# Disturbo d'Ansia Generalizzato: che cos'è e come riconoscerlo

> L'ansia generalizzata si manifesta senza un apparente motivo, e non passa nel tempo a venire.

- **Autore:** Dr.ssa Grazia Aloi (Specialista in Psicologia e Psicologia clinica)
- **Pubblicato:** 2016-01-27
- **Aggiornato:** 2017-06-28
- **Tag:** 61,547,575,598
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/disturbo-d-ansia-generalizzato-che-cos-e-e-come-riconoscerlo

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In letteratura e in pratica clinica vi è una tassonomia (classificazione, nomenclatura) dei disturbi d'ansia a volte poco attenta a causa della possibile comorbilità con altre patologie e a causa delle similitudini di parecchi sintomi nelle differenti forme dei vari disturbi d'ansia.

 Ciò è fonte di almeno tre rischi:

- **il primo, più generico, è che si somministrino farmaci non specifici per quel  “tipo” di ansia**, ma che ci si soffermi sull'abbinamento antidepressivo – generalmente di tipo SSRI (inibitore della ricaptazione della serotonina) -  e ansiolitico, a volte al bisogno
- **il secondo rischio è che si indaghi poco sugli aspetti di personalità**e quindi su quel “tipo” di persona affetta da uno specifico disturbo d'ansia
- **il terzo è che ai Disturbi d'Ansia non sia riservato lo spazio nosografico** (ossia di descrizione della malattia) che essi meritano.

**Questo è un serio problema di iatrogenesi** (vale a dire un errore, una negligenza di prescrizione o di diagnosi) che porta con sé aspetti sociali non indifferenti (il 50% della popolazione mondiale ha avuto almeno una [Diagnosi](https://www.paginemediche.it/glossario/diagnosi) per disturbo d'ansia nel corso della vita).

 Da un punto di vista funzionale, occorre ricordare che l'alterazione, la disfunzione cerebrale interessata è quella dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, ossia - in breve -  l'asse ormonale che mette in relazione le strutture limbiche, l'ipotalamo e l'ipofisi con il surrene per il rilascio di cortisolo che - se elevato - comporta espressioni comportamentali legati all'ansia. 

 Infatti, **eventi ansiogeni prolungati comportano gli stessi effetti delle modificazioni depressive**, ossia riduzione di neurotrasmettitori quali la [Serotonina](https://www.paginemediche.it/glossario/serotonina) e la noradrenalina ma anche e soprattutto l'iperattivazione dell'asse suddetto, con aumento significativo, appunto, dell'ormone cortisolo nel sangue, necessario per contrastare o favorire la risposta davanti all'improvviso cambiamento di situazione.
 Questo dato, inconfutabile, dovrebbe meglio indirizzare sulla prescrizione farmacologica.

 Inoltre, sarebbe opportuno tener conto del paradigma “diatesi – stress”, cioè dell'interazione tra la predisposizione alla nascita di un certo disturbo (diatesi, che comporta anche aspetti di personalità) e le condizioni esistenziali perché esso si manifesti (che comporta aspetti affettivi-emotivi).

 A riprova dell'importanza delle caratteristiche di personalità coinvolte nei Disturbi d'Ansia, il DSM 5 – oltre alla [classificazione vera e propria dei Disturbi d'Ansia](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/disturbi-d-ansia-che-cosa-sono-e-che-cosa-fare) prevede le seguenti categorie a se stanti:

- Disturbo di Personalità Evitante (ossia Disturbi Fobici) 
- Disturbo di Personalità Ossessivo-compulsivo

Nella buona pratica clinica, per una corretta indicazione terapeutica è necessario attenersi ad almeno questi criteri:

