# Barca a vela e velaterapia

> Lo sport della vela è diventato una terapia di successo per disabili psichici e motori e ragazzi socialmente difficili.

- **Pubblicato:** 2013-06-27
- **Aggiornato:** 2015-04-09
- **Tag:** 42,37,590
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/sport-e-tempo-libero/barca-a-vela-e-velaterapia

---

La **vela** non è più appannaggio dei pochi danarosi che si possono permettere il lusso di comprare una barca e gestire un equipaggio: oggi è uno **sport** accessibile ai 'comuni mortali' e una **terapia****per disabili psichici e motori.**

La **velaterapia** è nata come progetto di reinserimento sociale per *'ragazzi difficili'*, ai quali veniva fornito **supporto psicologico** durante il viaggio in barca. Il successo di questo progetto ha stimolato altre esperienze simili che hanno toccato diversi ambiti lavorativi e sociali, fino a giungere alla [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) per disabili.

 **Un grande successo**

La velaterapia si è dimostrata immediatamente un grande successo. Chi decide di passare una settimana in barca a vela impara a convivere e a condividere con altri tutto ciò che ha intorno, dagli oggetti quotidiani, agli spazi, pur limitati della barca, alle emozioni e sensazioni che scaturiscono dall'essere **circondati dal mare** e, quindi, dalla natura allo stato puro.

Inoltre, ogni partecipante ha un compito ben preciso; la barca è una **società in piccolo**, in cui c'è un leader ed in cui ognuno ha un ruolo ben definito, al quale deve attenersi per permettere a tutti di andare avanti.

Questa situazione esistenziale ha un duplice scopo: permettere a **ragazzi** **socialmente difficili** di rientrare in **regole precise** a cui far riferimento e a disabili motori di dimostrare il loro valore a prescindere dalla disabilità. Insomma, ogni partecipante sa che ha un ruolo di primo piano nella gestione della barca e viene responsabilizzato in questo senso.

 La barca diventa quindi una piccola comunità e rappresenta spesso un vero e proprio passo avanti nella **crescita personale**. Per i ragazzi più piccoli, che per la prima volta viaggiano senza genitori, è il momento entusiasmante del **passaggio dall'infanzia all'adolescenza**; per quelli più grandi è la possibilità di imparare qualcosa che non rientra nella quotidianità: governare una barca, cucinare, mettere in ordine, perfino aggiustare un motore.

Chiaramente, il fine ultimo di questa esperienza è la **maturazione**, dal punto di vista psicologico e sociale, dell'individuo, che potrà tradursi in una nuova apertura verso gli altri, nell'aver imparato a **prendere decisioni** in momenti critici, nel **sapersi mettere in gioco**senza pregiudizi e senza remore, sapendo di avere un proprio ruolo all'interno della società.

 [Top](#legenda)

---

*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
