# Salute delle donne: le conclusioni del più ampio studio mai realizzato

> Il Women's Health Initiative è uno studio pluridecennale condotto su più di 68mila donne: ecco alcune conclusioni a cui è giunto.

- **Autore:** Health & News 
- **Pubblicato:** 2014-07-07
- **Aggiornato:** 2018-03-16
- **Tag:** 298,27,273,281,555,569
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/salute-delle-donne-le-conclusioni-del-piu-ampio-studio-mai-realizzato

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Gli **uomini****di razza bianca** rappresentano i soggetti maggiormente coinvolti negli **studi clinici finalizzati a testare farmaci**, terapie e gli effetti di nuove scoperte in ambito scientifico. Ciò fa sì che alcune fette di popolazione non vengano adeguatamente rappresentate nei trial clinici, ad esempio i **bambini**e le **donne**.

Pensiamo alla **menopausa**. Per anni i medici hanno prescritto alle donne in [Menopausa](https://www.paginemediche.it/glossario/menopausa) un mix di ormoni estrogeni e progestinici per aiutarle a sentirsi meglio, ma nel 1991 i ricercatori del **National Institutes of Health** statunitense hanno deciso di vederci chiaro e di volere risposte più precise sulla questione e hanno avviato il più ampio studio mai realizzato sulla popolazione femminile.

Il **Women's Health Initiative** (WHI) ha visto coinvolte più di 68mila donne in menopausa che sono state divise in vari gruppi: alcune assumevano la [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) ormonale combinata, alcune solo estrogeni ed altre un placebo. Risultato: dopo 10 anni i ricercatori hanno posto fine allo studio perché era evidente che gli ormoni mettevano a rischio la salute delle donne.

E allora i ricercatori hanno continuato a portare avanti lo studio per indagare sugli effetti che altri interventi sanitari, da modifiche alimentari all’integrazione di vitamina D e calcio, potevano avere sulle donne. Le migliaia di dati raccolti in questi decenni nell’ambito del WHI sono a disposizione di scienziati e studiosi. Ecco una sintesi delle principali evidenze emerse da questo studio:

- **terapia ormonale in menopausa**: l’uso a lungo termine di estrogeni e progestinici espone ad un aumento del rischio di **cancro al seno**, **[infarto](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/infarto-miocardico)**, **ictus**, emboli anche se sembra diminuire il rischio di **tumore al colon** e **fratture all’anca** e può aumentare l’aspettativa di vita nelle donne che hanno subito un’[isterectomia](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/isterectomia). Ogni paziente ha una sua storia personale che va presa in debita considerazione prima di prescrivere una terapia ormonale.

- **Dieta**: l’alimentazione a basso contenuto di grassi fa bene ma non è sufficiente a ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari o di tumore al seno o al [Colon](https://www.paginemediche.it/glossario/colon). È indispensabile integrare una sana alimentazione con l’**esercizio fisico regolare**.

- **Integratori**: l’assunzione di calcio e vitamina D può contribuire ad aumentare la densità ossea dell’anca, ma non è sufficiente a ridurre il rischio di fratture. E nemmeno a ridurre il rischio di tumore al colon, quindi bisogna valutare se ne valga davvero la pena.

- **Zuccheri e soda**: le donne che bevevano due o più bibite gassate al giorno hanno un maggiore rischio di infarto, ictus ed altri disturbi cardiaci. Anche se i ricercatori non sono riusciti a dimostrare l’esistenza di un collegamento diretto, consigliano fortemente di limitare il consumo di zuccheri.

- **Melanoma**: se si è ad alto rischio di melanoma l’assunzione quotidiana di acido acetilsalicilico può contribuire a ridurlo del 20%. Inoltre questo farmaco offre numerosi benefici, come una protezione nei confronti di malattie cardiovascolari. Il medico valuterà la situazione di ogni paziente prima di prescrivere un’eventuale terapia quotidiana.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
