# Settimana della Moda: escluse le forme morbide

> Predicare bene e razzolare male. È quello che succede sulle passerelle quando si decide di escludere le donne dalle forme morbide.

- **Autore:** MFL 
- **Pubblicato:** 2010-10-18
- **Aggiornato:** 2015-05-22
- **Tag:** 62,275,547
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medici-online/punti-di-vista/settimana-della-moda-escluse-le-forme-morbide

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Il Manifesto Nazionale di autoregolazione della **moda italiana** contro l’**anoressia** porta la firma di **Giovanna Melandri**, all’epoca Ministro per le Politiche Giovanili, e dei massimi esponenti della  Camera  Nazionale della Moda.

Era il 2006 e l’obiettivo di questa iniziativa era soprattutto quello di combattere il modello di una **donna anoressica** in favore di un “modello di bellezza sano, solare, generoso”.

Solo l’anno scorso **Elena Mirò**, l’azienda di moda che produce soprattutto abiti per donne dalle **forme più morbide**, venne ufficialmente invitata ad aprire con la sua sfilata il calendario della Settimana della Moda. Un messaggio forte, si disse, contro i disturbi alimentari e l’[Anoressia](https://www.paginemediche.it/glossario/anoressia) e in favore di un nuovo modello di **bellezza** femminile.

Eppure nel giro di poco più di qualche mese molto sembra essere cambiato visto che proprio Elena Mirò è stata esclusa dal **calendario** di sfilate ufficiali della **Settimana della Moda** che si è appena chiusa a **Milano**.

La nota azienda di moda ha quindi organizzato una propria sfilata **fuori dal circuito ufficiale** e gli abiti indossati da donne decisamente lontane dal modello imperante sulle **passerelle**, eppure bellissime, solari e dalle seducenti forme generose, hanno riscosso grande successo.

L’esclusione della sfilata di Elena Mirò dal calendario ufficiale è stata motivata dalla Camera della Moda con un laconico “non rappresenta il **prêt-à-porter**” e il presidente **Mario Boselli** ha liquidato la questione dicendo che “*non è  in sintonia con i canoni della settimana della moda*”.

Il motivo di questa esclusione resta oscuro e sembra incomprensibile se si leggono i dati relativi alla fetta di emirato composta da **donne formose** (35 donne italiane su 100 vestono una taglia over 48), ma non si può non pensare che alla fine, dopo tanto parlare e tante campagne informative destinate alle giovanissime, sulle **passerelle** italiane continuino a sfilare soltanto modelle **taglia 38** e che il modello al quale le **teenager** attingono durante la loro crescita sia sempre quello di una magrezza ai limiti del rischio.

D’altra parte la scelta di escludere Elena Mirò e le sue modelle dalle forme generose va in **controtendenza** con ciò che è accaduto durante la Settimana della Moda: nel parterre [VIP](https://www.paginemediche.it/glossario/vip) delle sfilate si è seduto un team di *“sentinelle”*, assoldato dall'Assessorato alla Salute del Comune di Milano, che ha avuto il compito di segnalare gli stilisti che portavano in passerella modelle davvero **troppo magre** e nel corso della Settimana lo stesso Assessore alla Salute ha lanciato l’iniziativa *“Food is Fashion and Health”* (il cibo è trendy e salutare) che ha visto distribuire a tutti gli operatori del settore una borsa in cotone con cibi amici della salute:  mele, grana, pasta, olio extravergine d’oliva, cioccolato.

Ma forse si tratta di ben poca cosa se si leggono i numeri relativi ai **disturbi del comportamento alimentare**: anoressia  e bulimia colpiscono tre milioni di persone in Italia, si stanno diffondendo anche tra **over 40** e tra i bambini tra i 10 e i 14 anni ed è solo di pochi giorni fa la notizia di una **sedicenne inglese** che nemmeno un anno fa si era messa a dieta per togliere qualche chilo di troppo ed è morta per un attacco cardiaco, un [Cuore](https://www.paginemediche.it/glossario/cuore) che non reggeva più un piccolo corpo trasformato in **scheletro**.

**ALTRI CONTENUTI DA CONSULTARE:**

- Denutrizione
- Che fatica l'adolescenza!

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
