# Protesi Pip: i numeri in Italia

> Secondo i dati resi noti dalle Regioni, sono più di 4500 le protesi Pip impiantate in Italia. Il Ministero invita le donne a controllarsi.

- **Autore:** MFL 
- **Pubblicato:** 2012-02-22
- **Aggiornato:** 2015-06-06
- **Tag:** 14
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/protesi-pip-i-numeri-in-italia

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Ad inizio anno il **Ministero della Salute** aveva chiesto alle Regioni di fare un censimento sul numero di **protesi Pip** impiantate in Italia tra il 2001 e il 2010. L’obiettivo era quello di valutare l’entità del fenomeno e stabilire una modalità unica di intervento a livello nazionale.

Oggi i dati conclusivi rendono noto che **sono state impiantate 4525 protesi** e il Ministero, in accordo con le Regioni, invita tutte le donne portatrici di queste [Protesi](https://www.paginemediche.it/glossario/protesi) a rivolgersi al proprio medico o al centro dove è stato eseguito l’impianto per sottoporsi ad una **visita di controllo**.

Se i medici dovessero avere dubbi circa l’integrità e la sicurezza della **protesi**verrà presa in considerazione l’ipotesi di rimuoverla a carico del **Servizio Sanitario Nazionale** (ogni intervento costerà circa 3500 euro).

Secondo l’accordo del 9 febbraio, le Regioni dovranno**individuare i centri di riferimento**presso i quali invitare le donne per fare un controllo. Questa la procedura prevista: verrà proposta la **rimozione**della protesi alle donne con [Infiammazione](https://www.paginemediche.it/glossario/infiammazione), contrattura capsulare, sospetta rottura, rottura evidente, essudazione; la rimozione potrà essere presa in considerazione, anche in assenza di segni di danneggiamento, nel caso in cui la preoccupazione della donna sia tale da ledere il suo benessere psicologico; alle donne che manifestano preoccupazioni sproporzionate rispetto alla propria situazione verrà proposto un supporto psicologico.

Al momento solo la **Regione Toscana**, però, si è mossa nella direzione di quanto stabilito lo scorso 9 febbraio con il Ministero. Lo denunciano le associazioni dei consumatori. L'**Unione Nazionale Consumatori**, infatti, invita con una nota le Regioni a recepire "*il prima possibile il Protocollo adottato lo scorso 9 febbraio dalla Conferenza Stato-Regioni per farsi carico delle spese relative agli [INTERVENTI](https://www.paginemediche.it/glossario/interventi) di tutte le pazienti portatrici delle protesi P.I.P.*".

**E cosa ne pensano i chirurghi plastici?** L’Aicpe, associazione che riunisce un centinaio di professionisti, precisa che la rimozione va eseguita in caso di semplice sospetto di importante contrattura capsulare, sieroma, infiammazioni loco-regionali, adenopatie, lesioni evidenti o rottura franca.

Ma se non risultano evidenti queste complicanze, le protesi non andrebbero tolte: un intervento di rimozione presenta dei rischi e non è da sottovalutare nemmeno il **risultato estetico finale** (in pratica con nuove protesi il risultato potrebbe essere deludente rispetto alla situazione precedente).

Se non c’è l’urgenza di rimuovere le protesi i chirurghi consigliano alle donne di sottoporsi ad una visita di controllo ogni sei mesi.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
