# La nascita: evitare lo stress a mamma e bambino

> Lo stress della nascita incide negativamente sulla salute del bambino e della mamma. L'importante è stabilire un rapporto forte e sereno.

- **Pubblicato:** 2013-01-16
- **Aggiornato:** 2017-04-12
- **Tag:** 255,267,272,366,60,281,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/la-nascita-evitare-lo-stress-a-mamma-e-bambino

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La **nascita** di un bambino è un evento che allieta ogni **famiglia**, eppure nasconde in sé una carica stressante, per la mamma e per il bebé, che non è certo da sottovalutare. Il passaggio da un mondo protetto (in cui i suoni giungono ovattati ed in cui gli stessi movimenti materni cullano il bambino) ad un mondo del tutto nuovo (dove, invece, i contrasti sono violenti) è per il bambino fonte di grande **stress.**

Non a caso, durante il **travaglio**, alcune modificazioni, nell'organismo del bimbo (picchi di catecolamine, adrenalina e noradrenalina, **pressione** alla testa nel canale vaginale, **black-out** di ossigeno dovuti alle contrazioni uterine, ecc...), cercano di preparare questo passaggio al meglio e, quindi, di ridurre al minimo il **trauma****della nascita**. In realtà, lo [Stress](https://www.paginemediche.it/glossario/stress) della nascita non viene limitato al **parto**in sé, ma comincia con la **[gravidanza](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/diagnosi-condotta-alimentazione-tutto-quello-da-sapere-sulla-gravidanza)** (soprattutto negli ultimi tre mesi) e prosegue fino a tutto il primo anno di età del bambino.

Una **madre** vessata o stressata in generale pone a rischio stress anche il suo bambino. Durante la gravidanza, infatti, la mamma depressa, agitata o semplicemente stanca passa, attraverso la placenta, gli **ormoni**al suo piccolo. Un'esposizione a stress prolungato può produrre **danni neurologici** e rallenta la capacità di riproduzione dei neuroni.

Una frequente e deleteria **fonte di stress** per le mamme in attesa è sicuramente l'**ambiente lavorativo**. Nonostante la legge garantisca un periodo di maternità, che va dai due **mesi precedenti**alla data presunta del [Parto](https://www.paginemediche.it/glossario/parto) fino ai tre mesi successivi al [Parto](https://www.paginemediche.it/glossario/parto) stesso, ci sono ancora donne costrette a lavorare fino a qualche giorno prima del parto e a riprendere l'attività qualche giorno dopo il parto. Questo purtroppo incide negativamente sulla **salute del bambino**, oltre che della mamma, poiché ambedue arrivano stanchi e stressati all'appuntamento con il parto pregiudicando anche il rapporto madre-figlio degli anni successivi.

Altra fonte dannosa è sicuramente [il **tabagismo** in gravidanza](https://www.paginemediche.it/benessere/casa-e-ambiente/tabagismo-un-danno-a-tre-dimensioni). Che il **fumo**facesse male al bambino e provocasse **parti prematuri** o sotto peso era già risaputo. In più, pare che il **fumo in gravidanza** possa incidere sul cervello predisponendo il piccolo all'uso di **sostanze tossiche**in età adolescenziale. Questo perché l'esposizione al fumo di sigaretta in età prenatale danneggerebbe le **parti cerebrali** deputate all'apprendimento e alla memoria.

E allora **cosa si può fare?** Innanzitutto, se la gravidanza è stata comunque stressante, vuoi per fattori personali o esterni alla famiglia, si può cercare di 'recuperare' stabilendo un contatto forte con il neonato. Una **cura limitata** o addirittura la lontananza dalla madre scatenano nel bimbo reazioni stressogene. E queste reazioni sono visibili soprattutto nel rifiuto del cibo o nell'insonnia. Spesso può accadere che, soprattutto nei casi di prematurità o nei casi in cui il bambino sia nato con qualche problema di salute, lo staff della **nursery** impedisca alla madre un **contatto più ravvicinato**e prolungato con il bambino. Questo potrebbe trasformarsi in una seria difficoltà nell'**attaccarsi al seno**, innescando così anche reazioni stressogene nella madre, già provata nel fisico e nella psiche dal parto.

Tenere a lungo il bambino in braccio, contrariamente a ciò che si dice, non può che far bene al bambino, il quale ha bisogno del contatto e del **calore materno**. Anche farlo dormire nel **lettone** **dei genitori**, nonostante le critiche per il 'brutto vizio' che il bambino possa prendere, è una pratica che viene spesso caldamente raccomandata soprattutto a chi ha avuto episodi di stress durante la gravidanza ed il parto.

Insomma, l'importante è stabilire con il bambino un **rapporto di sicurezza e serenità**, che lo faccia sentire amato e desiderato, protetto e coccolato perché riacquisti fiducia e cresca più forte e autonomo.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
