# Pannolino contro la pipì a letto: è utile?

> Il pannolino non è una soluzione valida per risolvere il problema dell'enuresi. In questi casi è meglio rivolgersi al pediatra.

- **Autore:** Paginemediche 
- **Pubblicato:** 2011-04-11
- **Aggiornato:** 2021-10-15
- **Tag:** 555,255,296,266,272,60,314,536,281,282,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/enuresi-notturna-basta-il-pannolino

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Sebbene si risolva spontaneamente nel 15% dei casi l’anno,**[l’enuresi è un disturbo da non sottovalutare](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/enuresi-notturna-come-sconfiggerla)** perché può anche minare profondamente l’autostima del bambino che ne soffre, in un età già altamente critica dal punto di vista psicologico.

Recarsi da un pediatra specializzato in enuresi è il modo migliore per affrontare il problema, escludere cause fisiologiche e poi per poter iniziare col bambino un percorso terapeutico che lo liberi dell’imbarazzoe del disagio. **Il pannolino risolve il problema delle lenzuola bagnate ma non aiuta nella identificazione delle cause e nella risoluzione del problema**.

L’enuresi notturna o **pipì a letto** è un fenomeno molto comune che colpisce il 10% dei bambini a 6 anni, il 7% a 8 anni, il 3% a 12 anni e l’1% a 18 anni. Con l’età, infatti, il disturbo tende a scomparire e talvolta si risolve spontaneamente. Tuttavia, non intervenire quando necessario può essere deleterio perché fare la pipì a letto può minare l’autostima del bambino. Basti pensare a eventuali **situazioni di disagio e imbarazzo** per un bambino enuretico: una gita scolastica, una festa dagli amici o semplicemente il **confronto con il fratellino** che non deve destreggiarsi con pannolini e corse in bagno all’ultimo minuto.

Il termine enuresi definisce l’incapacità di controllare la vescica nel sonno, finendo così per bagnare il letto. Fino ai 6 anni di età (per la precisione 5 nella femmina e 6 nel maschio) può considerarsi una condizione normale, perché non si è ancora completamente sviluppata la controllabilità urinaria della vescica. Se il problema però si manifesta anche dopo i 6 anni, e con una frequenza di 2-3 volte alla settimana, si può parlare di un disturbo vero e proprio.

**Che fare?** I pediatri consigliano innanzitutto di **non punire il bambino** e di non trattarlo come un malato ma di inquadrare il problema quanto prima per la sua reale entità. Per fare tutto ciò, è fondamentale recarsi da un pediatra specializzato in enuresi. Solo lo specialista può, infatti, effettuare una visita per escludere la presenza di eventuali cause fisiologiche ([infezioni delle vie urinarie](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/infezioni-urinarie-sintomi-diagnosi-e-terapie), diabete, malformazioni di organi dell’apparato urinario) e indicare la **[Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) migliore** per il bambino. Attualmente sono disponibili **due diversi approcci terapeutici**: quello comportamentale e quello farmacologico.

La **terapia comportamentale** comprende gli allarmi acustici notturni e il training minzionale. L’allarme notturno mira a stabilire un riflesso condizionato nel bambino quando compaiono le prime gocce di urina, in modo da alleggerire il [Sonno](https://www.paginemediche.it/glossario/sonno) rendendo i centri corticali più vigili ai segni vescicali. Il training minzionale ha come obiettivo l’apprendimento graduale della continenza notturna da parte del bambino attraverso tecniche di rieducazione vescico-sfinteriali.

La **terapia farmacologica**, invece, prevede la somministrazione di un analogo dell’ormone antidiuretico, la **desmopressina**, che abbassa la produzione di [Urina](https://www.paginemediche.it/glossario/urina) da parte del rene e quindi riduce il rischio di perdita involontaria di pipì. Talvolta, le due terapie vengono associate dagli specialisti. In ogni caso, è bene ricordare che nessun genitore dovrebbe sottovalutare il problema e agire di sua volontà, senza prima aver consultato un pediatra esperto in enuresi.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
