# Come diagnosticare i disturbi uditivi nei bambini

> Esame audiometrico, impedenzometria, elettrococleografia: i diversi strumenti per diagnosticare i disturbi della funzione uditiva.

- **Pubblicato:** 2013-03-05
- **Aggiornato:** 2021-03-25
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/come-diagnosticare-i-disturbi-uditivi

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I disturbi della **funzione uditiva** possono attualmente essere diagnosticati con differenti e sofisticate **metodiche strumentali**. L’esame più comunemente richiesto ed effettuato presso gli ambulatori di **Otorinolaringoiatria** è rappresentato dall’**[esame audiometrico](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/esami/esame-audiometrico)**che consente di valutare il grado di perdita uditiva.

Di semplice attuazione, orienta rapidamente lo Specialista sulla gravità del **danno uditivo** ed entro certi limiti anche sulla causa dello stesso. In **ambito pediatrico** l’esame più diffuso è invece rappresentato dall’**esame****impedenzometrico**: con esso si valuta il grado di elasticità della membrana del timpano e la presenza di muco in cassa timpanica. Tale indagine strumentale è utilizzata per seguire la [Patologia](https://www.paginemediche.it/glossario/patologia) catarrale dell’[Orecchio](https://www.paginemediche.it/glossario/orecchio) medio molto diffusa nei bambini.

La tecnologia, con il trascorrere degli anni, ha permesso di passare da complessi apparecchi che consentivano tempi di esame nell’ordine di diversi minuti a semplici e portatili strumenti che permettono di effettuare un esame in pochi secondi.

Tutto ciò ha consentito che anche gli specialisti in Pediatria potessero sempre più spesso utilizzare l’impedenzometria nella **pratica clinica ambulatoriale**. Tale estensiva utilizzazione permette di seguire in maniera meticolosa tutta la patologia dell’orecchio medio nell’età pediatrica evitando complicanze chirurgiche anche gravi che talvolta possono determinare anche la **meningite otogena**. Sempre in ambito pediatrico, e più specificatamente neonatale, attualmente vengono utilizzati le otoemissioni acustiche: si tratta di una metodica semplice e rapida che consente, mediante l’analisi degli echi cocleari di Kemp, di valutare l’integrità alla nascita dell’orecchio interno.

Tale metodica permette la**[Diagnosi](https://www.paginemediche.it/glossario/diagnosi) precoce****delle sordità** e quindi l’immediata protesizzazione onde evitare che la deprivazione uditiva possa minimamente alterare lo sviluppo psicofisico del piccolo paziente. Altre e più complesse indagini strumentali sono rappresentate dai Potenziali Evocati del **tronco dell’encefalo**(ABR) e**Elettrococleografi****a** (EcoG) che studiano, con metodiche elettrofisiologiche, le vie nervose che conducono il segnale acustico dall’orecchio interno fino alla corteccia cerebrale.

L’applicazione di tali indagini è sicuramente orientata alla diagnosi delle patologie neurologiche dell’udito, vale a dire delle componenti nervose nobili e delicatissime che possono dar luogo a lesioni irreversibili ma fortunatamente molto rare.

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