- **indagare capillarmente sulla natura del disturbo d'ansia**, secondo tutte le indicazioni ricavabili da attenta anamnesi e da attento ascolto della descrizione dei sintomi
- **effettuare un quadro il più attendibile possibile della personalità del paziente**
- **comprendere il senso soggettivo di ansia** descritto dal paziente
- **osservare lo stile di vita e le compromissioni**, ove vi siano, delle relazioni lavorative e sociali
- **porsi in un empatico ascolto della sofferenza del paziente** e in stretta collaborazione tra psichiatri e psicoterapeuti per verificare la capacità di tollerare una psicoterapia, il più delle volte assolutamente necessaria in associazione o in sostituzione a quella farmacologica con remissione delle acuzie  (gli antidepressivi e gli ansiolitici sono la quarta categoria farmacologica di maggior prescrizione ed in particolare tra gli ansiolitici il delorazepam è il più venduto al mondo)
- **non sottovalutare le dinamiche dei disturbi d'ansia**, classificandoli superficialmente come il “male del secolo”. 

Nella pratica diagnostica che utilizza il DSM 5, per i due disturbi d'ansia considerati a se stanti e inclusi nei disturbi di Personalità, e cioè il Disturbo Evitante ed il Disturbo Ossessivo Compulsivo, occorre attenersi ai seguenti due criteri:

 **1) Criterio A:** valutazione del livello di compromissione dei 4 “Elementi di funzionamento della Personalità, che sono:

- **Dominio del Sé**: 1) Identità di Sé – 2) Autodeterminazione
- **Dominio Interpersonale:** 3) Empatia – 4) Intimità

**2) Criterio B:** almeno due sotto-domini o tratti:

- Affettività Negativa (labilità emotiva, ansietà)
- Distacco (evitamento).

Occorre inoltre attenersi alla seguente struttura gerarchica:

- **Disturbo di Personalità ansioso-evitante:**Spettro dei Disturbi Internalizzanti (ossia di “ripiegamento” su se stessi)
- **Disturbo ossessivo-compulsivo:** Spettro dei Disturbi Nevrotici.

**Indipendentemente dalla modalità diagnostica, si evidenzano la necessità e l'utilità di ben differenziare i vari tipi di disturbi d'ansia al fine di somministraare ed indicare la terapia  più adatta.**

## Disturbo d'Ansia Generalizzato (Generalized Anxsiety Disorder: GAD)

Si tratta sicuramente del disturbo d'ansia apparentemente più facile da diagnosticare. Ma non è così, perché **i segni e i sintomi portano a pensare molto più facilmente ad una diagnosi di Depressione Reattiva** e, pertanto, a volte è così curata.
 **L'ansia generalizzata si manifesta senza un apparente motivo**, anche da un giorno all'altro ma non passa nel tempo a venire, anzi, **diventa uno stato d'animo “spaventato”.** La persona normalmente in grado di gestire la comune [Ansia](https://www.paginemediche.it/glossario/ansia) che il vivere chiama a tollerare, improvvisamente non lo è più e tutto diventa fonte di preoccupazione e di soffocamento paralizzante. La persona “non sa perché”: sa solo che non può fare a meno di essere “in ansia” per tutto e qualsiasi evento, anche lieve, la spaventa al punto da non riuscire a mettere in atto i più minimi rimedi protettivi. 
 **L'umore è triste perché c'è quel sentimento frustrante che toglie energia** e perché la preoccupazione e lo spavento indifferenziati e ingiustificati portano al blocco ideativo; quindi è la paura e non la perdita di interesse (come del caso della depressione) a mobilitare ogni investimento.
 **La persona si sente, in un qualunque momento della giornata o della notte, sopraffatta improvvisamente da pensieri che appaiono troppo grossi da affrontare**, perché caricati da un'ansia divenuta ormai ingestibile. Anche ansie e preoccupazioni legittime diventato insormontabili e fonte di immobilismo. **Tutto appare gigantesco, al di là delle proprie possibilità**e pure all'improvviso in momenti di calma arriva un restringimento alla gola che rende vulnerabile a tutto.
 È evidente la portata sociale e relazionale di una situazione del genere e la cascata dei comportamenti è davvero da tenere presente per chiunque sia accanto ad una persona in tali condizioni.
 Se la paura spaventa ma fa mettere in atto tutta l'allerta cerebrale, l'ansia generalizzata blocca e pietrifica talmente tanto da non riuscire a mettere in atto proprio nulla.
 Il filo da cogliere al volo è contenuto nella frase “non so perché” che generalmente viene detta: è proprio perché non si sa perché che occorre aiutare “a sapere”.
 Un tranquillante generico per il giorno e uno dei più blandi ipnoinducenti per la notte possono essere più che sufficienti, magari abbinati a qualche integratore alimentare in caso di sensibile astenia.
 Obbligatoria, invece, una psicoterapia o psicodinamica oppure comportamentale.

