# Aborto terapeutico

> L'aborto terapeutico viene praticato in caso di gravi patologie che possono minare la salute della mamma o lo sviluppo del feto.

- **Pubblicato:** 2007-03-20
- **Aggiornato:** 2020-02-03
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- **URL:** https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/prevenzione-e-terapie/aborto-terapeutico

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L'**aborto terapeutico** è l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG) provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un [Feto](https://www.paginemediche.it/glossario/feto) segnato da malformazioni o gravi patologie.

L'aborto terapeutico **deve avvenire prima dei tre mesi dal presunto concepimento** ma, superato il primo trimestre di gravidanza, la legge consente ancora 180 giorni per l’interruzione su indicazione medica per grave pericolo per la vita della gestante o per grave pericolo per la sua salute fisica o psichica. In questi casi l’aborto dovrà sottostare ad accertamenti sanitari e alle eventuali consulenze specialistiche di cui si vorrà avvalere il ginecologo che si assume la responsabilità dell'intervento.

## Quando si pratica l'aborto

Le condizioni patologiche della madre per cui viene solitamente praticato l'aborto terapeutico sono le gravi **malattie cardiovascolari** e renali o alcuni tipi di **tumore**([cancro al seno](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/carcinoma-mammario-il-tumore-al-seno) e tumore della cervice, se curati con trattamenti - chirurgici e radiologici - dannosi per il feto; melanoma, linfoma, leucemia, [Cancro](https://www.paginemediche.it/glossario/cancro) allo stomaco e ai polmoni, se hanno generato metastasi che hanno colpito la placenta o il feto).

Le condizioni del feto che possono indurre i medici all'aborto terapeutico comprendono i **disordini cromosomici** e **metabolici**, i **difetti neurologici**e le **malformazioni**.

L'aborto terapeutico si pratica anche in caso **gravidanze multifetali**, che possono causare la morte o lo sviluppo ritardato dei feti.

## Aborto terapeutico: cosa fare

Per interrompere la gravidanza bisogna rivolgersi ad un consultorio, ad un medico o ad una struttura socio-sanitaria autorizzata, dove - nel massimo della riservatezza - si terrà un accertamento medico sullo stadio di avanzamento della gravidanza e sulle condizioni di salute di madre e figlio.

Se non vengono riscontrate condizioni tali da richiedere una procedura d'urgenza, la madre viene invitata ad aspettare una settimana prima del ricovero.

## Come si pratica l'aborto

I metodi adottati nell'aborto terapeutico variano a seconda dell'avanzamento della gravidanza e delle condizioni di salute della madre.

La metodologia maggiormente diffusa è lo **svuotamento strumentale** in anestesia parziale. L'intervento (della durata di circa 5 minuti) consiste nello svuotamento dell'[Utero](https://www.paginemediche.it/glossario/utero) attraverso l'aspirazione strumentale dell'embrione o del feto.
 Di solito l'aborto viene praticato dilatando il collo uterino per mezzo di laminarie o apposite spugne e procedendo - dopo aver preparato il canale cervicale anche con farmaci - al **raschiamento**dell'utero o all'**aspirazione**.

L'**aborto farmacologico** (chiamato anche contragestione) è il metodo di interruzione di gravidanza più recente: il distacco del feto dall'utero è chimico e non necessita di nessun intervento di natura chirurgica. L'induzione farmacologica avviene con l'assunzione di una pillola di mifepristone (*RU 486*) e una di gemeprost, che induce l'espulsione del feto e la pulizia dell'utero. La pillola RU 486 è legale in Francia, Inghilterra, Germania, Austria, Spagna e USA.

## Complicanze dell'aborto terapeutico

L'aborto terapeutico praticato in maniera legale nei centri medici è relativamente sicuro e solo di rado presenta complicazioni.
 Dal punto di vista fisico, se l'aborto avviene nelle prime otto settimane il rischio - che aumenta esponenzialmente al progredire della gestazione - è praticamente nullo.
 I rischi sono in massima parte connessi all'anestesia totale, che è quindi sconsigliata rispetto a quella locale.

Un aborto non propriamente eseguito, invece, può provocare **infezioni**(causate dai residui fetali rimasti nella cavità uterina) che possono provocare infertilità o - nei casi più gravi - la morte della madre.

Le possibili **conseguenze psicologiche** ([depressione](https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/depressione-maggiore), complessi di colpa e di inadeguatezza, tendenze suicide, abuso di farmaci, stati ansiosi, psicosi) variano a seconda dell'educazione ricevuta, del contesto sociale, della maturità e dello stato psicologico della donna.

È stata avanzata l'ipotesi, mai confermata da studi o organizzazioni scientifiche, che un aborto possa innalzare il rischio di contrarre il cancro al seno (**correlazione ABC**o **Abortion-Breast** **Cancer**) a causa della brusca interruzione degli ormoni necessari allo sviluppo del feto.

## La legge 194/1978

La **legge**che regola l'aborto terapeutico in Italia è la **194 del 22 maggio 1978**, confermata anche da un referendum popolare; essa tende a una soluzione di compromesso tra il diritto alla vita del nascituro e l'equilibrio psicofisico e sociale della madre.

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*Fonte: [Paginemediche](https://www.paginemediche.it) — contenuto a scopo informativo, non sostituisce il parere del medico.*
