# Come la crisi economica influenza lo stato psicologico

> La crisi economica pesa sullo stato psicologico e psicofisico degli italiani. L'esperto invita tutti a non restare spettatori passivi.

- **Autore:** MFL 
- **Pubblicato:** 2012-04-14
- **Aggiornato:** 2016-02-26
- **Tag:** 62,547
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/come-la-crisi-economica-influenza-lo-stato-psicologico

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**Crisi economica**, incertezza per il futuro, **pensioni**sempre più basse. Gli effetti della crisi economica si fanno sentire non solo sulle **tasche degli italiani** ma anche sul loro grado di **benessere psicofisico.**

Non passa giorno senza che le cronache raccontino di imprenditori e lavoratori che hanno scelto la **disperata strada del suicidio**, ridotti in fallimento e incapaci di guardare con ottimismo al presente e al futuro. Dall’inizio dell’anno si contano già 23 suicidi legati alla crisi economica. E non è una novità storica. Un’indagine della **Scuola di Sanità Pubblica di Harvard**ha fatto una valutazione di quanto la crisi economica mondiale peserà sulla produzione, ma ha anche ricordato come le crisi del passato siano coincise con un aumento del tasso di [**suicidi**](https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/depressione-e-tristezza-prolungata), malattie mentali, **dipendenza da droghe e alcol.**

Non a caso Brian Cooper, primo firmatario del Rapporto britannico, esorta le istituzioni a prendere provvedimenti: **offrire sostegno psicologico** a chi ha debiti (per loro il rischio di soffrire di **[Depressione](https://www.paginemediche.it/glossario/depressione)**o **psicosi** sarebbe di 3 volte maggiore e di 4 volte quello di ritrovarsi dipendenti da alcol o sostanze stupefacenti) e aiutare chi lascia la scuola, le famiglie a basso reddito, i meno abili anche attraverso un potenziamento dei servizi di **salute mentale** a disposizione dei cittadini.

Insomma la crisi non ha effetti solo sulla produttività e sull’economia su vasta scala, ma incide profondamente nella **vita dei singoli**, minandone la fiducia, la **salute**e il benessere psicofisico al punto tale che, in certi casi, l’unica via di fuga possibile sembra essere quella di togliersi la vita. Un **preoccupante effetto domino** che gli esperti chiamano *'effetto Werther'*.

**Maurizio Pompili**, responsabile del Servizio di prevenzione del suicidio dell'**Ospedale Sant'Andrea di Roma**, conferma che in Italia non è la prima volta che una crisi economica coincide con l’incremento del tasso di suicidi: nel 1870 si registrò un lieve aumento del prezzo del pane e contemporaneamente un aumento dei suicidi in diverse zone d’Italia e d’Europa, e lo stesso trend si registrò a cavallo della **crisi del 1929.**

Attualmente **in Italia si contano circa 4mila suicidi**, 3mila dei quali riguardano gli uomini, ma spesso ad ogni suicidio corrispondono almeno 10 tentativi falliti, il che conferma che, almeno in certi casi, quello di togliersi la vita è un evento che può essere prevenuto. Tuttavia, secondo i dati resi noti nei giorni scorsi dalla Cgia di Mestre, dal 2008 al 2010 la percentuale di suicidi legati a motivi economici è aumentata del 25%, a dimostrazione che chi prende questa decisione è estremamente determinato e non riesce in alcun modo a vedere se stesso proiettato nel futuro.

Il suicidio causato da **congiunture sociali ed economiche** ci riguarda tutti e non dobbiamo restare spettatori passivi, esorta l’esperto, "*chiunque nella società dovrebbe saper cogliere i segnali d'allarme*" lanciati da una persona che medita il suicidio. Quali? Ad esempio “*chi ripete da tempo che la vita non val più la pena di essere vissuta, o mostra agitazione e [Insonnia](https://www.paginemediche.it/glossario/insonnia), o ancora trascura il proprio aspetto fisico o l'alimentazione, oppure vende beni o cose che gli sono care, come se facesse una sorta di testamento*”; ma anche **repentini e immotivati cambi d’umore** possono essere causa di allarme: “*è giusto insospettirsi anche di fronte a qualcuno che normalmente è depresso e angosciato, e poi d'un tratto sembra sereno*".

Insomma **la prevenzione comincia dal dialogo** e anche i media devono fare la loro parte: *"contro l'effetto Werther ci sono linee guida internazionali anche per i mezzi di comunicazione*", ricorda Pompili che consiglia di evitare "*titoli a caratteri cubitali e soprattutto non parlarne limitandosi a riferire la cronaca dei fatti, ma accompagnarla sempre con un messaggio di speranza"*.

 

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
