# Adenoma epatico: che cos'è?

> L'adenoma epatico è un tumore raro e benigno del fegato che colpisce soprattutto le donne, in relazione all'uso di contraccettivi orali.

- **Pubblicato:** 2009-11-18
- **Aggiornato:** 2019-04-16
- **Tag:** 297,24,317,281,43,555,564
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/adenoma-epatico-che-cos-e

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## Epidemiologia e Patogenesi

L’**adenoma epatocellulare** rappresenta un **tumore benigno** estremamente raro: la sua [Prevalenza](https://www.paginemediche.it/glossario/prevalenza) è infatti dello 0,001% . Interessa nel 90% dei casi soggetti di **sesso femminile**, in età fertile. La prevalenza dell’adenoma aumenta in relazione all’uso di **estroprogestinici**. Esiste una correlazione tra il manifestarsi dell’adenoma, la dose assunta e la durata complessiva del trattamento.

Il rischio di sviluppare un [Adenoma](https://www.paginemediche.it/glossario/adenoma) epatocellulare è tanto maggiore quanto più lungo è il tempo di assunzione di contraccettivi orali (in particolare se superiore a 5 anni), e quanto maggiore è il dosaggio della pillola. L’incidenza di questa lesione è oggi in netta diminuzione in seguito alla diffusione di estroprogestinici a dosaggi estremamente bassi.

In ogni caso, quando si scopre una lesione sospetta per adenoma, è necessaria la sospensione della pillola, sufficiente a volte a determinare la regressione dell’adenoma, che tuttavia è molto lenta e quasi mai completa.

La gravidanza può causare, per la **stimolazione ormonale** che induce, un incremento sia della velocità di accrescimento che del rischio di **complicanze emorragiche**.

## Sintomatologia

La maggioranza degli adenomi può causare una sensazione di dolorosa **tensione cronica** a carico dell’ipocondrio destro o dell’epigastrio, la cui frequenza e intensità è correlabile con le dimensioni della lesione.

È inoltre possibile la comparsa di manifestazioni dolorose acute, secondarie a**fenomeni regressivi intratumorali**o a **emorragie intralesionali**.

L’emorragia rappresenta comunque l’evento più frequente nel corso dell’evoluzione spontanea dell’adenoma epatico: si verifica difatti nel 50-60% delle lesioni osservate, il più delle volte come emorragie intratumorali, più raramente come rottura dell’adenoma in addome e conseguente emoperitoneo.

Tale evento è spontaneo, cioè non risulta correlabile con traumi o**manovre iatrogene**, e improvviso, senza segni premonitori né elementi clinici o epidemiologici predittivi.

Esiste tuttavia una correlazione tra volume dell’adenoma e rischio di sanguinamento, che difatti risulta maggiore nelle lesioni con diametro superiore a 10 centimetri. Il persistere dell’assunzione di estroprogestinici dal momento della diagnosi rappresenta un altro elemento di aumentato **rischio emorragico**. Al contrario, la sospensione della terapia determina un arresto di crescita e in alcuni casi anche una lenta riduzione dl volume dell’adenoma.

## Diagnosi

In presenza di un **adenoma epatico** l’ecografia mostra in genere una voluminosa formazione nodulare, a ecostruttura disomogenea per la presenza di **aree emorragiche** e**regressive**.

L’**eco-doppler** evidenzia la ricca vascolarizzazione della lesione, senza identificare particolari comportamenti dei flussi ematici.

L’**angiografia selettiva epatica** mostra aspetti scarsamente specifici. La sua utilizzazione, più che a fini diagnostici è riservata ai rari casi nei quali c’è indicazione all’embolizzazione preoperatoria (rottura ed emorragia).

## Terapia

La**diagnosi** di [Adenoma](https://www.paginemediche.it/glossario/adenoma) rappresenta un’indicazione chirurgica assoluta per diversi motivi: nella grande maggioranza dei casi si tratta di**lesioni sintomatiche**, che si associano a un elevato rischio di **complicanze emorragiche** e di **trasformazione maligna**.

L’intervento chirurgico può risultare complesso per le dimensioni cospicue che queste formazioni abitualmente raggiungono e per la loro ricca vascolarizzazione.

L’asportazione di un voluminoso adenoma epatico può comunque rappresentare un**atto chirurgico complesso**. Le complicanze peri e postoperatorie sono, come in ogni intervento di chirurgia maggiore, strettamente collegate con l’età e le condizioni cliniche del paziente, con la complessità e alla durata del procedimento e con l’entità delle **perdite ematiche**.

 

**A cura del Prof.**[**Gennaro Nuzzo**](http://www.policlinicogemelli.it/rep/?o=d&hw=5&idp=12371)
 [**Dirigente Medico responsabile di Struttura Complessa
 Chirurgia generale ed epatobiliare (UOC)**](http://www.policlinicogemelli.it/rep/?o=r&hw=5&id_reparto=589)
 [**Policlinico Gemelli**](http://www.policlinicogemelli.it/area/)

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