# Lesioni cartilaginee del ginocchio

> Le lesioni cartilaginee del ginocchio colpiscono maggiormente la popolazione anziana e sono caratterizzate da dolore e tumefazione.

- **Pubblicato:** 2007-02-06
- **Aggiornato:** 2015-03-26
- **Tag:** 57,356
- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/lesioni-cartilaginee-del-ginocchio

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[Cosa sono](#par_1) - [Sintomi](#par_2) - [Terapia](#par_3)

### Cosa sono

 Le **lesioni cartilaginee del ginocchio** rappresentano un tipo di patologia che colpisce per lo più la popolazione anziana (>65anni), poiché rappresentano l'inizio dell'artrosi. Può accadere però che uno sportivo, in seguito ad un trauma, possa riportare una lesione cartilaginea anche in età giovanile (<40 anni). [Top](#legenda)

### Sintomi

 Le lesioni cartilaginee dell'arto inferiore sono caratterizzate da dolore e tumefazione: il ginocchio tende a **bloccarsi** e a **gonfiarsi**.

 Il **dolore** (dell'articolazione interessata o della muscolatura regionale) è più intenso al mattino, si attenua con il movimento, si può riacutizzare dopo sforzo e, generalmente, si attenua durante il riposo notturno.
 La **funzionalità** articolare diventa limitata prima dal dolore, poi dagli ostacoli di natura meccanica (dovuti a frammenti cartilaginei che si liberano in articolazione) che possono impedire lo svolgimento delle normali attività.

 La lesione cartilaginea può essere estesa a buona parte del ginocchio anche nei giovani sportivi; si parlerà allora di [Artrosi](https://www.paginemediche.it/glossario/artrosi) precoce (questo quadro si verifica spesso in pazienti con lesioni legamentose trascurate per anni).
 Nel caso la lesione sia limitata ad alcuni punti la prognosi può essere favorevole ed è possibile restituire all'articolazione la sua integrità con trattamenti chirurgici, quali il [Trapianto](https://www.paginemediche.it/glossario/trapianto). [Top](#legenda)

### Terapia

 La terapia di questa patologia è chirurgica. È comunque opportuno eseguire un tentativo di **terapia conservativa** con farmaci "condroprotettori" e/o "viscosupplementazione" con infiltrazioni.

 Nel caso di artrosi diffusa in pazienti di età inferiore ai 65 anni si esegue in genere un'**osteotomia**, cioè un taglio nell'osso che modifica il carico sul ginocchio, scaricando la parte più danneggiata.

 Se il paziente ha più di 65 anni - o l'articolazione è gravemente danneggiata - ci si avvale di **impianti protesic**i che permettono la totale sostituzione dell'articolazione. Tali impianti sono metallici (titanio pregiato) ed in genere vengono cementati all'osso, specialmente in caso di un [Osso](https://www.paginemediche.it/glossario/osso) porotico, cioè debole.

 Negli ultimi anni ha avuto sempre maggior successo la mini-protesi o **protesi monocompartimentale**, cioè una piccola protesi di circa 3-4 cm che riveste solo la parte usurata e non tutto il ginocchio.

 Nel caso di sportivi al di sotto dei 40 anni si può procedere al **trapianto di cartilagine**.
 Questo intervento si esegue in tre modi: è possibile prelevare una **pasticca di cartilagine ed osso** da zone non utilizzate del ginocchio e - dopo aver rimosso la zona danneggiata - trapiantare l'innesto durante lo stesso intervento (eseguibile in artroscopia); un'altra opportunità viene dall'eseguire delle **microfratture**, cioè perforando la zona sofferente, stimolando una cicatrizzazione (e non la ricrescita della cartilagine); la terza e più complicata metodica permette di eseguire un **prelievo di cellule cartilaginee** del paziente, di farle coltivare in laboratorio e di reimpiantarle dopo circa 30-40 gg. con un secondo intervento.

 Tutte queste metodiche non hanno un risultato assicurato, che dipende in gran parte dalla capacità biologica e rigenerativa di ogni paziente. In particolare, i trapianti di cartilagine sono da sconsigliare assolutamente in pazienti con età superiore a 40 anni, data l'alta probabilità di fallimento (intorno al 90%). [Top](#legenda)

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
