# Judo, un'antica arte marziale giapponese

> Il principio fondamentale del judo è quello di porsi lontano dalla linea d'azione dell'avversario e sbilanciarlo, sfruttando il suo slancio.

- **Pubblicato:** 2013-04-24
- **Aggiornato:** 2015-04-09
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Il judo nasce come 'figlio' del jujitsu, trasformato in una **nuova disciplina**, meno violenta della precedente, dal giapponese **Jigoro Kano**, il quale fondò una propria scuola detta **Kodokan** nella quale insegnava la nuova disciplina da lui ideata.

Il judo si compone di diverse tecniche che hanno lo scopo di rovesciare e **mettere a terra**, immobilizzandolo, l'avversario, ma il principio su cui si fonda non è quello di opporsi direttamente contro l'avversario stesso, bensì quello di porsi lontano dalla sua linea d'azione sbilanciandolo e sfruttando il suo **slancio** per renderlo negativo.

 Il judo viene praticato in un ambiente apposito chiamato **dojo**, sul pavimento del quale vengono posti dei materassini o stuoie di paglia di riso che attenuino le cadute. Questi materassini sono detti **tatami**. Hanno margini squadrati ed orlati con fettucce di cotone o lino.

Le dimensioni del tatami sono cm. 200x100x6. I diversi tatami vengono affiancati l'uno all'altro e fissati esternamente con una cornice; solitamente sono poggiati su un tavolato.

 Ogni **judoka**, cioè ogni persona che pratica il judo, ha un abbigliamento particolare, detto **judogi**; esso si compone di 3 pezzi fondamentali: una casacca in cotone detta **kimono**, senza bottoni, tessuta in stoffa molto doppia e resistente, rinforzata sul collo e nelle zone che più spesso vengono strattonate, un pantalone detto zubon, di taglio ampio e robusto anch'essi, privo di **cerniere o bottoni**, ma con un semplice cordone che passa in vita affinché si reggano, ed una cintura chiamata obi, una cintura in cotone che viene annodata sul kimono e che varia di colore a seconda del grado raggiunto dal judoka.

 La **vestizione** del judoka fa parte del rito di inizio del combattimento e segue una cerimonia particolare. Innanzitutto, i pantaloni vanno indossati ponendo sul davanti la parte rinforzata all'altezza delle **ginocchia**; esso va ben allacciato tirando il cordone in vita.

Quindi si passa al **kimono**, indossato sempre con il lembo sinistro su quello destro. Anche per annodare la cintura in vita bisogna attenersi a delle regole ben precise. L'obi va preso al centro e poggiato sull'addome poco sotto l'ombelico; quindi, le due estremità vanno fatte passare dietro la schiena e poi riportate avanti, dove possono essere incrociate passando il lembo della **mano destra nella sinistra** e viceversa.

Infine, si prende l'estremità destra e la si fa passare prima su quella sinistra e poi all'interno, **tirando con forza** le due estremità. Il nodo ottenuto si presenta piatto e quadrato e non si scioglie se **strattonato**.

 La **cintura** rappresenta, per il suo colore, il grado raggiunto dall'atleta. La cintura può essere, partendo dal grado più basso a quello più alto, bianca, gialla, arancione, verde, blu, marrone, nera, bianco-rossa, rossa, bianca.

I **combattimenti**, sia individuali che a squadre, possono terminare a punti io prima del limite e durano normalmente da 3 a 20 minuti. Vengono organizzati tenendo conto del grado di abilità degli atleti, suddivisi in 5 categorie per variazione di peso. Il judo è diventata disciplina olimpionica nel 1964.

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