** 2023-01-12
- **Tag:** 555,598,7,255,565,266,29,593
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/balbuzie-disturbo-emotivo-e-psicologico

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È ormai ampliamente riconosciuto che la **balbuzie**sia un fenomeno esistente già dell’antichità presso tutti i popoli di ogni parte del mondo. In quest’articolo approfondiremo **cos’è la balbuzie, come viene classificata, quando insorge ed i suoi fattori di rischio.**

## Il problema della balbuzie

La balbuzie è un **disturbo della fluenza verbale** con esordio nell’età infantile (2-6 anni). Un eloquio è considerato fluente quando non vi è la presenza di sforzi e tensioni nel parlare ed è inoltre regolare nel ritmo, nella velocità e nella prosodia.

La forma più diffusa di balbuzie è quella **evolutiva con esordio nella prima infanzia**. Più raramente possono insorgere altri disturbi della fluenza verbale acquisiti invece**in età adulta, come:**

- **la balbuzie neurogena**: causata da una lesione a carico del sistema nervoso a cui consegue un’alterazione della normale fluenza dell’eloquio;
- **la balbuzie psicogena**: un’altra forma secondaria di balbuzie a esordio tardivo che generalmente è successiva a periodi di forti stress emotivi o di eventi traumatici a livello psicologico.

## Come si manifesta la balbuzie?

Secondo il DSM-V (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentale) la balbuzie evolutiva può essere caratterizzata dalla seguente **sintomatologia verbale primaria**:

- Interruzioni nell’eloquio;
- Ripetizioni di suoni, sillabe o parole (ma-ma-ma-mamma);
- Prolungamenti di suoni, sillabe o parole (m_____amma);
- Blocchi udibili o silenti (cioè pause del discorso, sonore o mute);
- Circonlocuzioni (giri di parole per evitare parole temute)
- Parole emesse con eccessiva tensione fisica (visibile e/o udibile).

E sintomatologia **NON verbale primaria**:

- Segni di tensione muscolare soprattutto a livello del volto;
- Tremori;
- Sincinesie o spasmi muscolari (movimenti irregolari e involontari di vari gruppi muscolari, soprattutto di quelli interessati alla fonazione).

L’alterazione della normale fluenza dell’eloquio può essere causa di una**sintomatologia secondaria:**

- Atteggiamenti di fuga;
- Strategie di evitamento o allontanamento;
- Limitazioni dell’efficacia della comunicazione, della [partecipazione sociale o del rendimento scolastico e lavorativo](https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/quanto-sono-importanti-le-interazioni-sociali-per-i-bambini).

Per tale motivo, la balbuzie rientra nei **disturbi della comunicazione** secondo il DSM-V. È fondamentale precisare che questo disturbo **non**è attribuibile a deficit motori- sensoriali, neurologici o ad altra condizione medica.

## Come si classificano le balbuzie

In base alla **sintomatologia**, la balbuzie può essere classificata in forma:

- **tonica, **nella quale si ha un arresto soprattutto all’inizio della frase con prolungamenti del suono o della sillaba;
- **clonica, **nella quale l’eloquio è compromesso soprattutto da ripetizioni del suono o della sillaba;
- **mista, **in cui l’eloquio è maggiormente inficiato dalla compresenza di prolungamenti e ripetizioni.
- **palilalica**, nella quale l’eloquio è caratterizzato da ripetizioni spasmodiche di sillabe che non hanno alcuna attinenza con le parole che si ha intenzione di pronunciare.

In base alla tipologia e localizzazione anatomica delle contrazioni muscolari, **la balbuzie viene distinta** in:

- **labio-coreica** con contrazioni muscolari a livello delle labbra e della lingua con conseguente difficoltà nella pronuncia dei suoni occlusivi bilabiali e dentali: /p/, /b/ e /t/, /d/;
- **gutturo-tetanica** con spasmi a livello dei muscoli laringei e faringei e difficoltà nella pronuncia dei suoni occlusivi velari: /c/ e /g/.

In base **all’età di insorgenza**, la balbuzie può essere suddivisa in:

- **fisiologica-evolutiva o primaria**: insorge molto presto, prima dei 3 anni; è caratterizzata da una minore abilità e rapidità nella coordinazione dei movimenti fonatori e da conseguenti esitazioni transitorie nei primi stadi di apprendimento della parola. Questa forma di balbuzie tende a risolversi spontaneamente nell’età prescolare.
- **secondaria**: l’alterazione del ritmo, della velocità, della prosodia e fluenza dell’eloquio persiste oltre i 6 anni diventando cronica. Gradualmente il bambino diventa consapevole della sua balbuzie ed incomincia ad avere reazioni emotive ad essa.
- **tardiva**: questa forma di balbuzie è più rara, insorge tra gli 8 e i 12 anni e determina nel ragazzo estrema preoccupazione per la propria balbuzie e per le conseguenze sociali da essa indotte.

Inoltre, è fondamentale **non confondere i sintomi della balbuzie con quelli di un disturbo simile**, il cosiddetto cluttering o farfugliamento, un disordine della fluenza verbale caratterizzato da:

- Eloquio troppo veloce e irregolare;
- Presenza di [disfluenze](https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/dislessia-sintomi-cause-e-suggerimenti)non tipiche di balbuzie;
- Scarsa consapevolezza del disturbo;
- Errori nella gestione delle pause;
- Imprecisa articolazione fino alla soppressione di alcune sillabe nel parlato, di conseguenza l’eloquio può essere a tratti incomprensibile

## Balbuzie: tutti i fattori di rischio

Diversi autori hanno tentato di identificare gli indici di rischio relativi alla persistenza della balbuzie nel tempo. Di seguito viene riportato un elenco dei possibili fattori implicati:

- **Familiarità**: la presenza di consanguinei con balbuzie nella linea paterna e/o materna
- **Genere**: i maschi presentano un maggior rischio di persistenza della balbuzie, mentre nel sesso femminile la remissione avviene più frequentemente e con maggiore rapidità rispetto ai maschi.
- **Età di insorgenza**: l’esordio tardivo espone a un maggior rischio di persistenza; in particolare, il tasso di remissione maggiore risulta essere in età prescolare.
- **Severità e frequenza della balbuzie**: i bambini che non mostrano nessun miglioramento nel corso del primo anno successivo alla comparsa della sintomatologia sono quelli più a rischio di persistenza, indipendentemente dal tipo di disfluenza prodotta.
- **Durata dell’esordio**: se non si ha una remissione della sintomatologia dopo i primi 6 mesi da quando essa è insorta, la balbuzie risulta maggiormente a rischio di persistenza.

## Come diagnosticare il problema della balbuzie?

Lo specialista che si occupa del trattamento delle balbuzie è generalmente **un esperto in logopedia**, specializzato nella valutazione di tutti i disturbi legati alla comunicazione umana.

Oggi, con un intervento tempestivo (subito dopo l’insorgenza del problema), **è possibile intervenire sul ripristino della fluidità del linguaggio** in una percentuale molto alta di casi, evitando così che diventi cronico.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
