# Empatia e interazione con gli altri: quanto influenza il proprio io?

> L'interessante scoperta di alcuni ricercatori che hanno indagato sull'egocentrismo emotivo e sulla possibilità di influenzare gli altri.

- **Autore:** Health & News 
- **Pubblicato:** 2013-12-17
- **Aggiornato:** 2015-06-08
- **Tag:** 62,51,547,574,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/empatia-e-interazione-con-gli-altri-quanto-influenza-il-proprio-io

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Si chiama '*egocentrismo emotivo*' ed è un aspetto del comportamento umano che in qualche modo viene arginato dal cervello stesso. A fotografare il fenomeno è stata la studiosa **Tania Singer**, del Max Planck Institute di Leipzig, in una ricerca – alla quale ha partecipato anche l’italiana Giorgia Silani della Sissa di Trieste - che è partita dall’assunto che l’**empatia**,e anche l’**interazione con l’altro**, sono influenzati dalla percezione personale del proprio io, ma il cervello mette un freno a questo egocentrismo. Ma facciamo un passo indietro.

Quando ci relazioniamo agli altri inevitabilmente il nostro **umore**[Influenza](https://www.paginemediche.it/glossario/influenza) la percezione che abbiamo dell’altro e del suo stato emotivo. Un errore che può portare ai cosiddetti '*[BIAS](https://www.paginemediche.it/glossario/bias) egocentrici emotivi'*, che ci spingono a non vedere come sta effettivamente l’altro e a proiettare su di lui i nostri stati d’animo.

Per cercare di frenare questi **errori di valutazione** il cervello mette in atto dei precisi meccanismi che sono stati svelati grazie a questo studio, apparso su *The Journal of Neuroscience*, con delle risonanze magnetiche funzionali e una stimolazione magnetica transcranica.

Grazie a questi studi è stato possibile individuare chiaramente nel giro supramarginale destro, (ubicato dell’area parieto-temporale) la **zona del cervello che riesce a frenare l’egocentrismo emotivo**. Gli scienziati hanno coinvolto alcuni soggetti che hanno vissuto sensazioni piacevoli o spiacevoli attraverso stimoli visivi o tattili e che hanno dovuto cercare di interpretare le emozioni provate dagli altri.

Nel contempo i ricercatori hanno eseguito una risonanza magnetica per individuare i meccanismi che stanno alla base di un errore di valutazione dello stato d’animo dell’altro. I ricercatori hanno interferito con il normale funzionamento giro supramarginale destro con delle stimolazioni magnetiche transcraniche e hanno osservato che in tal modo aumentava la probabilità che il soggetto commettesse degli errori di valutazioni e delle distorsioni egocentriche. Il che conferma il ruolo importante svolto da questa precisa area del cervello nel frenare i meccanismi di egocentrismo.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
