# Arriva ufficialmente in Italia la pillola abortiva RU 486

> Via libera alla pillola abortiva. Anche in Italia viene commercializzata la RU 486 che consente un'interruzione di gravidanza farmacologica.

- **Autore:** Dr. Alessandro Bovicelli (Specialista in Ginecologia e ostetricia)
- **Pubblicato:** 2009-12-30
- **Aggiornato:** 2015-07-23
- **Tag:** 27,281,582
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/arriva-ufficialmente-in-italia-la-pillola-abortiva-ru-486

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Il viaggio della **pillola abortiva RU486**per approdare in Italia si è finalmente concluso.

L’ultimo capitolo della lunga e complicata storia di questa pillola, che permette una interruzione di**gravidanza farmacologica** ed evita l’**intervento chirurgico**, si era aperto nel luglio scorso quando l’AIFA, (l’Agenzia Italiana del Farmaco) aveva disposto la commercializzazione della pillola e quindi di fatto la sua introduzione nella pratica clinica.

Il Senato aveva risposto con l’istituzione di una Commissione per realizzare una indagine conoscitiva sul farmaco e questa Commissione ha presentato nelle scorse settimane un documento nel quale si chiedeva all’AIFA di specificare che l’utilizzo della pillola**RU486** deve avvenire esclusivamente all’interno delle mura ospedaliere in regime di ricovero ordinario.

Il**Ministro Sacconi** ha fatto proprie le indicazioni della Commissione e ha chiesto, tramite una lettera al presidente dell'AIFA **Sergio Pecorelli**, di sottolineare che “*la specialità Mifegyne, nota anche come pillola RU486, possa essere utilizzata per uso abortivo, in compatibilità con la legge 194, solo se l'intera procedura abortiva, e fino all'accertamento dell'avvenuta espulsione dell'embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario nelle strutture sanitarie indicate dall'art. 8 della suddetta legge*”.

**E L’Aifa cosa ha risposto?**

Ha specificato che la delibera che regola l’arrivo della pillola in Italia ''*è pienamente coerente con l'esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero'' e ''rimette al Ministro ed alle autorità competenti l'emanazione dei provvedimenti applicativi*”.

Come a dire, la legge esiste e spetta a Regioni e istituzioni farla rispettare. Dopodichè l’AIFA ha proceduto alla pubblicazione sulla **Gazzetta Ufficiale** dell’approvazione della pillola, che costerà al pubblico 33 euro a compressa e che va assunta entro la settima settimana di gestazione in associazione con un analogo delle [Prostaglandine](https://www.paginemediche.it/glossario/prostaglandine).

Proprio sulla Gazzetta si legge chiaramente che l’intera procedura – dall’assunzione all’espulsione del [Feto](https://www.paginemediche.it/glossario/feto) – va eseguita in ospedale “*sotto la sorveglianza di un medico del servizio ostetrico ginecologico cui è demandata la corretta informazione sull'utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui rischi connessi, oltre all'attento monitoraggio per ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali emorragie, infezioni ed eventi fatali*”.

Le ultime battute di questa complessa vicenda sono state del**Ministro Sacconi** che ha ricordato alle regioni che il ricovero ospedaliero ordinario è obbligatorio per l’utilizzo della pillola e che il **[Day hospital](https://www.paginemediche.it/glossario/day-hospital)**(praticato da anni in Paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna) è una pratica che non deve essere presa in considerazione, e meno che mai la possibilità di usare la pillola in ambito ambulatoriale (come accade, ad esempio, in Francia).

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
