# Nuovi esami del sangue per la diagnosi prenatale

> I nuovi test del sangue analizzano il Dna fetale e promettono esami meno invasivi. Come funzionano e quali sono i rischi?

- **Autore:** Health & News 
- **Pubblicato:** 2014-04-16
- **Aggiornato:** 2017-03-03
- **Tag:** 27,281,267,582
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/nuovi-esami-del-sangue-per-la-diagnosi-prenatale

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Mettere a punto **esami poco invasivi** che permettano, sin dalle prime settimane di gestazione, di**individuare con certezza alcune delle principali anomalie cromosomiche** è una delle grandi sfide della [**medicina prenatale**](http://www.paginemamma.it/it/573/gravidanza/controlli-ed-esami/detail_136372_test-per-la-diagnosi-prenatale.aspx?c1=60&c3=8464). E negli ultimi anni si sono diffuse **tecniche sempre più sofisticate** che mirano ad analizzare il **Dna fetale** che circola nel [Sangue](https://www.paginemediche.it/glossario/sangue) materno.

Questi [Esami del sangue](https://www.paginemediche.it/glossario/esami-del-sangue) riescono a rilevare la trisomia 18, la trisomia 21 ed altre anomalie cromosomiche sin dalle prime settimane di gravidanza, senza rischi per il feto o la gestante.

**Come funzionano questi test?** Alla donna incinta viene fatto un semplice prelievo di sangue nelle prime settimane di gestazione e in laboratorio viene esaminato il [DNA](https://www.paginemediche.it/glossario/dna) delle cellule fetali che si trovano in circolo nel sangue materno.

Alcuni studi condotti presso il **King’s College di Londra** hanno mostrato che questo test riesce a rilevare le trisomie con un tasso di falsi positivi tra lo 0,1% e il 3,4% se comparato con il test combinato che si esegue alla dodicesima settimana. Questi esami sono attualmente disponibili in Italia privatamente e hanno un costo non proprio sostenibile, ma rappresentano senza dubbio un’interessante passo avanti nella medicina prenatale. Tuttavia è importante ricordare che **i risultati di questi test vanno sempre confermati con un’amniocentesi**.

Il ginecologo Claudio Giorlandino, nei giorni scorsi, ha lanciato un allarme da non sottovalutare: questo tipo di esami comporterebbe un alto numero di falsi positivi e in certi casi le donne sarebbero state indirizzate direttamente verso l’interruzione di gravidanza invece che verso un approfondimento della situazione.

Questa la risposta dei genetisti: ''*l'analisi del DNA fetale da sangue materno è impiegata a livello internazionale, nella pratica di routine diagnostica prenatale, da circa 3 anni (da oltre 1 anno in Italia). Ad oggi sono stati eseguiti centinaia di migliaia di tali test*”, hanno spiegato in una nota, ribadendo che numerosi studi pubblicati su riviste internazionali hanno dimostrato che “*l'analisi del DNA fetale da sangue materno è un test affidabile, che ha una precisione del 99% (addirittura del 99.9% per [la trisomia del cromosoma 21 o](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/sindrome-di-down)****[Sindrome di Down](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/sindrome-di-down)***”.

Resta indubbia la necessità di confermare con tecniche di diagnosi prenatale invasive eventuali risultati positivi.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
