# Ansia e fobia sociale: che cosa fare?

> Gli avatar e la realtà virtuale possono essere un valido aiuto contro il senso di inadeguatezza.

- **Autore:** MFL 
- **Pubblicato:** 2013-07-25
- **Aggiornato:** 2015-04-28
- **Tag:** 62,547
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/ansia-e-fobia-sociale-che-cosa-fare

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In quest’epoca di grande incertezza, sono sempre più diffusi i disagi legati alle **difficoltà di instaurare rapporti sociali e interpersonali** soddisfacenti. Disagi che in qualche caso si trasformano in vera e propria **[Ansia](https://www.paginemediche.it/glossario/ansia) sociale**. In questi soggetti potrebbe venire in aiuto la **realtà virtuale.**

Alcuni ricercatori dell’Università di East Anglia hanno utilizzato una **nuova tecnologia di imaging** per testare il comportamento sociale di sei volontari in diversi contesti. I partecipanti erano afflitti da forme serie di [Ansia](https://www.paginemediche.it/glossario/ansia) sociale: il piccolo esperimento ha dimostrato che all’interno di scenari virtuali queste persone erano maggiormente capaci di socializzare, mantenere il contatto visivo e interagire con gli altri.

Lina Gega, della Norwich Medical School e autrice dello studio, ha spiegato che "*le persone con [Ansia](https://www.paginemediche.it/glossario/ansia) sociale hanno paura di attirare l'attenzione su se stessi e di essere giudicate negativamente dagli altri in situazioni sociali: molti evitano del tutto i luoghi pubblici e occasioni sociali, oppure usano precise strategie per tenere sotto controllo l’ansia, come ad esempio l’assenza di contatto visivo*".

Comportamenti di sicurezza che però sortiscono l’effetto contrario e attirano l’attenzione degli altri, aumentando il **senso di inadeguatezza** e l’ansia. I ricercatori hanno **creato più di cento scenari virtuali diversi** - dal mezzo di trasporto pubblico al bar, dallo shopping alla chiacchierata con uno sconosciuto in una galleria d’arte – e hanno chiesto poi ai soggetti di prendere parte a questi **scenari virtuali**, mentre la loro immagine veniva proiettata su un grande schermo sul quale potevano vedersi.

Gli ambienti virtuali hanno incoraggiato i partecipanti a chiacchierare, mantenere il contatto visivo e resistere ad un classico comportamento di sicurezza, come ad esempio guardare fisso il pavimento oppure essere ipervigile.

Non solo, la possibilità di poter provare e riprovare la propria esperienza all’interno dei contesti sociali virtuali ha permesso ai partecipanti di '*fare pratica*' e di notare un proprio comportamento ansioso, e quindi di provare a modificarlo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista *Cyberpsychology, Behaviour and Social Networking.*

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
