# Madame Curie e la radiologia

> Marie Curie si è distinta per i suoi studi sui raggi X e sulle potenzialità diagnostiche e terapeutiche di una nuova sostanza, il radio.

- **Pubblicato:** 2014-01-14
- **Aggiornato:** 2019-04-05
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Fu l'8 novembre del 1895 che per la prima volta si capì quale utilizzo poteva essere fatto dei **raggi X**(chiamati così dal suo stesso scopritore) a scopo diagnostico.

Questa intuizione fu dovuta alla decisione di un medico, **Wilhelm Conrad Röntgen**, di condurre un esperimento, fondato sulle conoscenze dell'epoca in materia di radiazioni. Si sapeva, infatti, che le **lastre fotografiche**, lasciate accanto ai tubi catodici, assumevano un aspetto 'annebbiato' quando i tubi erano attraversati da elettricità.

Röntgen scoprì che gli oggetti metallici non lasciano passare le **radiazioni**, le quali invece riescono molto bene ad **attraversare il legno**, la carta ed altri materiali. Ma la cosa più sorprendente era che, se al posto del legno viene interposto un **arto**, questo appare come trasparente, lasciando però vedere l'intera sua struttura ossea.

 L'anno dopo **un altro medico** si interessò alle potenzialità dei raggi X, **Henri Becquerel**; egli scoprì che i composti di uranio hanno gli stessi effetti, ma in modo permanente, di quelli che i tubi catodici provocano sulle lastre fotografiche in modo temporaneo.

Tutta questa frenesia intorno ai [Raggi x](https://www.paginemediche.it/glossario/raggi-x) suscitò l'interesse di **Marie Curie**, una studentessa di fisica di origine polacca, moglie del fisico francese **Pierre Curie**. Proprio insieme al marito, Marie Curiecomincia a dedicarsi intensamente allo studio della radioattività, concentrandosi principalmente su un composto, la *plechbenda*, che si dimostra essere addirittura 4 volte più radioattivo del minerale allo stato puro.

 La ricerca dei Curie richiederà circa 4 anni, ma infine i due coniugi riusciranno ad isolare meno di un grammo di una nuova sostanza, chiamata **radio**, da tonnellate e tonnellate di plechbenda. Il **nuovo materiale scoperto** è fortemente instabile, poiché emette tre tipi diversi di radiazione, ed ognuno di essi viene **contrassegnato**da una lettera dell'alfabeto greco: alfa, beta, gamma.

 Il premio **Nobel**per queste ricerche arriva nel 1903 ed è equamente diviso tra Becquerel, Pierre e Marie Curie. Ma gli studi non si fermano; Pierre Curie, convinto delle grandi potenzialità anche in campo terapeutico, espone per la prima volta il proprio [BRACCIO](https://www.paginemediche.it/glossario/braccio) all'azione del radio.

Quello che ne deriva è una **scottatura**che lascia una cicatrice grigiastra, segno di una lesione del derma profondo. Tuttavia, si scopre che il trattamento è in grado di sconfiggere malattie come il [Lupus](https://www.paginemediche.it/glossario/lupus) ed alcune forme di cancro. L'entusiasmo è enorme, anche perché in quel momento ancora non se ne conoscono gli effetti negativi.

Nel 1911 il secondo **Nobel per la chimica** va a Marie Curie, rimasta vedova 5 anni prima a causa di un incidente stradale. Durante la guerra, Marie sospenderà le sue ricerche sulla **radioattività**per offrire il suo sostegno alle milizie, organizzando un servizio di diagnostica militare.

Terminata la guerra, Marie riprenderà i suoi studi sulle **potenzialità****diagnostiche e terapeutiche del radio** e continuerà per tutta la vita, anche quando saprà qual è il rischio che sta correndo: morirà nel 1934 di **anemia perniciosa aplastica**, accelerata dall'inefficienza del midollo osseo, alterato dalla troppo lunga esposizione alle radiazioni.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