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> ## Vignetta clinica
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> Carla ha trent'anni; è una giovane donna molto carina, elegante e raffinata ed ha un ottimo lavoro di  traduttrice. Si definisce caratterialmente ansiosa per via della simultaneità del suo lavoro e ha sempre un po' paura di non stare al passo ma, riuscendoci sempre, la sua ansia è controllata, grazie anche all'esperienza. È in fase di preparativi per l’imminente matrimonio; il suo fidanzato è un medico tedesco, conosciuto durante un convegno. 
>  Improvvisamente, Carla “si ammala” di ansia e non riesce a fare più nulla, si sente come paralizzata e avverte che tutte le incombenze la soffocano.  Decide di rivolgersi ad uno psicanalista, perché non riesce a capacitarsi.
>  Durante i primi colloqui conoscitivi, Carla è talmente in ansia che si pone in comportamenti e atteggiamenti già visibilmente non conformi allo stile di chi cerca aiuto. È agitata, la postura è tutta tesa alla provvisorietà (busto eretto, seduta in punta di sedia, borsetta sulle gambe) come se dovesse andar via improvvisamente.
>  Questo viene colto come buon segnale predittore, perché è considerabile come atteggiamento inconscio che lì, nel setting delle sedute, avrebbe potuto trovare “qualcosa” per farla scappar via e questo la spaventa. 
>  Nel prosieguo dei colloqui è raccolta l'anamnesi, verificata la motivazione alla comprensione e al cambiamento, insieme alla capacità all'impegno e alla tolleranza della frustrazione e si propone una psicoterapia psicodinamica breve focale, ossia con un numero fisso di seduta e con l'obiettivo (focus) di fare chiarezza sulla natura dell'ansia. 
>  Già dalle prime sedute emerge che l'ansia è sì generalizzata su tutti i fronti ma**il fattore scatenante è da ricercare nella decisione di sposarsi. **
>  La terapia breve punta molto – proprio perché limitata temporalmente – sull'emersione, molto sollecitata dall'analista, delle emozioni inconsce.
>  Non c'è voluto molto a scatenare emozioni violente di tipo sessuale molto contorte ed è emerso, con l'insistenza dell'analista a procedere sulla strada della messa in scena evocativa della violenza, a scatenare il lei il motivo latente della sua ansia generalizzata: tutto in lei era diventato preoccupante  ed insopportabile da gestire a causa del ricordo di alcune scene repulsive - attraenti  del film “Il Portiere di notte” (storia molto complessa sadomasochistica tra un ex generale tedesco del SS e una ex prigioniera).
>  Attrazione-repulsione che sono state ben rimosse e sepolte nell'inconscio, ma aver dovuto stampare le partecipazioni in lingua italiana e in lingua tedesca ha acceso la miccia di una bomba tanto pericolosa quanto importante da disinnescare. 
>  Ne va di mezzo la qualità e la scelta della sessualità e la capacità di separare fatti e persone.  

Questa vignetta clinica ben dimostra sia la n**ecessità di occuparsi della persona e non solamente del sintomo**e sia quella della **difficoltà a districarsi nei meandri dell'ansia.**

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
