# Numero di cesarei: l'Italia è maglia nera

> In Italia il numero dei parti cesarei è aumentato in modo preoccupante. Sul banco degli imputati le paure dei medici e quelle delle mamme.

- **Autore:** MFL 
- **Pubblicato:** 2010-02-22
- **Aggiornato:** 2016-03-22
- **Tag:** 27,281,582
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/numero-di-cesarei-l-italia-e-maglia-nera

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Il dibattito è infuocato e vede schierati, da un lato, i sostenitori del **parto vaginale** ad ogni costo e, dall’altro, quelli che considerano il **[Parto cesareo](https://www.paginemediche.it/glossario/parto-cesareo)**un modo sicuro e rapido per far nascere un bambino.

L’**Organizzazione Mondiale della Sanità**indica nel 15% il tetto massimo di **parti cesarei** per ogni Paese e ricorda che il taglio cesareo resta un **intervento chirurgico** a tutti gli effetti, associato un maggiore rischio di mortalità per mamma e bambino, nonché di complicanze.

L’Italia detiene la **maglia nera**per il numero di**parti cesarei**: la media nazionale si attesta sul 40%, nonostante il Ministero abbia fissato al 20% il tetto massimo nazionale, ma in alcune regioni sembra che si partorisca solo con un cesareo.

In Campania, ad esempio, la percentuale arriva addirittura al 70%. Ma come si spiega questo trend?

Le cause che fanno propendere per un cesareo sono diverse: dal punto di vista dei medici un**[Parto](https://www.paginemediche.it/glossario/parto) cesareo** è rapido, indolore e può essere fissato nella propria agenda risolvendo difficoltà logistiche e organizzative, nove medici su dieci dichiarano che un cesareo viene scelto soprattutto per evitare complicazioni di tipo **medico-legale**; le donne spesso scelgono di partorire con un cesareo perché hanno paura del parto, del travaglio e del [Dolore](https://www.paginemediche.it/glossario/dolore), recenti dati rendono noto che il 27% dei cesarei viene praticato dietro diretta richiesta della madre senza che sussistano motivazioni cliniche.

Insomma, spesso un cesareo viene scelto perché almeno apparentemente sembra essere meno complicato, meno doloroso e meno rischioso di un travaglio dalla durata imprecisata. L’**Istituto Superiore di Sanità** ha deciso di agire e ha promosso le **Linee Guida sul Taglio Cesareo**, un documento destinato a medici e donne che intende non solo dare i numeri del fenomeno ma anche aiutare le future mamme a fare una scelta consapevole e informata.

Nel documento si legge, ad esempio, che la donna deve essere aiutata ad affrontare la **paura del dolore** con appositi strumenti di **supporto psicologico**, che la richiesta materna di un taglio cesareo senza che vi siano **motivazioni cliniche** non va assecondata e che il medico può rifiutarsi di fare un **cesareo programmato** (alla donna resta l’opportunità di accedere a un secondo parere); si legge, inoltre, che le donne devono ricevere la maggiore informazione possibile sul **parto cesareo** e devono poter scegliere di partorire spontaneamente e hanno facoltà di ricevere un secondo parere nel caso in cui il ginecologo decida per un taglio cesareo, anche se di urgenza.

L’obiettivo è quello di ridurre il numero di **parti cesarei** e allinearsi quanto più possibile alle indicazioni fornite dall’**OMS** e dal**Ministero della Salute**.

Il punto centrale, però, resta quello dell’accesso all’**anestesia epidurale**. Se le donne potessero partorire con l’epidurale in tutti gli ospedali di tutte le Regioni forse si riuscirebbe rapidamente ad abbattere il numero di cesarei praticati. Invece quella dell’epidurale resta un’annosa questione: solo il 35% degli ospedali italiani la pratica e una minima parte di essi mette a disposizione delle partorienti un anestesista 24 ore su 24.

**ALTRI CONTENUTI DA CONSULTARE:**

- Parto
- Taglio cesareo
- L'ostetricia nei secoli

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
