# Trombofilia

> La trombofilia, distinta in acquisita o congenita, presenta un'eccessiva coagulazione del sangue, aumentando il rischio di trombosi.

- **Pubblicato:** 2007-02-06
- **Aggiornato:** 2020-03-06
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/trombofilia

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Per trombofilia si intende una tendenza alla coagulazione eccessiva del [Sangue](https://www.paginemediche.it/glossario/sangue), con predisposizione a sviluppare [Trombosi](https://www.paginemediche.it/glossario/trombosi) ed embolie, sia venose che arteriose, in età giovanile (sotto i 45 anni).
 Si distinguono in **forme acquisite** (severe insufficienze renali ed epatiche, uso di anticoncezionali orali, gravidanza, presenza concomitante di tumori o di patologie del sistema immunitario come LES, Sjogren, sclerodermia) e **forme congenite** (deficit di proteina c, proteina s, apc resistance, antitrombina III, iperomocisteinemia).
 Statisticamente la frequenza è rara per alcune forme (antitrombina III : 1/25.000) ma molto frequente per altre (il 5-7 % della popolazione italiana è per esempio positiva alla apc resistance).

In caso di trombosi venosa profonda o di patologia trombotica delle arterie che insorgono sotto i 40 anni, specie in presenza di familiarità (aborti spontanei del II e III trimestre, ictus, trombosi venose profonde ricorrenti e atipiche), corre l'obbligo di allargare le analisi e le indagini diagnostiche alla trombofilia.
 Per la maggior parte dei casi basta una semplice analisi del sangue, attraverso la quale la diagnosi è molto agevole. In caso di positività tale analisi va estesa ai familiari di primo grado.

La [Terapia](https://www.paginemediche.it/glossario/terapia) si gioca soprattutto sulla prevenzione degli eventi trombotici con farmaci e presidi appropriati. In alcuni casi, come nelle iperomocisteinemie, la terapia è spesso risolutiva e annulla il rischio.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
