# Cechov e i medici

> Anton Cechov fu un apprezzato medico e scrittore russo. Nei suoi personaggi ha saputo sempre trasmettere le proprie conoscenze mediche.

- **Autore:** Dr. Luciano Sterpellone (Specialista in Patologia clinica)
- **Pubblicato:** 2010-11-08
- **Aggiornato:** 2018-04-10
- **Tag:** 218
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/storia-della-medicina/cechov-e-i-medici

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Non si può certo dire che non fosse tagliato per la **Medicina**. Appena laureato, **Anton Cechov** mette su uno studio dove cura gratuitamente i **poveri**.

Poi la sera dà sfogo alla sua grande passione: **scrivere**. È una penna così **brillante**che al **direttore**del giornale cui collabora, che lo esorta a dedicarsi interamente al **giornalismo**, risponde deciso: “*Io sono un medico, e pratico la medicina. La medicina è la mia **moglie legittima**, la letteratura la mia **amante**...E nessuno può togliermi dalla proverbiale tendenza di **correre dietro a due lepri**...*”.

Cechov compie allora un **viaggio**nelle steppe del **Don**, e ne descrive le impressioni nel famoso libro 'La steppa', in cui riporta **notizie inedite** e di grande risonanza sulle precarie **condizioni**di vita e di salute dei **condannati**ai **lavori forzati**, notizie che scuotono profondamente le **coscienze**del tempo, con importanti e positive ricadute di ordine medico, politico e sociale.

Verrà così presto apprezzato, oltre che come medico, anche come scrittore dai grandi letterati del tempo, primi tra i quali **Tolstoi**e **Gorki**. Ma purtroppo, proprio durante questo viaggio nelle steppe del Don scopre di essere **affetto**da una malattia per la quale a quel tempo v’è assai poco da fare: la **[Tubercolosi](https://www.paginemediche.it/glossario/tubercolosi) polmonare**.

Ma continuerà **ugualmente**a fare il medico, tentando invano di curarla con gli **scarsi mezzi** dell’epoca e qualche soggiorno sotto il sole italiano e della **Costa Azzurra**.

Nei suoi **personaggi**Cechov non manca mai di trasfondere le proprie **conoscenze mediche** e di evidenziare i difetti peculiari di alcuni colleghi: come **Ceputikin**, il medico de 'Le tre sorelle', che confessa di non aver più letto nulla dopo la laurea (“se non i giornali”); oppure  il medico de 'Lo zio Vania' abituato ad **alzare il gomito**, il quale dichiara: “*Bevo...bevo...e quando bevo affronto le operazioni più difficili e le compio mirabilmente...*”.

O come anche il medico de 'Il gabbiano', che cura i suoi pazienti, tutta gente di teatro e **intellettuali**, indistintamente solo con la [**valeriana**](https://www.paginemediche.it/benessere/cura-e-automedicazione/valeriana-la-pianta-amica-del-sonno). Ma i successi letterari e teatrali d Cechov non fermano la sua **attività professionale**.

Nel 1892 proprio quando le sue condizioni fisiche minate dalla **tbc** divengono più gravi, presta la sua preziosa opera di assistenza medica ai contadini di **Melichovo**, il villaggio dove si è ritirato durante una grave [Epidemia](https://www.paginemediche.it/glossario/epidemia) di **colera**, pur disponendo di mezzi a dir poco risibili: “*Per venticinque villaggi ho un solo clistere, non un termometro, e appena mezza libbra di acido fenico*”.

Nel frattempo le sue condizioni fisiche **peggiorano**. La notte del **3 luglio 1904** la moglie gli mette una **borsa di ghiaccio** sul petto, ma lui, da buon medico, riesce a sentenziare: “*Sul petto vuoto non si mette il ghiaccio!*”.

Poi incarica uno **studente**presente di andare a prendere una **bombola di [Ossigeno](https://www.paginemediche.it/glossario/ossigeno)**; ma subito dopo aggiunge: “*No, lascia stare, tanto morirò prima che tu sia tornato*”. Aveva solo **quarantaquattro**anni.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
