# Medici obiettori di coscienza e aborto

> In Italia l'obiezione di coscienza sull'interruzione volontaria di gravidanza è regolata dall'articolo 9 della legge 194 del 1978, che ha legalizzato l'aborto.

- **Autore:** Massimo Canorro  (Giornalista & web content editor)
- **Pubblicato:** 2017-03-09
- **Aggiornato:** 2020-02-03
- **Tag:** 27,267,582,281,605,569,555
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/medici-obiettori-di-coscienza-e-aborto

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Ha suscitato polemiche l’iniziativa dell’**Ospedale San Camillo di Roma**, che nella primavera 2016 ha indetto un concorso per l’assunzione (che oggi si è concretizzata) di **medici non obiettori**, da assegnare al [Day hospital](https://www.paginemediche.it/glossario/day-hospital) e [Day surgery](https://www.paginemediche.it/glossario/day-surgery) per l’applicazione della legge 194.
 Fortemente promossa dal governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, questa iniziativa ha dato il via, inevitabilmente, ad una serie di confronti e ad accesi dibattiti: c’è chi la considera un traguardo civile, in ragione del fatto che la libertà di scelta è un diritto, chi la etichetta come “inaccettabile” e chi, a livello normativo, ha espresso parere di dubbia legittimità. È intervenuta sul caso anche il Ministro della Salute **Beatrice Lorenzin**, a margine di un incontro che si è svolto a Bruxelles: “Non bisogna esprimere pensieri, ma semplicemente rispettare la legge, in cui l’obiezione di coscienza è rispettata nel nostro paese. Tra l’altro quando si fanno assunzioni e concorsi non mi risulta che ci siano parametri che vengono richiesti”.

Comunque la si pensi, è doveroso fare chiarezza su ciò che dice la legge, nel nostro paese, in termini di **obiezione di coscienza relativamente all’aborto**.

## Che cosa prevede la legge sull'aborto

In Italia l’obiezione di coscienza sull’interruzione volontaria di [gravidanza](https://www.paginemediche.it/benessere/bellezza-e-salute/diagnosi-condotta-alimentazione-tutto-quello-da-sapere-sulla-gravidanza) è regolata dall’**articolo 9 della legge 194 del 1978**, che ha legalizzato l’aborto, e consente ai medici e al personale sanitario di astenersi da tale pratica per motivazioni personali. Recita l’articolo: “Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli [INTERVENTI](https://www.paginemediche.it/glossario/interventi) per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione”.

Dell’obiezione di coscienza se ne occupa anche il **codice deontologico della professione medica** in un apposito articolo, il 43, stabilendo che “l’obiezione di coscienza del medico si esprime nell’ambito e nei limiti della legge vigente e non lo esime dagli obblighi e dai doveri inerenti alla relazione di cura nei confronti della donna”.

Nello scorso dicembre è stata trasmessa al parlamento la Relazione del Ministro della Salute - con i dati definitivi relativi agli anni 2014 e 2015 sull’attuazione della 194 - dove si dichiara che gli aborti sono diminuiti, che sono in diminuzione anche i tempi di attesa e che nel 2014 le quote di obiettori e non obiettori si sono stabilizzate, dopo un notevole aumento negli anni precedenti.

## Difendere i diritti delle donne

“In Italia non solo l’obiezione di coscienza ma anche l’abuso di obiezione di coscienza mette a rischio la salute delle donne e lede i loro diritti sessuali e riproduttivi”, spiega in una nota la **Laiga** **- Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione legge 194/78**. È fondamentale, pertanto, che siano conosciuti **i limiti all’obiezione**, senza dimenticare l’importanza dell’obbligo - per ogni medico obiettore - di indicare alla paziente la presenza di un altro medico non obiettore. È sacrosanto, infatti, difendere il diritto degli obiettori di coscienza, ma lo è altrettanto quello di tutelare le donne, anche nel fare in modo che possano affidarsi a strutture sanitarie e consultori (sia pubblici sia privati) dove umanità e professionalità viaggiano in parallelo, per essere messe nelle condizioni di poter scegliere liberamente. Uomini e donne, pari nel diritto e nella dignità.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
