# Tarantolismo: una patologia secolare

> Il tarantolismo ancora oggi non ha una definizione ben precisa. In passato si credeva che fosse causato dal morso della tarantola.

- **Autore:** Dr. Luciano Sterpellone (Specialista in Patologia clinica)
- **Pubblicato:** 2011-01-19
- **Aggiornato:** 2020-02-03
- **Tag:** 574,51,68,589,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/benessere/storia-della-medicina/tarantolismo-una-patologia-secolare

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Ancora nel 1930 un autorevole **Dizionario medico** definiva il 'tarantolismo' (o 'tarantismo') una “*sorta di [Neuropatia](https://www.paginemediche.it/glossario/neuropatia) convulsiva a ricorrenza epidemica, descritta per la prima volta presso Taranto nei secoli XV- XVI, raggiungendo l’acme nel XVIII; si credeva fosse provocata dal morso della tarantola, ma in realtà sembra sia trattato di còrea, di natura isterica*”.

A dire il vero nemmeno oggi si riesce a darne una **definizione ben precisa**; né si sa se l’indicazione del fenomeno (**particolarmente diffuso in Puglia**) derivi dal nome della città di Taranto o da quello della **tarantola**, il cui morso si credeva provocasse uno **stato di profondo torpore e languore**, interpolato da accessi convulsivi, che poteva condurre al **letargo**e anche alla morte.

La sola... **terapia**considerata valida anche dai medici era una **musica-danza in 3/8 o in 6/8**, che evocava il nome della tarantola: la **tarantella**. Una **musica ripetitiva** sino all’ossesso, progressivamente accelerata e ritmata dal **tamburello**, suonata da uno strumento (**flauto, violino, arpa**) selettivamente scelto per ogni singolo 'caso'.

Alle prima battute l’ *'attarantolato'* (di solito una ragazza), che era rimasto sino a quel momento pressoché **immobile**, cominciava ad accennare a dei **movimenti di danza**, che divenivano sempre più **articolati e frenetici**, sino a continuarsi per ore.

Da notare che ancor prima della **tarantella**, esisteva allo scopo una **forma musicale** pressoché simile, detta **pizzica**(si rifaceva alla parola 'pizzica', il morso della tarantola), musica detta anche **pizzica tarantata**, ugualmente sfrenata e coinvolgente, il cui è [Timo](https://www.paginemediche.it/glossario/timo) originale è difficile stabilire, essendo il rito alquanto diffuso anche in **Sardegna**e in **Spagna**.

Questo si svolgeva secondo **varie fasi ben stabilite**: nella prima il genere di movimenti della 'paziente' denunciava il tipo di tarantola responsabile del morso ('libertina', 'triste e muta', 'd’acqua', 'tempestosa'); nella seconda, l’attarantolata continuava nei suoi movimenti **attratta**morbosamente da un particolare **colore del vestit**o di un astante, corrispondente a quello della **tarantola**responsabile del veleno.

Seguiva una fase 'corèica' o 'saltatoria', con movimenti epilettoidi 'di possessione' o particolari posizioni e **atteggiamenti**che mimavano quelli della tarantola stessa. Il rituale (di cui esistevano ovviamente diverse **varianti**) terminava quando la **vittima**calpestava simbolicamente la tarantola, segno dell’avvenuta **guarigione**.

Il tutto sotto la sapiente 'regìa' di un... **direttore di scena**. Il fenomeno del tarantolismo è andato via via estinguendosi **nell’ultimo secolo**, sopravvivendo in ristrette zone del **Centro-sud** con riti molto abbreviati e semplificati.

Al tempo, anche i **medici**attribuivano i disturbi del 'paziente' al morso della tarantola, e a loro avviso le **contorsioni**della danza servivano per liberare il corpo dal **veleno**da essa inoculato. Solo dopo la **seconda metà dell’Ottocento** si cominciò a pensare a un possibile forma di **isteria**, data la prevalenza nelle 'giovani vezzose forosette'.

E autorevoli **psichiatri**affermarono testualmente che "*queste pallide e insoddisfatte donzelle si mostrano attarantolate per nascondere una più grande ferita che fa delirare*”.

 

**Fonti:**

- **G. Jacovelli**: La Puglia nell’evoluzione del pensiero medico. Ed. Stampasud, Taranto, 1984

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
