# Malattie infettive: il colera

> Particolarmente diffuso in zone con scarse norme igieniche, il colera è una malattia infettiva e contagiosa di origine batterica.

- **Pubblicato:** 2007-02-06
- **Aggiornato:** 2015-03-25
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[Cos'è e come si diffonde](#par_1) - [Sintomi](#par_2) - [Terapia](#par_3)

### Cos'è e come si diffonde

Il colera è una malattia a trasmissione oro-fecale, ossia la sua diffusione inizia con l'espulsione dell'agente patogeno attraverso le feci dell'individuo contagiato e termina con l'ingestione da parte di un individuo sano di alimenti o acqua contaminati, ed è causata dal *Vibrio cholerae*, un [Batterio](https://www.paginemediche.it/glossario/batterio) che vive nell'acqua.
 Questa malattia batterica è particolarmente diffusa nelle zone dove scarseggia la pulizia sia personale, carenza di norme igieniche, sia ambientale, pensiamo ad esempio a zone dove abbondano i rifiuti.

 Il vibrione espulso nell'ambiente sopravvive a lungo, fino a 14 giorni quando infetta crostacei; altri alimenti particolarmente soggetti ad essere portatori di questo germe sono i frutti di mare e i pesci (soprattutto se ingeriti crudi o poco cotti), la verdura e la frutta. In tutti questi casi è comunque l'acqua il mezzo di trasmissione originario.
 I germi espulsi con le feci, infatti, possono arrivare a contaminare le acque destinate all'irrigazione, e questo determina la contaminazione degli alimenti, o le acque che sfociano poi in mare. In ogni caso è la scarsa o inefficace applicazione dei sistemi di depurazione delle acque a rendere possibile il contagio.
 Qualora risultino inefficaci i sistemi di potabilizzazione dell'acqua, la trasmissione avviene anche per ingestione di acqua contaminata appunto o di bevande composte con acqua contaminata.
 Più rara ma tuttavia possibile, infine, la trasmissione diretta da un individuo contagiato ad un individuo sano.

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### Sintomi

Questa malattia batterica ha un periodo di incubazione che varia nell'arco di tempo di 5/6 giorni. In genere, qualora si sospetti il contagio, se la malattia non si manifesta nell'arco di 10 giorni si può ritenere che il contagio non sia avvenuto.

 È possibile individuare forme cosiddette benigne di colera perché si accompagnano ad una sintomatologia molto attenuata. Ma sono forse ed anche più frequenti forme che si protraggono più a lungo nel tempo con la sintomatologia tipica di questa infezione e, infine, forme fulminanti che determinano la morte dell'ammalato in tempi brevissimi (1/2 giorni): da questo punto di vista, il contagio dei bambini si rivela particolarmente pericoloso. In ogni caso, i sintomi del colera dipendono anche dalla carica batterica infettante e dalle condizioni cliniche preesistenti nel soggetto affetto.

 Nel periodo d'incubazione i vibrioni attaccano il tubo digerente dell'individuo. La sintomatologia tipica del colera è la diarrea. Le scariche diarroiche sono inizialmente incolore, nell'arco delle 24 ore dalla loro comparsa diventano prima più acquose, provocando grosse perdite di potassio e calcio, poi sempre più liquide. L'[Organismo](https://www.paginemediche.it/glossario/organismo) ovviamente si debilita in modo sostanziale, l'individuo avverte infatti un senso diffuso di stanchezza, confusione mentale e sonnolenza. La febbre non rientra nei sintomi anzi l'ammalato può sudare freddo o avere la pelle asciutta e fredda, ha particolarmente sete e la diuresi è ridotta al minimo o del tutto assente.
 Il continuo rilascio di scariche diarroiche provoca nel tempo anche crampi ai muscoli addominali e vomito che peggiora lo stato di disidratazione del corpo. Anche la pressione sanguigna si abbassa notevolmente, fin sotto i 36°C.
 Le prime 24 / 36 ore sono determinanti per l'ammalato, la possibilità di ripresa infatti dipende dalla reazione dell'individuo a questi sintomi.

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### Terapia

Al sopraggiungere dei sintomi è opportuno portare l'ammalato in ospedale. La [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) necessaria per aiutare l'organismo a reagire a questi sintomi prevede, infatti, la somministrazione di soluzioni fisiologiche e di antibiotici. È inoltre indispensabile supportare l'organismo contrastando la perdita di liquidi e di sali.

 A questa terapia medica vanno associate norme igieniche per evitare la diffusione del contagio; alcune di queste norme possono essere utili anche come prevenzione, soprattutto se ci si reca in zone a rischio:

- isolamento ospedaliero dell'ammalato
- sottoporre ad un processo di disinfezione gli abiti del malato e l'ambiente in cui è stato
- cuocere i cibi
- bollire l'acqua o trattarla con appositi disinfettanti
- utilizzare un buon sistema di depurazione per l'eliminazione del batterio espulso con le feci
- i familiari o le persone che sono state a contatto con l'ammalato possono ricorre alla somministrazione di un vaccino
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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
