# Pertosse: come riconoscere e prevenire la tosse asinina

> La pertosse è una malattia infettiva causata dal Bordetella Pertussis che colpisce soprattutto i bambini e che si può prevenire con la vaccinazione.

- **Autore:** Dr. Enzo Brizio (Medico di Medicina generale)
- **Pubblicato:** 2013-12-11
- **Aggiornato:** 2020-11-18
- **Tag:** 558,255,299,33,305,552,60,347,312,266,555,281,282,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/pertosse-cos-e-e-cosa-fare

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**La** **pertosse**, chiamata anche [Tosse](https://www.paginemediche.it/glossario/tosse) asinina o tosse convulsa,**è una malattia respiratoria di origine batterica**, molto contagiosa, che si presenta a qualsiasi età con predilezione per la prima infanzia. È causata da un batterio, la ***Bordetella Pertussis*** e deve il suo nome comune (tosse asinina) allo sforzo rumoroso inspiratorio che segue un attacco parossistico di tosse e che è stato paragonato al raglio di un asino.

In una percentuale stimata tra il 5% e il 10% dei casi di tosse convulsa, l’agente eziologico non è la *Bordetella Pertussis*, ma batteri simili o addirittura virus (adenovirus soprattutto), anche se le manifestazioni cliniche sono sovrapponibili alla forma classica. 

## Pertosse: come avviene il contagio

Se i genitori di un bambino con la pertosse non hanno ancora contratto la malattia nella loro infanzia, il rischio di ammalarsi è del 80%-90%, a causa dell'**altissima contagiosità del batterio**. La trasmissione avviene attraverso le goccioline espulse dall’ammalato con gli accessi di tosse, anche se è stato dimostrato il ruolo dei portatori sani, cioè persone che hanno già superato la malattia durante la loro infanzia, ma che, venendo a contatto con ammalati in fase acuta, diventano portatori contagiosi del batterio senza manifestare alcun sintomo.

**L’introduzione della [Vaccinazione](https://www.paginemediche.it/glossario/vaccinazione) ha notevolmente diminuito i casi di malattia**: si calcola che negli USA prima dell’introduzione della vaccinazione i soggetti ammalati in un anno fossero circa 200.000 persone; dopo gli anni ’40 (epoca di commercializzazione del vaccino) i casi si sono ridotti agli attuali 5.000 per anno. Purtroppo la pertosse non è una malattia lieve come [rosolia](https://www.paginemediche.it/benessere/mamma-e-bambino/rosolia-una-fastidiosa-ma-non-problematica-malattia-esantematica) o [varicella](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/varicella-sintomi-e-rischi-per-adulti-e-bambini), e possiede un tasso di mortalità di circa l’1%, nella massima parte dei casi riferito a bambini molto piccoli, al di sotto dei 6 mesi di vita. **L’immunizzazione naturale e quella conferita dal [Vaccino](https://www.paginemediche.it/glossario/vaccino) non durano molto tempo**: si calcola che dopo 10-15 anni il tasso anticorpale si riduca e la possibilità di contagio da parte di adulti si aggiri intorno al 50%.

## Stadi e sintomi della pertosse

L’incubazione della malattia dura 7-14 giorni e il decorso clinico è classicamente suddiviso in **tre stadi.**

- **Stadio catarrale**: la pertosse inizia con accessi di tosse non diversi da quelli di una banale malattia respiratoria virale. Spesso si associano starnuti e congiuntivite, e la tosse si manifesta anche durante la notte. Può esserci un rialzo febbrile non elevato.
- **Stadio parossistico**: 1-2 settimane dopo l’inizio la tosse diventa parossistica, con accessi costituiti da 5-10 colpi di tosse sempre più intensi accompagnati da respirazione profonda ed espulsione di un tappo di muco, talora associata a vomito. Gli accessi si susseguono in genere ogni 30 minuti, con congestione intensa degli occhi, emorragie petecchiali alla fronte e attorno agli occhi e talora epistassi. Il bambino, specie se neonato, può divenire cianotico fino a quando compare il grido convulso che termina l’attacco. Tra un parossismo e l’altro il bambino sta relativamente bene. Questo stadio dura 2-4 settimane.
- **Stadio della convalescenza**: molto gradualmente gli accessi parossistici diventano meno intensi e più radi, il vomito scompare e inizia la guarigione. La convalescenza è molto lunga, fino a 12 settimane, e durante questo periodo e per altri mesi seguenti una banale infezione respiratoria può scatenare nuovamente le crisi parossistiche. Purtroppo nel bambino sotto i sei mesi di vita la pertosse può anche non manifestare gli attacchi convulsivi ma limitarsi a dare brevi periodi di soffocamento e di apnea: occorre prestare molta attenzione in questi casi, soprattutto durante epidemie.

## Complicazioni della pertosse

La carenza di ossigeno dovuta agli accessi, come anche le microemorragie da ipertensione venosa, possono provocare **lesioni del sistema nervoso centrale**, mentre il vomito, se intenso e frequente, può comportare **alcalosi metabolica e malnutrizione**, specie nella primissima infanzia.

## Terapia e cura della pertosse

Il bambino più piccolo deve essere ricoverato e tenuto sotto attenta osservazione, visto il rischio elevato che corre. La terapia si basa su **supporto idrico e alimentare, correzione degli squilibri elettrolitici ed ossigenazione**. La terapia antibiotica è deludente, in quanto i macrolidi sono in grado di uccidere la Bordetella, ma non alterano il decorso della malattia, per cui vengono utilizzati soprattutto per eliminare la contagiosità e permettere al bambino in età scolare di riprendere la frequenza scolastica senza rappresentare una fonte di contagio per i compagni.

Dal momento che possono instaurarsi delle recidive batteriche, l’[antibiotico](https://www.paginemediche.it/glossario/antibiotico) deve essere somministrato per 2 settimane complete, mentre la scomparsa della contagiosità avviene dopo 2-3 giorni di trattamento.

## Come prevenire la pertosse

Purtroppo in assenza di epidemie la diagnosi non viene posta se non alla fine dello stadio catarrale, quando compaiono gli accessi convulsi; ma in tale periodo la contagiosità si è già verificata e quindi la prevenzione serve a poco. In ogni caso, nei familiari di un ammalato che non abbiano ancora contratto la malattia si possono usare i **macrolidi a scopo profilattico**.

**La vaccinazione viene effettuata nei primi mesi di vita**, essendo questa la fascia di età a maggior rischio di complicanze mortali, con tre iniezioni di batteri inattivi ed un richiamo prima di iniziare la frequenza alla scuola elementare. Il vaccino viene associato a quelli contro difterite e tetano e non viene consigliato dopo i 6 anni di età. L’immunità conferita, come detto sopra, è di breve durata, per cui le mamme non possiedono anticorpi da trasmettere al feto e da qui la necessità di vaccinare tutti i bambini iniziando al terzo mese di vita.

La necessità della vaccinazione è stata purtroppo dimostrata negli anni dal 1977 al 1982, in Inghilterra, dove si era verificata una disgraziata campagna anti-vaccinazione che aveva portato alla diminuzione drastica della somministrazione del vaccino: come conseguenza si ebbero 170.000 casi di pertosse e ben 42 decessi, la massima parte in bambini al di sotto dei 5 anni di vita. Chi ancora oggi si professa contrario alla vaccinazione dovrebbe sempre tenere ben presenti questi dati.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
